Assitere ad uno spettacolo è stata la scintilla che ha partorito la riflessione di questa settimana.
Si parlava di memoria, questo prezioso bacino di minuscoli ricordi che ci fanno essere ciò che siamo.
La riflessione è scaturita dal fatto che, nel dibattito tra un cultore delle scienze e la sua controparte cultrice della cultura umanistica, si stesse parlando del confronto tra memoria a breve termine e memoria a lungo termine.
Veniva portata la tesi che la memoria a breve termine sia quella delle cose piccole, utili, quella pronto uso, che attiviamo quasi meccanicamente, senza rendercene conto e che quindi è facile a deteriorarsi e a perdersi per strada, mentre la memoria a lungo termine sia quella scaturita da un’emozione, da un evento speciale che ha accelerato i battiti, ha colpito i nostri sensi, magari facendoci correre anche un brivido lungo la schiena, e che quindi ci accompagnerà per il corso della vita, sarà ciò che non potremo scordare. In positivo e in negativo.
La cosa può sembrare banale e senza grandi novità da spartire con l’universo mondo, ma non è così scontata, a nostro avviso. Spesso vivendo si attraversano situazioni, momenti più o meno edificanti, tratti di vita vissuta che poi vengono inghiottiti da nuovi eventi, nuove situazioni, nuovi momenti, in un continuo che, se non venissimo effettivamente incisi da quell’evento in particolare, quel momento in particolare, quella data situazione, sarebbe come una linea retta proiettata in un futuro senza passato.
Così non è, e lo diciamo con un sospiro di sollievo. Perché guardandoci alle spalle abbiamo innumerevoli vissuti da ricordare, ripescare nella memoria, magari raccontare, come piccole pietre miliari che hanno composto la strada che ci ha condotti al presente.
E allora, Cari Lunatici, lasciatevi attraversare dalle emozioni, date libero sfogo alle sensazioni forti che vi suscita quella data vicenda o quell’altra. Respiratele, fatele entrare, e non lasciatele andare se ne vale la pena, se sono quelle così forti da aver messo radici dentro di voi! Saranno il piccolo pezzo aggiunto che vi renderà ciò che siete. E, in qualche modo, consapevoli di esserlo.
