Ben ritrovati, Lunatici!
Ebbene sì, è arrivato anche dicembre e con lui questo bel freschino che ci intirizzisce le membra… che ci raccontate?
Noi vi vogliamo parlare di una cosa che ci sta facendo arrovellare. Avete mai dato per scontato qualcosa, quando serebbe stato meglio verificare, spingere la propria curiosità oltre le barriere del pudore per non incappare in un errore ingenuo?
Fateci caso. Spesso prendiamo per buono quello che ci si presenta, fidandoci del fatto che ciò che abbiamo davanti è un’evidenza, e (soprattutto se ci troviamo di fronte a qualcosa di nuovo) abbiamo quasi il timor reverenziale di quell’oggetto o situazione.
Solitamente ci riteniamo persone curiose, ma quando abbiamo tra le mani qualcosa che ci viene affidato e che poco conosciamo parte in noi una sorta di rispetto che ci rende timidi e poco inclini a mettere le nostre manacce in esplorazione verso l’oggetto (o situazione) in questione.
Eppure, pensateci, è un limite autoimposto con barriere troppo alte. Vero è che in periodi di pandemia siamo tutti un po’ attanagliati da paure di vario genere, ma che male c’è nel verificare, andare a vedere, rendersi conto di ciò che si ha per le mani? Perché censurare quella sana curiositas che potrebbe invece essere feconda e renderci solo più consapevoli?
Il piacere della scoperta, il piacere di osare, entro un certo limite, ci danno solo la possibilità di apprendere, di avere qualche strumento in più, di toglierci di dosso l’imbarazzo dell’incertezza. E invece qualche volta rimaniamo bloccati, come guardando davvero il mondo da un oblò.
Qual è il limite sottile che divide il coraggio di osare per sapere e il diventare sfrontati e impertinenti con le proprie velleità d’indagine?
Non ne veniamo a capo facilmente. A volte bisogna soppesare a seconda dei casi, altre bisogna affidarsi ad un’intuizione e lasciarsi guidare da quella, altre volte è solo necessario non pensare troppo e agire.
Siamo buffi, noi umani. Così compositamente complessi da avvoltolarci nella matassa con le nostre stesse mani: un bel gomitolone di cui si è perso il bandolo.
Se la virtù sta nel mezzo possiamo allora solo risolverci aprendo la porticina e sbirciando dallo spiraglio di luce, senza esagerare, scoprendo quel tanto che ci basta per non rimanere completamente al buio. Così avremo un po’ di curiosità appagata, non resteremo con un palmo di naso di fronte ad un’ovvietà cui ci potevamo avvicinare senza clamori nè movenze elfantiache e ci scrolleremmo di dosso quell’ingenuità e quel candore quasi sciocco che solo l’ignoranza elargisce copiosamente.
Osate, quindi Gente, osate! Con un bel calcione nel deretano della paura!
