Questa settimana, e più precisamente il 13 di febbraio, si festeggia la giornata mondiale della radio. E noi allora vogliamo dedicare la nostra newsletter a quest’invenzione così felice, che ha fatto sognare ormai diverse generazioni.
Vogliamo festeggiarla, perché da sempre è stata compagna di scoperte, e in vari campi: culturale, socio-politico, musicale, folkloristico. Da sempre ha discretamente accompagnato le nostre giornate, diffondendo notizie, musica, programmi di svago, di approfondimento, di attualità.
Non parliamo poi del fascino della radio come oggetto. Dagli apparecchi ormai vintage per passare ai modelli che all’epoca sembravano futuristici, fino ad approdare alla web radio, senza più supporto fisico, non più analogica, ma ugualmente coinvolgente.
E poi i programmi, alcuni incisi nella memoria di noi tutti… e come non parlare delle voci dei vari speaker cui impariamo ad affezionarci, che in quanto voci hanno una malia tutta particolare perché rendono possibile immaginare la persona cui appartiene la voce, in tutta libertà?
In effetti pensateci, anche in rapporto alla radio, quanto i mezzi audiovisivi, la famigerata televisione, quindi i computer, in qualche modo abbiano sicuramente velocizzato la comunicazione e veicolato contenuti in maniera più diretta e completa, ma abbiano concretizzato qualcosa che, restando indefinito, aveva bisogno della nostra partecipazione per essere completato. E allora via all’immaginazione: quello speaker ce lo saremmo immaginato alto e segaligno, quell’altro compatto e muscoloso, quell’altra procace e bionda, l’altra ancora mora e occhialuta, in una girandola di raffigurazioni solo pensate, per incorrere poi in granchi spaventosi.
Lo confessiamo: preferiamo la radio alla televisione (di cui sono anni che non facciamo uso) anche perché oggi ci sembra davvero di festeggiare qualcuno di famiglia, ci sembra davvero di rendere merito a ciò che è diventato un elemento imprescindibile della nostra quotidianità.
Quindi buona giornata mondiale della radio a tutti, grazie caro Guglielmo, e buon ascolto, Lunatici!
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NdR: il titolo della presente newsletter è stato rubato alla bella canzone di Eugenio Finardi La radio, che ci piacerebbe riascoltaste: https://www.youtube.com/watch?v=nl19qLxC6mY
