Biondillo, I materiali del killer

Se Gianni Biondillo avesse più fiducia nella perspicacia dei suoi lettori – se non sentisse l’esigenza di appiccicare i sottotitoli ai dialoghi, gli avverbi alle azioni, gli aggettivi ad altri aggettivi – questo romanzo avrebbe certamente 50 pagine in meno e sarebbe probabilmente migliore. Eppure, anche così, questo è un gran bel libro.

È difficile spiegare perché, ma I materiali del killer trova un suo equilibrio nella ridondanza, un rigore nell’eccesso di parole. Forse Biondillo è semplicemente bravo a stabilire complicità col lettore, che alla fine gli perdona un po’ tutto. O forse la trama di questo giallo è così convincente che si può lasciar passare qualche svirgolata stilistica.

[cro_callout text=”«In questo orizzonte desertico, fatto di violenza e speranza, i suoi apparivano, a seconda, come gesti di un pazzo, o di un santo.»” layout=”2″ color=”#891C09″]

Quarto romanzo della serie che ha per protagonista l’ispettore Michele Ferraro, I materiali del killer ha una trama che si svolge di fronte alle pupille di chi legge, come un rotolo di tela. Nel cuore più interno c’è un omicidio in villa e un’evasione spettacolare. L’omicidio sembra una storia già vista: una rapina, due morti. L’evasione è roba da cinema e nessuno ci capisce nulla: una carneficina per liberare un detenuto di poco conto. Ma poi, man mano che la tela si dipana, che la trama si arricchisce di personaggi e ambientazioni, che l’intreccio si rivela al lettore, pieno di nodi decorativi, ma che tengono, le due storie iniziali si trasformano in qualcos’altro.

Torna Michele Ferraro, l’accidioso ispettore, terrone di Lombardia, che risolve i casi inciampando in intuizioni sue o altrui. Torna Elena Rinaldi, il commissario romano ed ex (ex?) fidanzata, efficiente e inquiteta. Torna Comaschi, il padanissimo collega di Ferraro. Torna Lanza, un incrocio tra Sherlock Holmes e  il dottor Spock. Ma il protagonista vero è il killer del titolo, Haile, ex mercenario eritreo idealista e spietato, che ingaggerà con la polizia un inseguimento dal nord al sud della penisola. Haile, che dà a Biondillo l’opportunità di raccontare un pezzo di Africa.

Scritto con un linguaggio molto riconoscibile, ridondante, con inserti polemici, scenette gratuite, dialoghi brillanti e cambi di registro, I materiali del killer combina nella trama e nello stile elementi spesso disomogenei. E il fatto che Biondillo riesca a tenerli insieme in modo convincente è un indice preciso della sua bravura.

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