Popolo Lunatico!
Sebbene non sia estate siam tutti quanti Rossi come peperoni!!!
Eh, le misure restrittive tanto paventate alla fine sono arrivate. E noi vi scriviamo da una Luna aperta, ma ahinoi vuota.
Spieghiamo in breve per chi avesse difficoltà (e chi non ne ha e ne ha avute???) a sbrogliare la matassa dell’ennesimo DPCM: noi siamo chiuse in qualità di bar e ristorante e ente organizzatore di eventi, ma restiamo aperte come libreria (venite a comprare un sacco di libri: intanto vi aiuteranno a sopportare le lungaggini dovute alla reclusione, e poi abbiamo solo libri bellissimi!!!) e per l’asporto. Ovvero, per quanto riguarda l’asporto: potete chiederci un caffè, cappuccio, latte caldo, tè, tisana… ma solo dal finestrone aperto accanto alla macchina del caffè e poi dovrete berlo non qui. Sarà la vostra bevanda da asporto, quindi dopo averla ricevuta, calda o fredda che sia, prendete il largo, passeggiate, fate il giro dell’isolato, raggiungete casa, ma non consumatela in loco. Lo stesso dicasi per le torte: avremo sempre un paio di torte salate e un paio di torte dolci da proporvi, quindi consultate il nostro menu esposto sui finestroni lunatici, oppure consultatelo comodamente da casa sul nostro sito: http://www.lunastorta.eu/. Così facendo potrete ordinare via telefono (0116690577), via mail (info@lunastorta.eu) oppure sul nostro Messenger lunatico la/le fette di torte che più vi vanno a genio. (Stesso dicasi per ordinarci dei libri!)
Smaltite le formalità eccoci a noi: questa seconda ondata di reclusione, Cari Lunatici, immaginiamo abbia colto anche voi un poi’ più stanchi, sfibrati, esasperati, più disillusi e meno speranzosi. Pensiamo sia naturale: abbiamo faticato ad abituarci ad una lenta e graduale ripresa della normalità (oddìo, c’è chi lo ha fatto, c’è chi ha ripreso ad agire come nulla fosse, ma sorvoleremo…), abbiamo cambiato abitudini, stili di vita, modi di agire e di pensare, nel rispetto di un bene comune che andava preservato. E sembra di trovarsi al punto di partenza. No, cari Amici, niente panico. Non è così. Certo la situazione è complessa. Ma crediamo che chi realmente si sia fermato, chi realmente abbia riflettuto, chi realmente abbia capito le proporzioni di ciò che stiamo vivendo abbia anche visto qualche fogliolina germogliare da tutti quei momenti di riflessione e rivalutazione di sé e della realtà circostante.
I miracoli non accadono, e anzi, il presente ci dà la misura (quasi con uno schiaffo), di quanto sia stato più il menefreghismo del prendersi carico, fare attenzione, agire con cautela. E non solo nella nostra bella Italia, ma in Europa tutta. (Per non parlare del resto del mondo…). Però siamo convinti che qualcosa sia cambiato. Qualcosa si è smosso in qualcuno di noi. In questo senso pensate a prima, alla nostra velocità, al nostro essere sempre di corsa, quel non aver mai tempo per questo o quest’altro, quel muoversi a gran velocità, non avendo mai un momento per fermarsi a pensare, riflettere. Ecco. Invece siamo stati costretti a rallentare, quindi fermarci. E ora di nuovo. Abbiamo dovuto modificare il nostro stile di vita, le abitudini, ci siamo dovuti arrendere a limitazioni e a una stasi forzata, in molti casi. Questo non vi ha fatto prendere coscienza di quanto le giornate siano lunghe? Perché invece di viverle prima le abbiamo sempre riempite, colmate di cose da fare e disfare. Invece ora la prospettiva è vedere i giorni che si dipanano davanti a noi, una gran distesa di attimi preziosi che forse abbiamo imparato a vivere con più pienezza, con più consapevolezza. Pensando mentre agiamo, meno distratti da un ritmo tamburellante.
Certo non tutti sono fermi o hanno rallentato, molti lavorano a velocità raddoppiata (e pensiamo ai medici, agli infermieri, agli insegnanti, a tutti i commessi di attività di prima necessità, tutti quei lavoratori che ora stanno svolgendo le loro mansioni da casa, attraverso il lavoro agile) e a loro va tutta la nostra solidarietà, ma anche per loro la vita altra, al di fuori del lavoro, ha subito un rallentamento, una stasi, una sospensione. Quindi in questo senso crediamo possano intendere ciò che diciamo in queste righe.
Forse fa parte della nostra capacità di adattamento, ma vogliamo passare anche a voi questa sensazione, questo tentativo di vivere in pienezza, come fossero le tessere di un mosaico, tutti i piccoli frammenti di giornata, ore, minuti che compongono il nostro quotidiano, facendo fiorire anche l’immobilità, riscoprendo l’ozio, esaltando la preziosità di avere tempo per sé e per gli altri, avendo quindi più cura e riguardo di noi e degli affetti che ci circondano.
Lamentarsi è giusto, protestare verso qualcosa che poteva essere fatto in modo diverso per evitarci quest’altra ondata di reclusione anche, ma… dato che ci troviamo in ballo balliamo, e facciamo in modo che anche questa nuova pausa sia portatrice di buoni frutti e non un arido e triste starsene con le mani in mano per di più mugugnando e recriminando.
Buona giornata, buona settimana, Lunatici. E, un consiglio per iniziare? Leggete, che fa bene, e se non basta aiuta un bel po’! (E in questo caso siamo contente sia un consiglio interessato!)
