Buongiorno Lunatici!
Scusate l’assenza della scorsa settimana, ma da lunedì a giovedì le Lunatiche sono andate a fare un giretto in quel di Siviglia e allora anche la nostra missiva settimanale ne ha risentito, ma rieccoci in forma smagliante e flamencheggianti: olè!
Come da programma da questa settimana troverete la Luna aperta con orario modificato per quanto riguarda il sabato e la domenica. Riprenderemo infatti la tradizione delle colazioni del fine settimana aprendo alle dieci. Ergo:
SABATO H 10-23:30
DOMENICA H 10-20
Inoltre vi consigliamo vivamente di scorrere la nostra letterina fino al fondo, perché abbiamo un’infilata di appuntamenti uno più bello dell’altro spaziando dalla felicità per sprofondare negli abissi e infine farsi sorprendere da uno schiaffo: allunare per credere, resterete esterrefatti!
Ma ora veniamo a noi: abbiamo visto lo spettacolo Il tango delle capinere di Emma Dante, a teatro, e ci ha fatto riflettere, non poco. Sappiamo tutti di vivere un’epoca triste per quanto riguarda la violenza contro le donne. Sappiamo tutti a menadito gli orribili fatti di cronaca che sono occorsi di recente e non si contano quelli che si sono succeduti negli anni, già solo nella nostra piccola Italia, figurarsi estendendo lo sguardo altrove. E l’orrore più grande è come spesso la violenza nasca in casa, da un rapporto intimo, che vorrebbe essere d’amore e invece si rivela tossico e reprime e fa violenza sull’oggetto stesso di questo amore perché si tratta invece di smania di possesso, gelosia, morbosità. Un rapporto asfittico che mortifica e annichilisce.
Che bello invece trovarsi inaspettatamente (Emma Dante la conosciamo per gli spettacoli forti, crudi, a tematica il più delle volte difficile da digerire) davanti ad una storia d’amore pulita, tenera, romantica, che parte da due vecchietti che, animati dai loro ricordi, la rivivono danzando la loro complicità, e di memoria in memoria ringiovaniscono fino al loro primo incontro, fino alla promessa di un amore, questo sì bello, fecondo, litigioso, rumoroso, esplosivo e sincero, con luci ed ombre a danzare coi protagonisti sulla scena. Ci ha mostrato e fatto capire quanto la semplicità spesso sia la cifra di rapporti sani, vissuti quotidianamente fianco a fianco, confrontandosi alla pari su tutto ciò in cui la vita ci fa incappare.
Forse è quello che si è perso, o che molti non hanno mai avuto: semplicità, schiettezza, purezza di cuore e azioni. Questo crediamo porti alla Libertà reciproca, al reciproco rispetto, alla gioia condivisa: insomma tutto ciò per cui vale la pena stare insieme, condividere la vita.
Vedere uno spettacolo così ricrea la speranza che l’alternativa esista e sia a portata di mano: basta solo farla accadere amando rispettando giocando ma soprattutto ridendo insieme. Che già è una bella sfida. E un meraviglioso punto d’arrivo e di partenza!
