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Giugno: letture per distendere il “grugno” | i consigli di giugno 2024

    Abigail Assor
    RICCO QUANTO IL RE
    (Marsilio – trad. di Annalisa Romani, € 17) 

    Sarah ha sedici anni. Oltre alla pelle color terracotta, agli occhi allungati e alle gambe da gazzella, non possiede nulla, ma sa bene cosa vogliono i ragazzi. Così, quando incontra Driss, che invece ha tutto ma non ha mai dato un bacio, si adopera in ogni modo per essere sua.
    Sposarlo significherebbe dimenticare la baraccopoli in cui vive, liberarsi di una madre che pesa centodieci chili e si concede a chicchessia pur di riuscire a fare la spesa, lasciarsi alle spalle la fame e accedere di diritto al bel mondo di Casablanca.
    Sotto un sole pericoloso come un naufragio, su distese di sabbia rovente, ai bordi di piscine da sogno e in feste dove la droga passa di mano in mano, si consuma un amore capace di raccontare la ferocia dei rapporti sociali, l’oppressione delle donne (a qualunque classe appartengano) e il desiderio adolescente di fuggire altrove. Per le ragazze come Sarah, però, baciate dalla fortuna di un corpo che fa impazzire gli uomini ma condannate a un destino stabilito dal censo e dal genere, l’altrove rischia di essere davvero troppo distante.
    Da una delle autrici più promettenti della scena letteraria francese, un romanzo di formazione struggente, romantico e pop, vitale e ricco di atmosfera, che dà voce a chi non ne ha, e attraverso l’incontro di due anime lontanissime e simili esplora tutte le sfumature dell’ingiustizia, del privilegio e della ricerca ostinata di un altro futuro possibile.


     

    Mimmo Sammartino
    NOSTRA REGINA DEI BURRONI E DELLE MOSCHE
    (Exòrma, € 18)

    Prima guerra mondiale, agosto 1916: un’asina si aggira sul campo della battaglia dell’Isonzo (nota anche come battaglia di Gorizia). In quei giorni perirono, tra le opposte fazioni, circa centomila persone. Un inenarrabile massacro che, con smisurata compassione e poesia, viene invece narrato dall’asina Regina.

    Lei, carica di grano e vettovaglie, marcia su crepacci e burroni, tra sangue e corpi mutilati, per portare conforto ai soldati affamati e insonni. Ma quando la caricano di fucili, obici e granate la nostra Regina pianta i suoi zoccoli a terra, non trasporterà strumenti di morte. Preferisce gli insulti e il nerbo sulla schiena. Sceglie la diserzione. La sua voce non umana raglia forte lo scempio di una guerra feroce, raglia nelle trincee di fango dove gli uomini cercano riparo e raglia a Sabella, ciuchina rimasta sola e disperata, il sogno di libertà che ha immaginato per loro due.

    Regina ha un corpo ossuto, fragile, ma animato da una fibra d’acciaio e una dolcezza segreta capace di cogliere i bisbigli dei trapassati nel respiro del cielo notturno mentre misura a passi felici i sentieri dell’Appennino. Lei in certe sere raglia la sua riconoscenza alla luna. E all’alba insegue chiarori e solitudini lungo cammini tra alture, forre e pietraie, alla ricerca di teneri germogli e sorgenti. E dell’ombra di un qualche dio aggrovigliato al segreto dei rovi.

    Un elogio al valore della pazienza, della cura e dell’amicizia. Lode allo scandalo della mansuetudine e della compassione. Racconto dell’alleanza gentile dei viventi nello scorrere ineluttabile del tempo condiviso.


     

    Dana Spiotta
    RIBELLE
    (La Nave diTeseo – Trad. di Carlo Prosperi, € 22)

    Nei sobborghi di Syracuse, stato di New York, vive Samantha Raymond, per tutti Sam, una donna qualunque di mezza età. Bianca, benestante, di idee progressiste, è sposata con Matt, ha una figlia adolescente, Ally, e la sicurezza quasi noiosa di una vita borghese. D’improvviso, però, tutto inizia a crollare. Il primo sconvolgimento è l’elezione di Donald Trump, un evento che mette in discussione molte delle certezze di Sam. A questo si aggiungono la scoperta della grave malattia della madre e i desideri di autonomia di Ally. Inoltre, Sam ha superato da poco la fatidica soglia dei cinquanta e ha inizito a soffrire d’insonnia, passando le notti a contemplare il suo corpo che ormai sente diverso, a pensare al passare del tempo e al futuro, che immagina fosco. Quando, quasi per caso, trova in vendita una vecchia ma fascinosa casa in un quartiere non troppo raccomandabile del centro, decide d’impulso d’acquistarla. È un tributo alla bellezza e alla storia della costruzione ma è anche un modo per fuggire dai sobborghi e dagli obblighi che la opprimono. Una reazione a una vita e a un marito che non sente più suoi, a una madre e una figlia che ama e che, per motivi diversi, sta perdendo, e soprattutto una ribellione contro se stessa, contro quello che è diventata. Una ribellione che, però, ha dentro di sé i semi e le speranze di una rinascita.
    Dana Spiotta racconta la vita di una donna normale, alle prese con un mondo che va troppo veloce, con un corpo che cambia, e con la paura di non riuscire a fare la propria parte. Un libro acuto, ironico e intelligente su di noi e il nostro tempo, sull’essere donna, madre e figlia e sulla necessità di combattere, nonostante tutto, per ciò che si ama e in cui si crede.