Ci sono quei giorni che… Bù, non ci si sveglia neanche particolarmente bene, non si fa nulla di speciale, non accade nulla di particolarmente significativo… Eppure. C’è come una vocina dentro che canta. Una piccola luce che irradia dal centro di noi e si propaga.
Viviamo vite intense, per lo più, tutti presi dal lavoro, dai mille impegni, col tempo sempre centellinato con il contagocce a correre qui e lì, a dividerci tra i vari ruoli che rivestiamo nella nostra quotidianità.
E a volte pare di non avere la lucidità necessaria per osservare ciò che accade intorno o al nostro interno. Precisiamo, non è che sia sempre necessario notare tutto o scandagliarsi, ma avere un po’ di coscienza rende migliore la qualità di presenza che abbiamo nelle azioni che compiamo abitualmente. E rende più agile la facilità di pensiero. Verissimo.
Però è anche buffo e strambo e si appaia per bene al nostro essere imperfetti esseri il fatto che ogni tanto uno stato d’animo ci sorprenda, ci sfugga di mano. Come l’immotivata felicità. L’euforia che se ne viene fuori così, sgusciandosene da chissà dove, che ci elettrizza, emozionandoci senza un verò perché. Come una spruzzata d’acqua fredda in una giornata afosa, un respiro profondo per riprendere fiato dopo una corsa, coricarsi nel profumo delle lenzuola appena cambiate. Benessere per lo più immotivato, ma così appagante!
E allora vogliamo definire quelle giornate il giorno perfetto, perché non è vero che lo siano, ma siamo noi che siamo sintonizzati giusti per percepirle così. E siccome è uno stato di grazia che ci capita di rado, quando accade vogliamo godercelo tutto, e anche condividerlo, per propagare anche all’esterno questo inatteso onnicomprensivo benessere.
Anzi, facciamo di più: vi auguriamo di vivere anche voi, a breve, il vostro giorno perfetto.
Come diciamo sempre sicuro non basta, ma è altrettanto certo che aiuti un gran po’!
