Compagine edizioni (1)

Siamo appena nati, ma sappiamo leggere e scrivere. È lo slogan di Compagine, una casa editrice torinese attiva dalla fine del 2011. Un anno e mezzo, quindi, o poco più. Ma di strada Emma Cavigliasso e Andrea Gualano, i giovani editori, ne hanno già fatta. Se vi va di conoscerli meglio, continuate a leggere!

Con quest’intervista, per giunta doppia, cominciamo una serie di articoli, uno al mese, alla scoperta di alcune interessanti case editrici indipendenti italiane. Privilegeremo quelle piccole e meno conosciute e ovviamente escluderemo quelle a pagamento (che non sono case editrici, ma tutt’al più stampatori).

1 > Ciao, vi presentate in due parole?

[cro_callout text=”Emma: Io sono Emma, ho 28 anni e, oltre a essere editore, sono architetto, fotografo, yogi e blogger. E bookaholic. Tutto rigorosamente in ordine sparso a seconda della giornata. Ho fondato Edizioni Compagine con Andrea con l’intento di dar voce a nuovi autori seguendo logiche indipendenti: siamo contro l’editoria a pagamento e cerchiamo di fare distribuzione autonoma, con tutte le difficoltà che sussistono nel creare una rete di librerie e nell’instaurare rapporti diretti con i librai. Pensiamo, però, che questo sia un valore aggiunto.” layout=”1″ color=”#BA265B”] [cro_callout text=”Andrea: Mi chiamo Andrea e sono un aitante trentunenne. Maturità classica rubacchiata, e laurea in Scienze della Comunicazione, tirata un po’ per le lunghe. Scarso successo economico e professionale nel mondo del giornalismo e della letteratura, mi sono riciclato nel mestiere dei cialtroni per eccellenza e ho iniziato a vendere auto.” layout=”1″ color=”#52BFD3″]

2 > Quando avete pensato per la prima volta di aprire una casa editrice?

[cro_callout text=”Emma: È successo nell’agosto del 2011 quando per noia, disperazione, svago, passione, abbiamo deciso di lanciarci in un progetto che potesse coniugare e valorizzare la nostra creatività e l’amore per la letteratura.” layout=”1″ color=”#BA265B”] [cro_callout text=”Andrea: Io non riesco a ricondurlo a un momento preciso, non ricordo l’istante in cui è caduto il bicchiere, ma ricordo che molta acqua ha iniziato a spandersi in fretta. So che Emma ha iniziato a parlarne tra la primavera e l’estate del 2011, in me ha trovato terreno fertile e forse più entusiasmo di quanto si aspettasse e da quando abbiamo iniziato a parlarne seriamente a quando poi il progetto si è concretizzato è passato davvero poco tempo.” layout=”1″ color=”#52BFD3″]

3 > E quando il progetto è diventato più concreto?

[cro_callout text=”Emma: Da lì a un paio di mesi! Avevamo già individuato il testo con cui esordire – Crisalide, di Amalia Estremi -, che, non solo abbiamo ritenuto essere un’opera particolare e assolutamente da pubblicare, ma che parlava in qualche modo di noi, della voglia di uscire dal bozzolo e concretizzare un progetto. Entrambi abbiamo la fortuna di lavorare a tempo pieno in altri campi e questo, da un lato, ci permette di poter tentare l’impresa, dall’altro, ci costringe a farlo nel tempo libero, ovvero di sera e nei weekend. Quando si dice la passione…” layout=”1″ color=”#BA265B”] [cro_callout text=”Andrea: Appena tornati dalle vacanze, capito e deciso che il progetto avrebbe coinvolto solo noi, e che sarebbe stato meglio così, ci siamo informati circa le questioni burocratiche e il 1° ottobre 2011 ci siamo costituiti, come associazione culturale.” layout=”1″ color=”#52BFD3″]

4 > A cosa si deve il nome Compagine, e da cosa deriva la noce nel logo?

[cro_callout text=”Emma: Compagine è stata una proposta di Amalia Estremi, la nostra prima autrice: Compagine, è anche un gioco di parole, ma è soprattutto l’unione stretta di più parti o di più persone che operano per un fine comune. In realtà, siamo solo io e Andrea, ma ci avvaliamo dell’aiuto di collaboratori, che come noi hanno a cuore la buona riuscita del progetto. A proposito del logo, invece, la noce è stata scelta perché è un oggetto semplice, piccolo, facile da tenere in tasca, ma allo stesso tempo ricco di significato: un guscio che racchiude nutrimento, proprio come un libro.” layout=”1″ color=”#BA265B”] [cro_callout text=”Andrea: C’erano altre proposte in ballo, alcune delle quali, oggi, mi fanno davvero sorridere, e non riuscirei a immaginarle su una copertina. Compagine si deve al dono della sintesi della nostra autrice Amalia Estremi. Lo utilizzò in uno dei giochi di parole con i quali è solita esprimersi, e a noi si accese una lampadina. La noce ha prevalso facilmente su tanti altri scarabocchi: volevamo qualcosa di piccolo, di concreto, di tangibile, che esistesse in natura. La noce è piccola, ma nutriente. È la metafora di un libro, è un frutto cerebrale. Il logo funziona, perché spesso siamo citati come “quelli della noce”. Il disegno è di Ilaria Urbinati, che ha poi pubblicato con noi. Questo è, per noi, il significato di Compagine: lavora di squadra, collaborazione, scambio di idee. Che finiscono nelle pagine di un nuovo libro.” layout=”1″ color=”#52BFD3″] [cro_thirds_firstthird]
Gli editori Emma e Andrea

Gli editori Emma e Andrea

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Il logo di Compagine

Il logo di Compagine

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Gli editori con i due ultimi autori; Ilaria Urbinati e Lorenzo Brusson

Gli editori con i due ultimi autori; Ilaria Urbinati e Lorenzo Brusson

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5 > Quanto è difficile fare gli editori, i piccoli editori oggi?

[cro_callout text=”Emma: Fare i micro editori oggi è una grande sfida. Ci sono i colossi che occupano quasi tutto il mercato e creare la propria nicchia è davvero difficile. Inutile dire che le difficoltà più grandi sono la visibilità e la distribuzione.” layout=”1″ color=”#BA265B”] [cro_callout text=”Andrea: Voglio dare una risposta paradossale, e un po’ provocatoria: se noi, in due, con due lavori a tempo pieno, un reddito medio basso e risorse finanziarie limitate, animati solo dalla passione e non dall’esperienza, siamo riusciti a dare forma concreta a un sogno, allora vuol dire che o siamo particolarmente bravi, o non è difficile. Basta soltanto accettare di essere sempre in bolletta, ed è sufficiente sacrificare buona parte del proprio tempo libero. Forse non è difficile, ma bisogna volerlo fare. È una questione di spirito: ribadisco, l’abbiamo fatto per passione, e continuiamo a considerarlo un hobby: se volessimo vivere di questo, se volessimo vedere i nostri libri nei supermercati, negli autogrill, e nelle classifiche, allora sarebbe difficile, sarebbe difficile sopportare l’inevitabile frustrazione.” layout=”1″ color=”#52BFD3″]

6 > Come definireste la vostra linea editoriale?

[cro_callout text=”Emma: La nostra è una linea editoriale spontanea che cresce e si articola autonomamente. Ci piace rispondere che la nostra linea editoriale è non avere una linea editoriale, perché vogliamo riservarci la libertà di scegliere tra le centinaia di manoscritti che ci arrivano ogni anno a seconda del nostro gusto. Di fatto, poi, una linea editoriale esiste e privilegia quelle opere di pura narrativa che raccontano la vita e il sentire umano, esplorandone i tanti aspetti.” layout=”1″ color=”#BA265B”] [cro_callout text=”Andrea: La nostra linea editoriale non è studiata, sta crescendo con noi. Vogliamo che sia una linea di qualità, e non di genere. Abbiamo poche preclusioni, e nessuna fissazione. Abbiamo però scoperto, al quinto libro, che i nostri romanzi sono molto veri, e racchiudono dell’autobiografismo. Io ne sono contento, perché questo mi dà la misura di quanto gli autori si siano messi in gioco e si siano fidati del nostro lavoro.” layout=”1″ color=”#52BFD3″] [cro_button text=”Prosegue nella seconda parte →” link=”http://www.lunastorta.eu/wordpress/un-editore-al-mese/compagine-edizioni-2/” color=”1″]

2 thoughts on “Compagine edizioni (1)

  1. adolfo berni scrive:

    Io un commento Ve l’ho inviato un paio di volte, ma non lo ricevete? Possibile?

    1. Aila scrive:

      Ciao Adolfo, scusa, siamo state sommerse da commenti Spam e ripulendo tutto i tuoi devono essere finiti in un calderone. Perdono!!

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