Le nuvole
Fabrizio De André
Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio
Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri
Certe volte ti avvisano con un rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore
Vengono
vanno
ritornano
e magari…
L’umana condizione tutta come le nuvole.
Per questa newsletter abbiamo voluto parlasse un Grande. Ci mettiamo sulla scia. Chapeau!
Cediamo il passo. E lasciamo che le Sue parole siano il veicolo di tutto ciò che non riusciamo a dire, ad essere, a capire, nell’assurdità di quest’esistenza che spesso sembra proceda a singhiozzi, senza un vero senso, una sorta di danse macabre alternata a contrappunti sospesi…
Leggetele queste meravigliose parole del grande Faber, ascoltatele, sentitele, ma nel silenzio. Fattuale, mentale, oggettivo, profondo. E non vi spaventate se dovesse bussare una lacrima, gonfiarsi il petto. I Grandi sanno muovere le corde giuste. Con semplicità, circolarità. Richiamando l’assoluto o chi (cosa?) ne fa le veci.
A presto, Popolo Lunatico!
Nubi annesse e connesse!
