Nasce un figlio ad un’amica, o meglio. L’amica rimane incinta e quindi una piccola nuova vita in una manciata di mesi farà capolino in questo mondo. Bene! Ottimo! Tutti felici, soprattutto perché, giustamente monitorata, la puerpera gode di ottima salute, come il piccolo fagiolino che ospita. Bene. Ottimo. I mesi avanzano e si scopre anche il sesso del nascituro. Sarà maschio. E pensare che l’amica aveva sperato a tutta forza che fosse femmina. Bè, dai, poco male. I figli sono comunque piezz’e core! Microtrauma superato. Ora viene la questione: come lo chiamiamo? E qui arriva la parte spinosa della faccenda.
Un florilegio di nomi viene proposto, ma… Questo no, ricorda il nome di un ex non troppo benvoluto, questo neanche a parlarne, ricorda troppo da vicino il nome del papà, questo poi! figuriamoci, è il nome del figlio dell’amica tale, e di conseguenza questo neppure perché è quello del figlio dell’amica talaltra. No, no, questo no perché poi, immagini i diminutivi? Questo sembra una marca di detersivo e quest’altro è troppo sfruttato. Questo ha un significato che è troppo altisonante. Quest’altro suona male col cognome. Quest’altro ancora è così banale!
Insomma: sembra che non si riesca ad uscirne.
In effetti, se ci pensate il NOME è importante. Con il nome ci presentiamo al mondo, che ci conosce come tali. Quante volte ci siamo trovati in imbarazzo perché non sapevamo dare il nome ad una pianta, ad un frutto, a un oggetto, a qualsivoglia altra cosa, non ci ricordavamo il nome di un conoscente? I nomi lo sono importanti, perché, come esseri umani, il veicolo del nostro comunicare è parlare, quindi, consapevoli che siano convenzioni nate tra di noi, abbiamo dato un’etichetta di riconoscibilità alle cose che ci stanno intorno accordandoci su uno stesso significante per un significato specifico. I nomi servono in virtù e per poter godere di quell’ubuntu di cui parlavamo nella precedente newsletter: il filo che unisce l’umanità è sapersi esprimere, rendersi manifesti, farsi conoscere e riconoscere. Per questo i nomi sono importanti, per questo capiamo l’amica in crisi. Per lo stesso motivo però le abbiamo detto di rilassarsi e scegliere liberamente: nel caso dei nomi di persona è poi la persona stessa a vestire il nome, a dargli luce, a farlo brillare della propria personalità. E poi ci penserà la vita stessa a modificarglielo, se gli sta troppo stretto, con soprannomi e affini.
Fate un gioco e provate a dare un nome ad ogni cosa che incontrate nel vostro percorso: incontrerete tante ovvietà, ma scoprirete anche tante cose che non sapevate. E il mondo sarà come da riscoprire!
