Aprile non ti svestire! | consigli di aprile 2021

Paola Moretti
BRAVISSIMA
(66thand2nd, € 16)

Antonella non ha ancora quarant’anni quando da Milano si trasferisce con il marito Claudio e la figlia Teodora in una quieta cittadina del Centro-Sud. Mentre Claudio è impegnato in una difficile scalata professionale, Teodora scopre una nuova totalizzante passione nella ginnastica ritmica e Antonella deve reinventare sé stessa.

Dalla maternità il suo mondo si era ristretto al benessere della bambina, ma adesso la figlia di otto anni è diventata una ginnasta ambiziosa. Teodora assorbe in fretta i dettami di uno sport che per disciplina e pretese sembra avvicinarsi a un’organizzazione paramilitare: diventa intransigente, tirannica, fanatica. Antonella è preoccupata per questa evoluzione, per il rapporto con sua figlia e soprattutto per la sua crescita.

Ma la bambina è un prodigio,  viene scelta da una società importante, già si pensa a un futuro in Nazionale. Sarà questo il momento in cui Antonella dovrà compiere la scelta a cui è chiamato ogni genitore: riconoscere che la figlia è un individuo dotato di volontà, autonomia e facoltà di sbagliare o mettere sempre davanti a tutto il proprio istinto di protezione? Alla fine interverrà il caso a ribaltare ancora una volta gli equilibri e i ruoli tra madre e figlia. Teodora si troverà presa in una situazione molto più grande di lei che Antonella proverà a gestire con inedita determinazione.

Al suo esordio, Paola Moretti racconta con una scrittura nitida un legame d’amore in tutta la sua ricchezza e complessità.


 

Jorge Ibarguengoitia
LE MORTE
(La Nuova Frontiera – trad. di Angelo Morino, € 15)

A Concepción de Ruiz le case che contano stanno intorno alla plaza de Armas: il Municipio, il Tribunale, il Commissariato di Polizia e l’Hotel Gómez. Nella piazza crescono trentotto allori, considerati da molti la caratteristica più bella del paese – le chiese, lo ammettono tutti, non valgono niente. Cinque volte all’anno un giardiniere li pota in modo che abbiano la forma di un cilindro perfetto, a imitazione degli alberi che ci sono nel Giardino della Costituzione a Cuévano, che è la capitale dello Stato.
È un piccolo paese. Ha quarantadue isolati. A partire dal centro non si può camminare per più di quattro isolati in nessuna direzione senza arrivare agli immondezzai. Secondo la guida telefonica, a Concepción de Ruiz ci sono ventotto abbonati, dei quali undici si chiamano Gómez.”

Scortata da tre uomini una donna arriva in un villaggio per regolare i conti con un vecchio amante che si è rifugiato lì. Dopo un paio di tentativi andati a vuoto, lo rintraccia in una panetteria; immediatamente sopraggiungono gli spari e l’incendio del locale.
Le indagini iniziano subito e portano alla luce una macabra storia di parecchi anni prima, quando le sorelle Baladro, Serafina, l’attentatrice, e Arcángela erano le ricche proprietarie di alcune case d’appuntamento nello stato di Plan de Abajo. Quando gli affari però avevano iniziato ad andare male, anche il clima tra le prostitute e le tenutarie si era deteriorato fino a un tragico epilogo.
Ispirato a un episodio di cronaca nera tra i più sconvolgenti della storia messicana, Le morte è una commedia nera scritta con il tono laconico di un rapporto di polizia che ci immerge nel mondo oscuro della prostituzione in un paese dove la giustizia è al collasso.

Un romanzo che ricorda A sangue freddo di Truman Capote, ma con il tocco umoristico e disincantato di Ibargüengoitia.
– El País


 

Isaac Asimov
VISIONI DI ROBOT
(Il Saggiatore – trad. di Piero Cavallari,
Giampaolo Cossato, Sandro Sandrelli, € 22)

La Prima legge fondamentale della robotica dice: un robot non può recare danno agli esseri umani. La Seconda: un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, tranne quando tali ordini siano in contrasto con la Prima legge. La Terza: un robot deve salvaguardare la propria esistenza purché ciò non sia in contrasto con la Prima e la Seconda legge. A partire dagli anni quaranta, con questi semplici enunciati, Isaac Asimov cambia radicalmente il modo di scrivere fantascienza: i robot non sono più una minaccia, figli di una tecnologia incontrollata pronti a ribellarsi agli esseri umani, ma strumenti raffinati, progettati per compiti specifici. I suoi robot sono «macchine, non metafore».

Se elencare le Tre leggi è facile, applicarle può generare errori, inganni, situazioni paradossali: robot che mentono a fin di bene o che arrivano a interrogarsi sulla propria natura. Come Andrew, protagonista di «L’uomo bicentenario», in grado di provare qualcosa di simile alle emozioni e desideroso di esplorare i confini che separano la sua esistenza artificiale da quella degli umani. O come le macchine esaminate dalla robopsicologa Susan Calvin, portatrici di errori di programmazione così simili ai nostri difetti e debolezze, impensabili in strumenti teoricamente perfetti.

Le visioni di Asimov travalicano la narrativa di genere per diventare la cronaca affascinante del viaggio dell’uomo verso il futuro, con tutto il suo vissuto di paure, desideri e speranze. Le sue opere interrogano il modo in cui la tecnologia agisce sulle emozioni più profonde dell’umanità. I racconti di Visioni di robot parlano di colonie nello spazio, macchine pensanti e miracoli della scienza, ma soprattutto, oggi più che mai, colpiscono il cuore del lettore con dilemmi universali: quali sono i limiti morali nell’uso delle scoperte scientifiche? In che modo la tecnologia sta spostando i confini stessi dell’umano?


 

Liz Moore
IL MONDO INVISIBILE
(NNE – Trad. di Ada Arduini, € 19)

Ada Sibelius ha dodici anni, non ha mai conosciuto sua madre e vive con il padre David, un genio dell’informatica che dirige un importante laboratorio nella Boston degli anni Ottanta, dove si lavora su ELIXIR, un programma per replicare il linguaggio umano. Per Ada David è tutto, la sua infanzia trascorre tra la casa e il laboratorio del padre, e la sua fantasia è affascinata dall’esattezza di formule e codici. Ma quando la mente di David inizia a vacillare, Ada viene affidata a una collega, Liston, che la cresce insieme ai suoi trefigli. Ada scopre così la vita normale da cui è stata protetta fino a quel momento, e cerca di adattarsi senza tradire quel padre eccentrico e sfuggente, sulla cui identità inizia a emergere più di un dubbio. Anni dopo, ormai adulta e professionista insoddisfatta nella Silicon Valley, Ada riprende la ricerca della verità su di sé e sulla propria famiglia, una verità nascosta in un codice enigmatico che David le ha affidato.

Dopo I cieli di Philadelphia, Liz Moore torna con un libro profondo e appassionante che si legge d’un fiato. E ci parla dell’infinito potere dell’amore, capace di infondere una misteriosa tenerezza persino al rapporto tra uomo e tecnologia, e di travalicare i limiti e le inesattezze della vita.


 

Elisabeth Asbrink
MADE IN SWEDEN – Le parole che hanno fatto la Svezia
(Iperborea – trad. di Alessandro Borini, € 18)

Da Linneo a Ibrahimović, da Olof Palme a Pippi Calzelunghe, dal martello di Thor all’Ikea, cinquanta storie per capire la Svezia di oggi.

Con la sua società aperta, accogliente e tollerante, il suo welfare collaudato, il civismo proverbiale e l’ambientalismo d’avanguardia, la Svezia è da tempo un modello che si osserva con ammirazione e stupore: uno stato che sa coniugare la ricchezza con la redistribuzione, la libertà con l’eguaglianza. A questo idillio politico-sociale si sono aggiunti il design, la moda, il cibo, la cultura, ma ancor più la sensazione che lo stile di vita scandinavo sia quanto di più desiderabile, sofisticato ed evoluto ci sia al mondo. Ma dove affonda le radici questa idea di società? O meglio, come sono nate le idee che hanno reso possibile questa sorta di utopia? O peggio, e se invece non fosse che una bella favola che gli svedesi raccontano a se stessi (e agli altri)? Con divertita intelligenza, in un caleidoscopio di storie e salti nel tempo, Elisabeth Åsbrink – svedese di nascita ma di origini anglo-ungheresi – ci accompagna in un viaggio tra cinquanta parole, eventi, persone e personaggi che hanno fatto la Svezia. Dall’ambizione di Linneo di catalogare la natura intera all’esuberanza del leggendario primo ministro Olof Palme, deciso a rendere la Svezia la prima «superpotenza morale» della storia, dalla rivoluzionaria visione pedagogica di Ellen Key – fonte di ispirazione sia per Astrid Lindgren e la sua Pippi che per Maria Montessori – al divismo di Zlatan Ibrahimović, tanto inviso a inizio carriera per l’individualismo sfacciato quanto poi celebrato come icona della nuova «svedesità», Åsbrink affascina con collegamenti sorprendenti mentre infrange miti indiscutibili, come può permettersi solo una patriota la cui solidità intellettuale è fuori discussione: «Amo il paese in cui mi è capitato di nascere, ma non ciecamente.»


 

Pavla Horáková
LA TEORIA DELLA STRANEZZA
(Miraggi – trad. di Laura Angeloni, € 24)

Ada Sabová potrebbe essere la protagonista di una serie tv: ha passato i trent’anni, è una giovane ricercatrice universitaria e fa così tanti sogni da riuscire persino a venderli per scopi commerciali. Improvvisamente, però, per lei sembra giunto lo spietato tempo dei bilanci: una serie di rapporti falliti alle spalle, una carriera che non decolla e la bizzarra ricerca che conduce all’Istituto di Antropologia Interdisciplinare le appare senza senso. La situazione di stallo in cui si sente imbrigliata la rende insicura e insoddisfatta, ma una serie di strane circostanze iniziano a pervadere la sua vita, o è forse la sua speciale e acuta percezione a permetterle di notare dettagli che agli altri sono preclusi? Perché i suoi occhi si posano sull’orologio sempre alle 22.23 in punto? Perché ultimamente non fa che soffermarsi su notiziari che parlano di bizzarri eventi che accadono nel distretto montano di Šumperk? Dov’è finito Kaspar, amico d’infanzia e figlio della sua anziana collega Valerie, misteriosamente scomparso anni prima? E soprattutto per quale motivo le capita tanto spesso di pensare a lui, o di sentirne parlare? C’entrano qualcosa la fisica quantistica, il gatto di Schrödinger, i riferimenti a un universo parallelo, e l’ipotesi che la vita sia un videogioco in cui si imbatte sempre più spesso? Tutto, riflessioni, accadimenti, incontri e perfino l’ipotesi dell’amore, pare convergere verso un unico scopo: condurre Ada a uno snodo della sua vita.
La narrazione in prima persona, con uno stile immediato e vivace, ci catapulta in un romanzo che è fatto di profondità e leggerezza, introspezione e humour, domande e coincidenze, rendendoci partecipi delle evoluzioni di una mente occupata a indagare il mistero e le incognite dell’esistenza. Potrà la sola ragione bastare a comprendere la “stranezza” del mondo? Servirà a qualcosa riuscire a formularne una Teoria?


 

Wu Ming 1
LA Q DI QOMPLOTTO. QAnon e dintorni. Come le fantasie di complotto difendono il sistema
(Alegre, € 20)

Cos’è QAnon, o cos’è stato? Un movimento politico, un gioco in rete, una setta, una minaccia terroristica?
È l’autunno 2017 quando sul forum 4chan, noto ritrovo di estrema destra, appare l’annuncio di un imminente arresto di Hillary Clinton. L’anonimo autore si spaccia per insider del governo federale e si firma, semplicemente, «Q».
Q pubblica altri messaggi, intorno ai quali si forma una comunità. Presto «QAnon» diventa il nome di un fenomeno più vasto, un culto di massa che cresce sui social network e fa migliaia, milioni di proseliti negli Usa e in altri paesi. Chi si converte a QAnon scopre una tremenda verità: il mondo è controllato da una società segreta di satanisti pedofili e bevitori di sangue, la «Cabal». Hillary ne fa parte, e con lei George Soros e Tom Hanks. Ma c’è anche una buona novella: un eroe combatte i mostri e ha un piano infallibile. Quell’eroe è Donald Trump.
Nel 2020 grazie all’emergenza pandemia QAnon si espande in modo tumultuoso e sembra avere un lungo avvenire, ma a novembre la sconfitta di Trump lo mette in crisi. Durante l’assalto al Campidoglio, il 6 gennaio 2021, sventolano bandiere e cartelli con la Q, e sembra una prova di forza, la scintilla che accenderà la guerra civile… Invece è un fuoco fatuo. Eppure qualcosa è cambiato. Comincia una nuova fase. La storia di QAnon era solo un prologo.
Com’è stato possibile? Cosa ha permesso a QAnon di nascere e ingrandirsi? Quali bisogni ha intercettato?
Da queste domande parte La Q di Qomplotto, oggetto narrativo dallo stile ibrido e pulsante. Tenendo insieme reportage e dialogo filosofico, analisi critica e racconto onirico, autobiografia e pastiche letterario, Wu Ming 1 racconta la parabola di QAnon, sgombra il campo da concetti inutili o dannosi e riflette sul ruolo delle fantasie di complotto nelle nostre società. Soprattutto, sequenzia il genoma di QAnon, isolando nella sua narrazione leggende d’odio vecchie di secoli.
Una storia di mutazioni e confluenze che a un certo punto coinvolse gli stessi Wu Ming, quando ancora non si chiamavano così ed erano intenti a scrivere un romanzo intitolato… Q.

“Il giovane gli aveva puntato contro una pistola e aveva sparato uno due tre quattro cinque sei colpi. Poi si era allontanato, lasciando Frankie in una pozza di sangue.
L’uomo del pick‑up non era un sicario. A New York non c’era una guerra di mafia dagli anni Ottanta.
A far fuori Frankie era stato Anthony Comello, ventiquattro anni, muratore nell’azienda edile del padre, e quello era il primo omicidio targato QAnon.”


 

Eric-Emmanuel Schmitt
DIARIO DI UN AMORE PERDUTO
(e/o – trad. di Alberto Bracci Testasecca, € 16,50)

“Mamma è morta stamattina. È la prima volta che mi fa soffrire”. Per due anni Eric-Emmanuel Schmitt cerca di venire a patti con qualcosa di inaccettabile: la scomparsa della donna che l’ha messo al mondo. In queste pagine racconta il suo “dovere di felicità”, una lunga, accanita e difficile battaglia contro la tristezza. Rimanere inconsolabile significherebbe tradire la madre, dato quanto quella donna luminosa e amorevole gli ha trasmesso il gusto di vivere, la passione per l’arte, il senso dell’umorismo e il culto della gioia.

In questo diario del proprio lutto Schmitt racconta come ha vissuto i due anni successivi al decesso della madre, anni in cui il ricordo e la sofferenza si spartiscono il tempo dell’autore con i pressanti impegni letterari e teatrali.

Così troviamo Schmitt in tournée all’estero che istintivamente prende il telefono per annunciare alla madre il successo dello spettacolo, prima di ricordarsi che è morta, o lo vediamo vestire i panni dell’attore in Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano mentre ripensa alla prima volta che, bambino, la madre l’ha portato a teatro. Ma i ricordi, si sa, si allargano a macchia d’olio, così riaffiorano gli episodi della sua infanzia che gradualmente l’hanno portato a capire che sarebbe diventato uno scrittore, così ripercorre il difficile rapporto col padre vedendolo sotto un’altra luce, e nel fare questo rivisita il proprio concetto di serenità, di bellezza, di esistenza.


 

Wendy Erskine
DOLCE CASA
(Edizioni di Atlantide – trad. di Federica Bigotti, € 24)

Il problema con le persone come lei, le persone come Kim Cassels, è che pensano di essere qualcosa di speciale“.
La bella Kim Cassels, che cambia uomini e vestiti con disarmante facilità, la misteriosa Inakeen e Mo, che ha appena aperto il proprio salone di bellezza a tema tropicale, la maestra Olga, Barry, eterno commesso di un grande negozio di catena, l’enigmatica rock star decaduta Gil Courtney, sono solo alcuni degli elusivi e indimenticabili personaggi che attraversano le pagine di questo libro davvero unico, bellissimo e spiazzante. Ambientato interamente nella East Belfast dei nostri giorni, Dolce casa ha rivelato il talento di Wendy Erskine, definita unanimemente come una delle migliori scrittrici di short stories della letteratura contemporanea in lingua inglese. I percorsi e le storie dei protagonisti di Dolce casa, si intrecciano, o forse no, tra le strade  e i quartieri di una delle città più tormentate e peculiari d’Europa: leggere i racconti di Wendy Erskine porta il lettore non solo in una Belfast affascinante e sorprendente, ma in un mondo al medesimo tempo familiare e sconosciuto, in cui lo scorrere dei giorni assume improvvisamente una prospettiva nuova e differente e ogni certezza, piccola o grande, viene messa in discussione.