Abreu, Dov’è finita Dulce Veiga?

Un giornalista poco men che quarantenne, ma che tutti chiamano ragazzo, steso sul letto del suo piccolo appartamento di San Paolo, Brasile. Stanza piccola, torrida, vuota, odore di fumo, in un condominio rumoroso, periferico, popolato da strana umanità.

La redazione di un giornale, pale che girano lente, una bionda cinquantenne che si nutre di gossip, un capo che fuma tre o quattro sigarette contemporaneamente, un grafico devoto al vodou, il telefono che squilla e vecchie macchine da scrivere che ticchettano per comporre le pagine del Diario da Citade, “forse il peggior giornale del mondo”.

Girata l’ultima pagina di questo gran bel libro, queste sono le tre immagini che rimangono in mente, forse per il ritmo languido, tropicale, decadente che evocano. Romanzo d’atmosfera, Dov’è finita Dulce Veiga è un libro fuori dai generi: un po’ giallo, un po’ commedia, un po’ storia d’amore. Ma è anche un romanzo di sostanza, dove di cose ne succedono un sacco.

[pullquote align=”right”]Prima di trovare un taxi incrociai due nani, un gobbo, tre ciechi, quattro zoppi, un uomo-tronco, un altro monco, più uno avvolto in stracci tale quale un lebbroso, una negra che perdeva sangue, un vecchio con le stampelle, due gemelle mongoloidi a braccetto e tanti accattoni che non sono riusciti a contarli.[/pullquote]Il giornalista quarantenne della prima immagine è anche il protagonista: spiantato, ha l’occasione di tornare a lavorare per il Diario da Citade. Primo incarico: intervistare Marcia Felácio e le Vagine Dentate, un gruppo lesbo-rock. Questo è l’innesco della trama, perché Marcia è figlia di Dulce Veiga, grande cantante scomparsa vent’anni prima, appena prima di un concerto importante, senza lasciare traccia. Nessuno sa dove Dulce sia. E pochi ormai se lo chiedono. Tranne forse Castilhos, il caporedattore del giornale, il funambolo che fuma tre sigarette contemporaneamente, che ha una passione speciale per la cantante.

Ecco quindi il nuovo incarico del nostro giornalista: trovare Dulce Veiga. Seguendo poche tracce, qualche fantasma (anche personale) e molte avventure; cercando di scrollarsi di dosso il passato e di cercare un futuro decente.

Ambientato nella San Paolo degli anni ’80, Dov’è finita Dulce Veiga è stato da poco ripubblicato da La Nuova Frontiera. Dello stesso autore, Caio Fernando Abreu, è anche disponibile I draghi non conoscono il paradiso (Quadrup editore).

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