Buongiorno, Lunatici, e ben ritrovati!
Ebbene sì, anche quest’anno, e nonostante tutto, è arrivata la Primavera! E le giornate di sole, l’aria fresca che si profuma di fiori, le giornate che si allungano, il sonno che bussa con più insistenza dietro le nostre palpebre, le giunture che si fanno sentire per il cambio stagione, la natura che sembra risvegliarsi dal torpore invernale… tutto parla di rinnovamento, rinascita, rigenerazione. Ah, che bellezza, penserete! e che ce ne facciamo tutti tappati in casa? E qui partiamo dalla riflessione di questa settimana.
Ci è venuto in mente discorrendo con un’amica. E non è un non voler vedere la fatica di questi giorni, il non soppesare quanto ci sta accadendo intorno, tutt’altro… proprio nella newsletter precedente mettevamo sul piatto senza infingimenti tutta la frustrazione per questo lungo anno di paura, incertezze, limitazioni alla nostra libertà, sacrifici. Però… c’è un però. E forse la primavera, con la sua promessa di novità, di cambiamento, ci ha suggerito un cambio di prospettiva.
S’è detto fino alla noia: abbiamo di fronte qualcosa di mastodontico, globale, molto più grande di noi… e allora perché non ribaltare la situazione e partire dal piccolo? D’altra parte abbiamo dovuto cambiare abitudini a forza. E non è detto che le abitudini di prima fossero meglio di quello che abbiamo scoperto strada facendo. Forse proprio la fatica e le limitazioni di cui sopra ci hanno aperto di più gli occhi, facendoci apprezzare le cose anche più minute, assaporandole fino in fondo, in pienezza, perché se poco ci è concesso, che questo poco sia vissuto fino al midollo!
Così il percorso che compiamo per fare la spesa diventa una passeggiata, l’incontro fortuito con un conoscente o amico diventa il pretesto per una chiacchiera, la corsetta al parco diventa il pretesto per osservare la fioritura circostante, le serate caserecce diventano il pretesto per lunghe telefonate con amici distanti, o che non si sentivano da tempo. Piccoli tasselli di un puzzle che se andiamo a comporre si fa immagine, si fa colore e significato, oltre che significante.
E allora possiamo veramente essere soddisfatti di quel poco, ma non accontentandoci e rassegnandoci alla realtà dei fatti, piuttosto facendo incetta di piccole felicità, piccoli momenti unici, per poi arrivare a quel che sarà pronti di nuovo ad abbracciare la vita. Pretendendo che la nostra quotidianità non sia una somma di gesti stanchi e vuoti, ma di piccole, modeste, ma quanto mai benedette epifanie, da salutare con un sorriso, facendo scorta per i momenti difficili e di scoraggiamento.
Quindi respirate a pieni polmoni, fate un sorriso e pensate Punto. Riparto da qui e voglio che sia almeno un po’ speciale.
L’imbuto in cui ci chiudono le lamentele, l’insoddisfazione, lo scoramento si aprirà per diventare torrentello di montagna con noi lì sul ciglio, a sentirne la discesa musicata dalle pietre.
Proviamoci! Raccogliamo pezzi per il nostro puzzle, giochiamo un po’ col presente e recuperiamo il nostro senso dell’umorismo, la nostra voglia di ridere e trastullarci con quel che ci circonda in modo da far germogliare una sorta di primavera anche in noi.
Detto ciò non ci resta che concludere con un sonoro: Buona settimana, Lunatici, e alla prossima!
