Percorriamo tutti, a nostro modo, a qualsiasi latitudine del nostro pianeta, una strada. Più o meno lineare. Più o meno a balzelloni, più o meno ricca di sorprese e accadimenti.
Strade che portano in tanti luoghi diversi, che approdano chissà dove, o che conducono insospettabilmente ad un vicolo cieco.
Sarà per quello che il camminare, ciò che fa fare strada, è quasi un atto meditativo, con cui si respira a suon di passo, ascoltando il cuore che batte nelle tempie, alternando destra e sinistra ritmicamente, ognuno alla sua velocità, ma tutti trovando poi una propria andatura.
Camminare su una strada, un tratturo, su una mulattiera o sui marciapiedi più o meno grandi di una città. Procedere lungo un percorso più o meno breve, più o meno ripido, con o senza bagaglio. Afrettarsi di buona lena o tardoccare. Andare a spron battuto o bighellonare col naso in su, in cerca delle sorprese del dintorno.
Metafora di vita.
Metafora di come la affrontiamo. Perché su uno stesso cammino è possibile trovare persone che hanno stili di percorrenza diversi…
Osservate, quando siete per strada, intorno a voi, il popolo di camminatori che avete accanto: noterete le differenze di velocità, modi, andature, forse riuscirete a cogliere un’espressione, uno stato d’animo, un piccolo tic o … chissà. E chissà cosa v’ispireranno le persone che avrete modo di sfiorare. Magari deciderete di fare un tratto insieme. Magari affretterete il passo per lasciarli discosti, magari noterete che sono troppo veloci o troppo lenti per voi, magari giocherete a superarli e a farvi superare, magari le vostre vie procederanno sempre parallele, senza punti d’incontro, magari si uniranno indissolubilmente.
Bene, la strada, le stade, le vie, i percorsi… tutto ciò che capita di iniziare, magari poi svoltando, magari poi cambiando rotta, magari proseguendolo vita natural durante… Bene, dicevamo, qualunque sia la direzione che avete preso, che prenderete, che state per prendere, che sia buona, che buon pro vi faccia e che vi faccia arrivare dove volete, o almeno ad una meta che abbia il potere di sorprendervi.
Pronti per riprendere, appena arrivati, il cammino, nell’incessante andirivieni di crocicchi che la vita ci propone.
Buon fiato, buone gambe e buona passeggiata a voi tutti, Lunatici!
