Eccoci, Popolo Lunatico!
Tremate, tremate, le Lunatiche son tornate!
Ci scusiamo per l’assenza prolungata della nostra newsletter, ma abbiamo avuto qualche difficoltà a inviarla. Non avremmo saputo che scrivere, incerte sui nostri destini più prossimi. Allora abbiamo aspettato di avere le idee più chiare e qualche notizia e novità interessante da comunicarvi.
E le novità sono tante:
– il nostro orario, che è radicalmente mutato, perché apriamo dal martedì alla domenica dalle 12 alle 21:30, in modo da potervi proporre anche l’opzione aperitivo, ora che abbiamo un Amor di dehor!
– La nostra formula per i pranzi, che si è semplificata, infatti proponiamo un primo vegetariano, un secondo di carne e un terzo piatto vegetariano e le quiche, variando la proposta dei piatti di settimana in settimana.
– Siamo finalmente riuscite ad istituire un gruppo di lettura che abbiamo chiamato Letture di SosPanza (qui troverete tutte le informazioni del caso: https://www.facebook.com/groups/2928926583890246/); il prossimo appuntamento sarà lunedì 13 luglio.
– Dalla scorsa settimana abbiamo anche ricominciato a proporre i nostri eventi (troverete i prossimi nella sezione Gli appuntamenti della settimana e in calce alla mail nella sezione Gli appuntamenti della prossima settimana).
Detto questo abbiamo intitolato la newsletter Le prime volte perché sarà capitato a tutti, in reclusione, di sentirsi fare la fatidica domanda: Qual è la prima cosa che farai quando tutto questo sarà finito? Chi sognava un caffè con brioche, chi agognava una passeggiata magari in montagna, chi propendeva per una buona pizza comodamente servita al tavolo di un ristorante, chi aspettava di riabbracciare un amico, un amore, un parente lontano.
E in effetti vi sarà capitato spesso, in questo perido, di riprendere a fare cose che avevate interrotto. Un sacco di nuove prime volte. Non sappiamo se abbiate provato anche voi una sensazione strana, quasi come se… ecco. Da reclusi l’immagine di tornare a fare quel qualcosa o quel qualcos’altro assumeva dimensioni epiche, una grandiosità da squillo di trombe. E invece… avete notato come ricominciare sia stato più lento, silenzioso e in qualche modo in sordina? Accompagnato da un piacere sottile, una gioia moderata, forse in qualche modo più profonda.
Le ovvietà si sono tinte di una nuova patina di riscoperta, le abitudini ritrovate hanno assunto nuove lievi sfumature. Come riprendere ad andare in bicicletta: non si disimpara mai, ma la prima biciclettata dopo tempo che non ci si muove su una due ruote ha un gusto tutto particolare, un sapore di libertà ritrovata, col vento che muove i vestiti, i capelli, che ci accarezza la faccia.
Forse sarà la prudenza a far sì che l’entusiasmo non sia sfacciato, ma una piccola graduale conquista quotidiana.
La chiusura forzata ha prodotto dei cambiamenti in meglio o in peggio? Chi lo sa? Solo il tempo potrà darcene misura. Intanto la ripresa, faticosa, giorno dopo giorno, questa sì ha segnato e sta segnando solchi profondi. Tutti impegnati a reinventarci, riproporci, rinnovare ciò che eravamo e che facevamo. Reinterpretare il presente come tale, non cambiando quello che era, ma facendo germogliare un nuovo modo che per forza di cose non sarà più come era. E forse proprio questo è stato l’insegnamento più grande: non dare mai nulla per scontato e allenare la mente a modificare continuamente prospettiva, senza aspettative, ma con il coraggio di guardare ogni nuovo giorno come una rosa di possibilità inesplorate, tutte da cogliere. Volta per volta.
Ci sembra di aver accettato la sfida e di continuare a farlo. E ringraziamo chi, con fiducia e affetto, ha compreso e ci accompagna, anche su questa nuova strada sconosciuta.
A presto, Lunatici!
