Colley, L’odissea di Elizabeth Marsh

Se non avete mai sentito parlare di Elizabeth Marsh avete molte buone giustificazioni. Prima che l’autrice Linda Colley, nel 2007, pubblicasse questo libro, questa viaggiatrice del Diciottesimo secolo era fondamentalmente una sconosciuta.

Figura per molti aspetti marginale – la sua famiglia non era ricca né antica, e lei stessa non entrò mai da protagonista nei grandi eventi della storia – ma al contempo personaggio straordinario per coraggio, spirito d’iniziativa e inasausta voglia di viaggiare e conoscere.

Non ci sono immagini o descrizioni che dicano che aspetto avesse Elizabeth. Non sappiamo neanche se fosse bianca o – come ipotizza l’autrice – mulatta. Ma l’aspetto e il temperamento dovevano bastare a destare una profonda impressione su chi le stava davanti, che fosse un semplice marinaio o il sultano del Marocco.

Per ricostruire l’esistenza della sua eroina, Linda Colley si serve di documenti, testimonianze e del libro di memorie che proprio la Marsh scrisse sul suo “periodo marocchino”, quando fu venduta al sultano Sidi Muhammad. Questo è un testo particolarmente importante: il primo resoconto del genere scritto da una donna inglese.

In Marocco – dove resterà prigioniera per tre mesi, per poi essere lasciata libera dallo stesso sultano – Elizabeth conosce James Crisp, un commerciante destinato a diventare suo marito. Da sposata, la Marsh vive qualche anno tranquillo: bada ai figli e segue talvolta il marito. Poi, per un rovescio finanziario la coppia è costretta a fuggire in India.

Allora Elizabeth, anche indipendentemente dal marito, si rimette a vagare: a Madras, Dacca, Calcutta; poi in Gran Bretagna, quindi negli Stati Uniti. L’autrice segue amorevolmente i suoi spostamenti, e pur scrivendo con la precisione della storica riesce a dare ritmo alla storia e a ricollegarla puntualmente al periodo storico (l’età d’oro dell’impero coloniale britannico).

Nella Prefazione, Linda Colley racconta come s’è imbattuta nella figura di Elizabeth Marsh. Stava lavorando al suo precedente libro, Prigionieri, ed eccola lì. Elizabeth Marsh. Si dev’essere innamorata al primo colpo di questa donna e questo libro è un tributo a quell’amore: ma un tributo molto inglese, rigoroso e dissimulato, di cui tutti possono godere.