La settimana che ormai è trascorsa è stata una settimana importante. Già. Perché il 14 più o meno in tutta Italia hanno provato a ripartire le scuole, e in presenza. E pare che, nonostante difficoltà, criticità, polemiche e tutto il resto si possa proseguire, per ora, sempre con le dovute cautela e precauzioni.
Ma non è di questo che volevamo parlarvi. Più che altro volevamo portarvi alla mente, voi che ci leggete e che magari a scuola non ci andate più da tempo, quella sensazione un po’ speciale, di eccitazione mista a paura, di entusiasmo e aspettativa che si aveva il primo giorno di scuola. Il primissimo, poi, quando si è varcato per la prima volta il portone che ci avrebbe condotto alla prima elementare. Tutto nuovo: lo stare in classe, i compagni, avere una maestra che non fosse molto simile ad una mamma (come accade spesso nelle scuole materne), il grembiule, la cartella, l’astuccio, tutta la cancelleria che aveva un odore particolare, i quaderni ancora immacolati e poi i banchi, la lavagna, le cartine appese alle pareti. Tutto da scoprire, affrontato con occhi e orecchie spalancati, alcuni anche magari con un pizzico di paura, altri disperati, temendo un abbandono da parte dei genitori. Ognuno con la sua dose di incognito.
E via via, crescendo, i primi giorni di scuola di tutti gli anni, di tutti gli ordini di scuola, c’è sempre stato quel momento di apnea, di stretta allo stomaco, quel misto di voglia e timore.
Qualcosa di molto simile a tutte le prime volte in cui facciamo qualcosa. Fateci caso: la prima volta che iniziamo un corso, la prima volta che usciamo con una compagnia di amici o con un possibile amore, il primo bacio, il primo rapporto sessuale, la prima volta che facciamo un colloquio di lavoro, la prima volta che andiamo a vedere una casa dove probabilmente andremo a vivere da soli o a convivere, la prima volta che siamo andati a teatro, al cinema, ad assistere ad una partita o a una gara, la prima volta che sosteniamo un esame, la prima volta che partiamo per un viaggio da soli o con un gruppo di amici…
Tutte esperienze che ci segnano e che probabilmente ricorderemo, o probabilmente no, ma che sono accumunate da quel friccicore che ci pizzica, un po’ come l’acqua frizzante che sale per il naso: un po’ piacevole, un po’ no, ma così bella, piena, perché carica di tutte le nostre speraze, proiezioni, (perché no?) desideri, emozioni soprattutto.
E probabilmente vi sarà capitato di ripetere quell’esperienza particolare altre mille e mille volte. Però quanto spesso vi è balzata in testa la famigerata prima volta? Anche solo nel considerare in che misura siamo noi ad essere diversi di fronte alla stessa esperienza che ora si ripropone, perché siamo noi ad essere già un po’ prevenuti, come cauterizzati, abituati, come averci fatto una sorta di calletto.
E comunque, niente, quella del primo giorno di scuola è quella che, forse proprio per la totale inesperienza del resto, forse per l’ingenuità, forse per l’età così imberbe, forse perché da così piccoli tutto appare ingigantito, quella sensazione lì è bella vivida, ed è quella che in fondo ci muove ancora ad un sorriso, ad una profonda tenerezza.
Pensando a questa nuova generazione di studenti quindi non ci vien da dire altro che: buona avventura, Ragazzi! E fatevi forza, perché quest’anno è particolarmente strano iniziare e non sarà esattamente una passeggiata. Ma la vostra prima volta godetevela, perché merita!
