Oggi concedetecelo. Oggi romanticheggiamo. Perché quando ci vuole ci vuole.
Qualche tempo fa è venuta qui da Luna’s una giornalista per scrivere un piccolo pezzo su questo posto. Ci ha fatto molte domande. Una è stata: “ma questo è un posto in cui nascono amori?”
All’epoca ci siamo guardate non sapendo bene cosa rispondere. Abbiamo detto che avevamo il divanone pomicione, quello dei primi appuntamenti focosi adolescenziali-tardoadolescenziali-tardotardoadolescenziali. Perché l’ormone sul divanone pomicione si ringalluzzisce a ogni età. Abbiamo risposto che l’amore non lo sapevamo, ma con i figli andavamo forte vista l’elevata incidenza di gemelli che abbiamo visto nascere e crescere.
Ma la domanda era un’altra.
E noi all’epoca non lo sapevamo, o non ci avevamo fatto caso. Oppure ancora non ne avevamo certezza, perché a volte per passare dal divanone pomicione all’amore ci va un po’ di tempo.
E poi è successo che sulla Luna’s c’è stato un turbinio di cuori che volavano e anche noi, a un certo punto, ci siamo ritrovate in questo vortice. Alcuni di questi cuori sono ricaduti al suolo ammaccandosi un po’, altri hanno continuato a turbinare fino ad arrivare a questo fine settimana in cui – fanciulli – c’è stato veramente molto amore nell’aria.
E tutto è iniziato sabato, quando una coppia ci ha chiesto di venire qui con gli amici, anche se il locale era ancora chiuso, anche dovendosi molto adattare, perché era la prima tappa di un lungo giro che li avrebbe portati il giorno dopo a sposarsi. E noi eravamo state la loro prima tappa, il loro primo incontro, e quindi bisognava proprio passare da qui.
E poi domenica quando, per motivi simili e una buona dose di conoscenza e affetto in più, a un matrimonio siamo state invitate.
E ci siamo commosse proprio un bel po’.
Ora. Tutto questo romanticheggiamento bisogna contestualizzarlo: voi che ci conoscete lo sapete. Non siamo proprio personcine da “sole, cuore e amore”. Una un po’ di più, una un po’ di meno, oppure semplicemente un po’ diversamente, non siamo precisamente fanciulle che sognano il vestito bianco, ma soprattutto non siamo fanciulle che sognano di sentirsi dire “per sempre”. Noi a questa cosa del “per sempre” crediamo poco.
Noi crediamo di più al “mi impegno a fare la stessa scelta anche domani”. Che è una roba forse più grande, forse meno tranquillizzante. Ma ecco, qui dalle nostre parti siamo un po’ così.
Ed ecco il perché di tutto questo romanticismo. Ecco perché tutte quelle lacrime, ecco perché tutta questa commozione.
Perché quello che abbiamo visto in questi giorni è stato l’amore come dichiarazione di libertà.
E noi lunatiche, che ci vediamo e vediamo tutto intorno amici più o meno sfortunati in amore, tutti a voler la stessa cosa senza volerla dire ad alta voce, tutti – noi single non più di primo pelo – preoccupati di perdere noi stessi dentro qualcun altro, ecco, noi lunatiche abbiamo avuto un moto del cuore, un rigurgito di speranza, forse anche qualche certezza.
Perché è così con l’amore (quando due persone si scelgono) ma forse è così sempre. Possiamo essere davvero “con” gli altri solo se rimaniamo liberi. E possiamo scegliere con chi condividere la nostra libertà, possiamo scegliere di farla diventare una libertà diversa e più grande.
Possiamo – dobbiamo – pensare che si può creare qualcosa di bello, qualcosa che funziona, solo se siamo disposti a farla diventare qualcos’altro, quella libertà.
Ed è forse in questa unione e trasformazione delle parti che si diventa un tutto, che si trova la bellezza.
Noi in questi giorni ne abbiamo vista molta.
Ed è una bellezza che auguriamo a tutti voi: soli, accompagnati, eremiti o animali sociali, non importa. Impariamo a trasformarci. Se abbiamo un po’ di fortuna diventeremo qualcosa di più grande. E saremo in grado di far esplodere bellezza anche su chi ci guarda.
E detto questo: tenete questa newsletter buona anche per San Valentino. La nostra dose di romanticismo teorico si è esaurita fino al 2020.
Ora – con un po’ di fortuna – proveremo con la pratica.
