Il nostro, innegabilmente, è un presente non dei più semplici. Non che non si siano succeduti nella storia dell’umanità periodi similmente travagliati, ma questo è veramente un frangente in cui i più (chi scrive compreso) si trovano smarriti davanti ad una matassa politico-sociale ed economica di cui non riescono a trovare il bandolo.
Abbiamo idee poco precise su cosa ci aspetti in futuro, ma la cosa ancor più bizzarra è che già la quotidianità non fa che sorprenderci. E spesso non proprio in modo positivo.
Ma qualcosa invece riesce ad accendere un lumino di speranza. Tipo un movimento che è nato spontaneo ed è stato virale e che ci ha un po’ ricordato una canzone di un cantante che molto abbiamo amato, il grande rimpianto Lucio:
Frattanto i pesci
Dai quali discendiamo tutti
Assistettero curiosi al dramma collettivo
Di questo mondo che a loro indubbiamente
Doveva sembrar cattivo
E cominciarono a pensare
Nel loro grande mare
Com’è profondo il mare
Nel loro grande mare
Com’è profondo il mare
Vogliamo dunque interpretare l’ormai noto Popolo delle Sardine come la forza silenziosa ma prorompente di un’idea comune, di un dissenso comune, che si fa grande, che si fa condiviso estendensosi alle moltitudini, alle piazze, e di piazza in piazza a tutto il nostro Bel Paese.
Non siamo totalmente votati alla causa. Siamo scettici. Perché i movimenti di pancia, agiti di petto e senza un vero progetto iniziale che miri ad un qualche obiettivo, hanno la forza e durata che devono (e possono). Però salutiamo con una punta di soddisfazione questa risposta così vigorosa ad un altro movimento che muove dal basso, ma che reputiamo orribile nell’espressione, nelle azioni, nella sfrontatezza con cui si fa tronfio di ciò che è e delle idee (orribili) che diffonde.
Tutto bene, ma non benissimo, per continuare con le citazioni. Ma è già qualcosa, e in questo ciondolare generalizzato in un vuoto di motivazioni regala almeno il sollievo di sentirsi meno soli. Di nuotare in un mare grande, ma di farlo insieme a compagni di viaggio che, per i grandi temi, quelli universali ed imprescindibili, sono fratelli di pensiero. Ha a che fare con la sensazione confortante di appartenere a qualcosa. Qualcosa di più esteso della propria individualità.
E allora, pur con le dovute riserve, Popolo Lunatico, se vi farete anche voi Sardine per un giorno ci incontreremo in piazza qui a Torino il 10 dicembre. E nuoteremo un po’ insieme, alla ricerca di un senso. Da qualche parte si deve pur cominciare!
