Buongiorno Lunatici, e ben ritrovati!
Come state? Come procedono le vostre vite?
Noi qui si dehoreggia e dobbiamo dire che la voglia di far vita è tanta: lo dimostra il fatto che, anche col tempo incerto di questi giorni (e soprattutto della prima settimana in zona gialla), i nostri avventori non mancano di venirci a trovare. D’accordo, non a frotte quando la giornata è bigia, ma comunque il desiderio di star fuori spesso sovrasta la questione climatica.
Detto questo passiamo a parlare di quello che volevamo condividere con voi questa settimana.
Vi sarà capitato sicuramente. Di passare davanti ad un edificio, una casa, un negozio, un locale, una scuola, un luogo che in passato avevate frequentato con una certa regolarità. E magari quel passato risale a tanto tempo fa.
Una folla di ricordi si affaccia. E con loro tutta una serie di sensazioni che… sono passate anche loro. Quella manifestazione ancora evidente di ciò che abbiamo vissuto in quel tempo apre la porta della memoria e ci trasporta lontano. A come allora abbiamo vissuto quel luogo. Lo stato d’animo, le atmosfere, gli odori, quella percezione del tutto particolare che abita solo più nel nostro io più profondo.
Perché nel frattempo si è cresciuti, cambiati, si sono fatte cose, si sono vissute esperienze, si sono frequentati altri luoghi, magari si è modificato anche il panorama di persone che ci circondano.
Eppure quel luogo lì riporterà sempre a quel sé, unico e irripetibile perché concluso. Eppure ancora vivido, parte di noi, del noi più intimo e profondo. Ma in qualche modo anche un po’ lasciato andare.
E non neghiamo che quando capita sorge in noi una sorta di malinconia, una tristezza silenziosa, di fondo, che non riusciamo a non provare, guardandoci con occhi inteneriti, pensando a come eravamo, a come vivevamo quel luogo. E ritrovandoci nella versione più adulta, con molte carte in tavola cambiate. Prospettive modificate, se non ribaltate. E se è vero che un pensiero che da una parte ci intristisce dall’altro canto è anche una sorta di coccola, che ci rende consapevoli di quel che abbiamo fatto, siamo stati e che abbiamo costruito mattoncino dopo mattoncino per arrivare fin qui.
Ogni tanto ricordare le strade percorse, anche inaspettatamente, è arricchente. E ci fa dialogare meglio con noi stessi, non trovate?
