Carissimi Lunatici,
lo sappiamo. Siamo stati assenti per un po’, ma pensiamo che i motivi vi siano ahinoi più che noti…
Se ci seguite saprete di sicuro che le abbiamo tentate tutte per resistere… e per farlo insieme a voi, ma non è proprio dato combattere stupide ed inutili battaglie contro qualcosa di più grande di noi.
Siamo in una specie di guerra. E la stiamo combattendo a livello globale: siamo di fronte ad una pandemia che ha falciato e continua a falciare migliaia di vite umane e questo ci impone un rigore e una disciplina che noi, abitanti di un paese democratico, libero, non avevamo mai sperimentato.
Oltre l’inganno la beffa: chi si trova a combattere una guerra contro un nemico solitamente si trova di fronte (o nell’immaginario) a qualcosa di contreto, che ha una sua sostanza, che sia un battaglione o si tratti di una nazione. Di solito la guerra è un corpo a corpo vicino (due o più eserciti che si scontrano) o lontano (bombardamenti, missili, …). La nostra invece si combatte contro un pericoloso antagonista che non si vede, ma si insinua, si stabilisce nel corpo ospite e lo infesta, lo debilita, lo porta nel peggiore dei casi a perire. E prolifera tutto intorno. Sempre silenziosamente.
Crediamo che questo anche in voi generi impotenza, la sensazione di essere davvero piccoli, infinitesimali nel disegno più grande che ci sovrasta. Siamo soggetti al caso come al caos e … non possiamo farci nulla.
Ma forse non è vero. Forse possiamo fare ciò che ci detta la coscienza. La coscienza civile, la coscienza di essere parte di una comunità che è fatta sì di singoli, ma che solo nella pluralità di individui, nell’unione, nell’agire condiviso trova la sua forza.
Ed è un sacrificio grande quello che ci viene richiesto: il famoso #iorestoacasa comporta non solo la reclusione nei propri appartamenti, ma anche il fatto di essere divisi da parenti, amici, per quanto ci riguarda essere lontani da tutti voi che così tanto siete importanti per la Luna’s, che ne siete la linfa vitale. Comporta il fatto che, eccettuati tutti gli esercizi di prima necessità o affini, le strade, le piazze siano costellate di serrande abbassate, comporta il pungo nello stomaco di vedere teatri, musei, cinema, biblioteche sprangati.
E sì, può venire lo sconforto. Ma no. Non lasceremo che accada. Perché siamo più forti del virus. Dobbiamo esserlo. Con la nostra fantasia, con la nostra capacità di reinventarci e di cambiare abitudini, con la nostra voglia di andare avanti e vedere finalmente i risultati dei nostri sforzi.
Fortunatamente, nell’epoca di Internet, abbiamo la capacità di gironzolare almeno virtualmente: ci sono tantissime iniziative solidali promosse da editori, musei, teatri, cineteche che ci permettono di godere da remoto di cose che non possiamo andare a visitare, vedere, esplorare di persona.
E allora facciamoci coraggio, armiamoci di pazienza e partoriamo il pensiero felice: il giorno in cui si apriranno le porte, i portoni, le case e così i cuori, i sorrisi, il giorno in cui arriveremo a riabbracciarci, a baciarci, a toccarci impunemente occhi, bocca, naso tutte le volte che vogliamo, il giorno in cui riempiremo di nuovo le strade, le piazze, in cui danzeremo la danza della libertà ritrovata, col petto che scoppia d’emozione, quello in cui le lacrime per le vite perse verranno asciugate dalla guarigione di tante altre.
Abbiamo dalla nostra che siamo vivi. E non è poco!
Buona reclusione, Lunatici! E forza forza forza!!!
