Quando arriva l’anno nuovo siamo tutti lì a far propositi, a guardarci nello specchio e a denunciare i nostri farò sarò diventerò raggiungerò. Un po’ come sempre la fine dell’anno in corso e l’inizio di un altro ha per noi la valenza di una cesura, di un guado che ci porterà o meno in salvo dall’altra parte del fiume.
Eppure… eppure, qualcosa stride. Perché poi tanto, alla fine dell’anno appena salutato, magari qualche farò si sarà avverato, qualche sarò diventerò raggiungerò pure, ma il problema vero, a nostro avviso è un altro, perchè tante e tante aspettative andranno deluse, e da noi stessi in primo luogo!
E allora quest’anno abbiamo provato a rigirare la frittata e a non proiettare il nostro io in un fututo prossimo o medio tale.
Abbiamo provato, oltre i bilanci rituali, a capire il come, dove, cosa, perchè di questo anno trascorso. Anno duro, ostile, impervio, ma bello nelle sue scoperte, nelle sue acquisizioni, nelle nuove consapevolezze di cui ci ha fatto dono.
Forse le pause di riflessione dovute alle feste, più che a fare previsioni future, sono servite a questo: a radicarci in ciò che si è fatto, e con successo, in ciò che ci è riuscito, a perseverare nelle azioni, gesti, sensazioni che ci hanno fatto stare bene scartando le altre.
Cercando di mettersi criticamente di fronte ai propri errori e cominciando a cambiare dal momento stesso in cui s’è colto il fallo, ma amando anche gli sbagli, non proiettandosi in un futuro idilliaco, ma brindando ad un presente che non ci vede certo completi, sicuramente perfettibili, ovviamente in cammino e in trasformazione, ma tutto sommato consci di aver fatto del nostro meglio e pronti ad affermare con volontà decisa di continuare a farlo, per il prossimo e gli altri anni a venire.
In buona sostanza, Popolo Lunatico, il nostro brindisi al 2019 è che scopriate con noi che il futuro è già qui: divertitevi a smanazzarlo e a dargli la forma che più vi piace!
Buona vita!
