Lunatici Carissimi,
buongiorno e ben ritrovati! E allora, come va? Qui sul Satellitone tutto procede a meraviglia! (ma con la “D” nel mezzo). Massì, fateci essere un po’ ciniche. All’annuncio di Mr ManDraghi che resteremo rossi o arancioni in tutta Italia fino a maggio ci è preso un po’ di sconforto… Pensiamo sia normale. Ma non ci diamo pervinte e siamo qui a scrivervi, anche perché queste belle giornate di sole sollevano l’umore, volenti o nolenti, e allora attendiamo fiduciose i nostri clienti che arrivano a stillicidio per un caffè, a volte un pezzo di torta o un croissant, altre per un libro… e in quei casi il nostro cuore palpita di vera emozione!
Anche quest’anno arrivano di gran carriera la Pasqua e la Pasquetta e noi saremo nuovamente un po’ chiusi. Diciamo solo un po’ perché comunque questa volta si avrà la possibilità di andare a trovare amici e parenti, nel numero di massimo due persone verso un altro nucleo familiare. Chi ha la fortuna potrà recarsi nelle seconde case. Quindi tutto sommato ci sarà un minimo di aria di festa, un minimo di condivisione della festa. Insomma: un buon motivo per gozzovigliare un po’ con chi vorrete. Come farsi scappare l’occasione?
Nel frattempo con rammarico siamo venuti a conoscenza della dipartita del grande Enrico Vaime. E si è creato un vuoto, perché è una di quelle assenze che segnano un po’ la fine di un mondo: quel mondo mai sopra le righe, fatto di modi e toni gentili, di colta ironia e solido sapere, di parole e non chiacchiere, quello che sa andare in profondità, lontano dalla superficie delle cose, che scansa la banalità a favore dell’arguzia. Un saper stare al mondo di cui davvero si stanno perdendo i contorni e il piglio. E Vaime ne era un eccellente esempio. Salutiamo una bella persona che fortunatamente ci ha lasciato tanto.
Voltando completamente pagina vorremmo condividere con voi una riflessione che riguarda il nostro essere umani troppo umani. Ormai è risaputo ed è notizia diffusa ai quattro venti: stanno arrivando i vaccini e molti di noi sono stati vaccinati (categorie a richio, anziani, persone con problemi di salute,…) e altri lo saranno (speriamo) a breve. Non staremo qui a dipanare la spinosa questione vaccino sì, vaccino no: diremo solo che dopo un anno, anche se forse questa non è la migliore delle soluzioni, è un tentativo di risoluzione, che ci porterà con tutta probabilità a vivere nuovamente una vita normale, perciò a nostro avviso è doveroso tentare, e quando sarà il nostro turno saremo ben contente di farci vaccinare. Ma qui la chiudiamo. Perché in realtà quello di cui volevamo parlare è il fatto curioso che, una volta inoculato il vaccino (a seconda dei vaccini prima o dopo), la persona cui è stata somministrata la dose si ammala: ossa rotte, febbriciattola, torpore e altri sintomi correlati. Un po’ in sintonia con cosa dicevamo qualche newsletter fa: ciò che non ammazza fortifica! E quindi noi, per combattere il nemico, dobbiamo prima crearci le difese adatte, che vengono fuori solo indebolendosi quel tanto che basta per uscirne più forti e reagire ad attacchi ben più violenti. Da da pensare. E in realtà è una cosa che è sempre stata così, per tutti i vaccini e terapie, solo che con l’incidenza attuale il fatto ci è balzato bello evidente agli occhi. E ci è anche venuto in mente un paragone un po’ romantico, giusto per rendere più morbido questo presente così acuminato: è un po’ come fossimo delle Fenici che rinascono dalle proprie ceneri, di nuovo forti e gagliarde pronte a volare e a ripartire.
Quindi auguriamo a tutte le adorate Fenici che ci leggono un buon transito, un ottimo volo, ma per cominciare una Buona Pasqua! A presto, e state bene!
