Eccoci, Lunatici!
Come state? Come procedono queste giornate così particolari? Noi ce la caviamo, cercando di abituarci a nuovi ritmi. Attendiamo ciò che accadrà, con fatalismo, pazienza e un pizzico di speranza, che non guasta mai.
Oggi vogliamo raccontarvi una storia, che è una storia che accompagna la Luna da un gran po’. Chissà, i ricordi si perdono negli anni, ma crediamo di starvi aprendo una finestrella su una sorta di istituzione lunatica. Quei personaggi che … per loro statuto non si fanno troppo notare, ma che per costanza e presenza noi non possiamo che annoverare tra gli assidui.
Stiamo parlando di una figura davvero emblematica: non giovane, ma di età indefinibile che oseremmo azzardare sulla settantina. Come avesse un orologio interno, da che ci si ricordi passa la domenica sera, in chiusura, per il caffè. Il nostro ultimo caffè della settimana.
In pandemia è capitato d’incontrarlo per strada, nella precedente reclusione, e si sono scambiate parole d’incertezza, d’incredulità su ciò che stava accadendo, di speranza in una ripresa il più possibile rapida. Poi è venuto giugno, l’estate, e il canuto in questione (in realtà più dai capelli l’abbiamo evinto dalla barba) ha un po’ modificato le abitudini, passando per il caffè sia verso il dopopranzo del sabato e della domenica, quindi per quello della chiusura, entrambi i giorni.
Nell’ultimo periodo, precedente a questa nuova serrata, il Nostro aveva anche preso l’abitudine di fermarsi un attimo, sedersi nel dehor a fumare sorbendo il suo caffè (accompagnato dal cicchetto di acqua frizzante, mi raccomando!).
Proprio in quest’ultima occasione, periodo in cui eravamo tenute a registrare giorno, ora, nomi e numero di telefono di chiunque si sedesse ai nostri tavoli, abbiamo scoperto il suo nome, che è quello di un grande eroe dell’epica greca. Immaginate il nostro stupore, la meraviglia e il sorriso che questa epifania si è portati con sé!
Ebbene sì, abbiamo fantasticato, la nostra mente è andata ai libri letti, e allora ci siamo immaginati che fosse davero la versione anziana di quell’eroe (fosse rimasto in vita, come invece ahinoi non è capitato all’alter ego mitologico). Abbiamo scorto nei movimenti lenti e misurati, nello strenuo perpetuare la sua abitunine a base di caffeina, nel suo parlare pacato e con proprietà di linguaggio, le movenze di quel prode.
Immaginatevi la sopresa poi, in questa nuova fase lunatica, quando al nostro finestrone dell’asporto si è affacciata una donna attempata, fili d’argento che contornano il volto, piccola ed esile tanto quanto lui, stessi modi gentili e fare calmo e misurato, d’altri tempi. Per giorni è capitata da sola a chiedere un caffè macchiato, ma un giorno: svelato l’arcano! I due si sono presentati insieme, chiedendo un caffè normale ed uno macchiato. E il cerchio s’è chiuso. L’Eroe e l’Eroina ricongiunti. Una bella storia che è frutto della nostra fantasia, ma che in fondo sparge un po’ di colore su una bella storia vera, di due belle persone che stanno invecchiando insieme. E, che siano o meno Eroi, per noi in fondo un po’ lo sono e lo saranno sempre.
Buona settimana, Lunatici!
