Come noterete dalle nostre ultime due newsletter, complice la stagione non ancora iniziata a pieno ritmo, abbiamo ancora abbastanza tempo per leggere (e per riflettere su ciò che abbiamo letto).
Il pensiero che vorremmo comunicarvi in queste poche righe infatti viene da una suggestione simile ma diversa messaci in testa da non uno, ben due libri: un giallo d’ambientazione torinese letto quest’estate Le api dei cappuccini di Tallone & Carrillo (Edizioni del Capricorno) e La capitale di Robert Menasse (di Sellerio) che abbiamo da poco cominciato. Nel giallo era un racconto di guerra a muovere la riflessione, nel romanzo invece è nientemeno che la polvere. Non staremo a spiegare in dettaglio come ci si arrivi (leggete e scorpirete!) ma in entrambi i casi si arriva al concetto di pensiero in negativo. Attenzione: non stiamo parlando di nuvoloni neri da depressione o stati d’animo poco felici. Parliamo proprio di pensiero in negativo: come la polvere, per l’appunto, che quando sposti il mobile sottolinea la presenza di ciò che non c’è più.
Come i famosi tagli sulle tele di Fontana: squarci sul mondo delle possibilità. Affacciarsi su un universo inesplorato e vastissimo, perché racchiude in sè tutti i mondi possibili.
Le cose che non ci sono, ma che ci sono, se le vediamo.
In fondo da che cosa saranno mai scaturite tutte le invenzioni che si sono succedute nei secoli? Da chi, partendo da una mancanza, ha saputo creare un’essenza pensando a ciò che ancora non c’era e facendolo diventare reale. Inventare di sana pianta ogni giorno il giorno stesso, scoprendone anfratti, piccole potenzialità inespresse, angoli non visti, svelando ciò che sonnecchiava inosservato.
In questo modo diventa più facile vivere, non credete? Ci sarà sempre qualcosa ad attenderci, a sorprenderci, a smuoverci, a farci l’occhiolino da dove meno ce l’aspettavamo…
Concavo e Convesso. Accogliere ed Esplorare. Accontentarsi e Non Mollare. Un’altalena di quotidiane montagne russe in cui la quadra forse sta proprio nell’andare a dare una sbirciatina a quel taglio, non dimenticando che, se tutto ciò che ci circonda esiste e ha la sua dose di realtà, in negativo ci sono un sacco di cose che ancora non ci è dato conoscere perché non le abbiamo ancora incontrate, vissute, sperimentate, pensate…
E allora forse gli occhi nuovi donatici dal pensiero in negativo ci aiuteranno a creare il nostro Atlante dell’invisibile (menzionato nella newsletter precedente), proprio come Elio e Teresa. E allora il luogo che abiteremo sarà sicuramente il pianeta Terra, ma saranno anche tutti quei luoghi mentali e altri che saremmo stati capaci di ideare da soli, chiacchierando con amici, parenti, amori, discutendo con chi non la pansa come noi.
Una realtà che è qui e ora, ma nel qui e ora non si esaurisce, perché infinita nelle sue potenzialità. Pensiero affascinante che ha saputo catturarci e… in fondo farci anche tirare un sospiro di sollievo!
Ma ora bando alle ciance e date occhio con attenzione alla nostra newsletter, perché abbiamo in serbo tante belle succulentissime sorprese tutte per voi!
