I consigli di Marzo

Tutti i libri consigliati a marzo dalle lunatiche, in rigoroso ordine di apparizione in newsletter

Richard Hooker
M*A*S*H (SUR, 16,50 euro)
Un libro di culto, un film di culto, una serie televisiva culto. Cosa si potrebbe voler di più da queste pagine? «Il MASH, il Mobile Army Surgical Hospital, ovvero ospedale chirurgico da campo, era di stanza sul 38° parallelo in Corea. Erano i migliori chirurghi da campo dell’esercito, ma anche i più fuori di testa». Le avventure di tre giovani medici militari tanto meticolosi in sala operatoria quanto indisciplinati, burloni e goderecci appena ne escono: sono «Occhio di Falco» Pierce, «il Duca» Forrest e «Trappolone» John, incorreggibili goliardi sempre pronti a lanciarsi in rocambolesche iniziative quando si tratta di sbarazzarsi di un collega cialtrone, umiliare un superiore spocchioso o aiutare un amico. Attorno a loro, una girandola di personaggi altrettanto indimenticabili: il cappellano dalla bevuta facile, il cavadenti pokerista, la capoinfermiera procace e inflessibile, il telegrafista le cui orecchie a sventola funzionano meglio dei radar.

Alessandro Garigliano
MIA FIGLIA DON CHISCIOTTE (NN Editore, 16 euro)
Lei ha tre anni e si emoziona ascoltando storie di cavalieri, re, regine e principeffe. Lui ha quarant’anni, è suo padre e si emoziona solo a guardarla. Lei è coraggiosa, vuole conoscere il mondo e non ha paura di niente; lui non trova un lavoro stabile e ha paura di tutto. La sua passione e il suo oggetto di studio è il Don Chisciotte: nelle trame del capolavoro
più rivoluzionario di ogni tempo rilegge la propria vita, scoprendosi non cavaliere intrepido ma scudiero devoto, combattuto tra l’adorazione e il buon senso, tra la sublime incoscienza della sua bambina e l’impulso di proteggerla.
Alessandro Garigliano ci consegna un romanzo intenso e avvincente che è una dichiarazione d’amore per la letteratura, per la vertigine eversiva, illimitata e imprescindibile della fantasia. E togliendo la maschera alla finzione inventa le parole del suo mondo, riannoda i fili del futuro e riesce a dare un nuovo senso all’essere padre.

Mario Desiati
CANDORE (Einaudi, 19 euro)
Martino Bux è un diciottenne in libera uscita durante la visita di leva quando scopre che i sogni possono diventare realtà. Le donne irraggiungibili sono lí davanti ai suoi occhi in un cinema a luci rosse, può guardarle senza essere visto, può goderne senza dover rendere conto a nessuno. Ma ben presto per Martino la pornografia diviene un’ossessione. Invece di frequentare l’università, si perde bighellonando nei locali più equivoci della capitale. E soprattutto perde Fabiana, esasperata dalla sua inconcludenza, dalla sua pervicace inadeguatezza alla vita adulta. Fabiana studia per diventare medico, mentre per Martino quel suo camice bianco è soprattutto un dettaglio che accende le fantasie erotiche. Le donne in carne e ossa, quelle che si potrebbero abbracciare, perdono via via consistenza e verità. Si innamora solo di ragazze che somigliano ad attrici hard, lavora solo in posti in cui regnano libertinaggio e sensualità esplicita, si affida a chiunque possa concedergli un attimo di felicità del corpo. Attraversa cosí un trentennio di storia del porno, passando per i giornaletti, i film di Rocco Siffredi, i locali di striptease, e poi internet e i privé, fino ad arrivare a oggi. Sullo sfondo, la città di Roma e l’Italia, fatta di cialtroneria, finta opulenza, in continua oscillazione tra bigottismo e trasgressione, moralismo e voyeurismo. Un po’ soldato Svejk, un po’ il protagonista di Shame, un po’ Fantozzi, in questa danza del vizio, Martino si ritrova a guardare e non toccare, è un bambino che guarda gli altri giocare a pallone senza riuscire a buttarsi nella mischia. Mario Desiati ha scritto un romanzo pudico e divertente, a tratti commovente, sulla fascinazione del proibito, sull’industria del desiderio e sulle debolezze di tutti gli uomini.

Alexandra Kleeman
Il corpo che vuoi (Black Coffee, 15,00 euro)
Personaggi che vengono nominati solo con le prime tre lettere dell’alfabeto: A, che si nutre di ghiaccioli e arance e passa ore e ore davanti alla televisione, B, la coinquilina, che vorrebbe assomigliarle e tenta di carpirle vestiti, aspetto, comportamenti, vita e C, il ragazzo di A.
A cerca di raggiungere un modello di bellezza esistente solo nella sua testa e si ossessiona per un personaggio televisivo di nome Michael.
Unico interesse per qualcosa di reale è quello che A prova verso la famigliola di vicini, che però scompare dopo che A li ha visti salire in macchina vestiti da fantasmi. E da questo punto la vicenda si tinge di giallo.
Ma questo romanzo ha ingredienti molteplici: fame e appetito, amore e sesso, dipendenze, vita vera e reality show, lo spinoso concetto moderno di femminilità.
Un primo titolo per questa neonata casa editrice che attira. E allora lasciatevi tentare!

Questo avanzare in punta di piedi, nervosa, fra le ombre del nostro appartamento con i suoi pavimenti scricchiolanti, mi fa sentire più che mai la mancanza di C. Se fosse qui sarei meno spaventata, mi sentirei meno sola. C occupa tutto lo spazio che lo circonda, compreso il mio, le sue gambe compaiono all’improvviso nei punti in cui ho intenzione di passare per andare da un’altra parte, costringendomi a scavalcarle o aggirarle. Mi mancano queste manovre, questo adeguare il mio corpo al suo. Quando avviciniamo le facce, mentre dormiamo o quando ci facciamo le coccole, sembra risucchiare tutta l’aria, lasciandomi stordita, persa, a cercare la sua bocca. L’amore è questo, penso facendo respiri brevi, con il naso e la bocca premuti sulla sua pelle.

Luca Giachi
Come una canzone (Hacca, 14 euro)
Roma come coprotagonista in un romanzo veloce e nervoso come i suoi personaggi, come Mattia (una schiappa ia livello sentimentale) e quel nugolo di trentenni che gli girano attorno. Tentano di vivere, di tirare a campare, magari seguendo il sogno di suonare musica e non proprio delle più popolari.
Amano, s’incazzano, ridono, urlano al mondo il loro disagio, ma comunicano via e-mail per tenersi al riparo da rapporti reali.
Per fortuna c’è la Strabusso a portare consiglio al Nostro, con saggezza, sagacità, eleganza, senza invadenza.
La musica della parola come sottofondo onnipresente. E la nuova generazione di adulti si staglia sullo sfondo di un presente davvero disarmante.

20. Le cose certe su di me
La prima cosa è che adoro scoprire fino a che punto di follia ci si può spingere.
La noto dal mio grado di attrazione.
La seconda cosa certa è che non ne posso più di essere come sono.
Infatti faccio sempre gli stessi errori.
La terza cosa certa è che devo finire di pensare di migliorare.
Sono come sono.
E pace.

Igort
My generation (Chiarelettere, 19,90 euro)
Il racconto di formazione che ci investe da queste pagine parla di un’epoca amara, esplosiva, corrosiva, attraversata grazie al PUNK, il fumetto, la fantascienza, Pasolini, David Bowie, Lou Reed, la controcultura e Moebius. E tra viaggi in autostop, i ricordi di un’infanzia in provincia asfissiante quanto indimenticabile, un passaggio in quel di Londra (Iggy Pop e Sid Vicius le icone del periodo), il Dams di Bologna (Andrea Pazienza, Pier Vittorio Tondelli, Freak Antoni come compagni di scorribante), cronaca, politica, eroina a pioggia, viene in questo romanzo magistralmente orchestrata la narrazione di una stagione estrema e irripetibile. E lo sguardo sul presente e su ciò che ora siamo diventati è lucido e dà una chiave interpretativa davvero irrinunciabile!
Caldamente consigliato, dunque.

Passarono delle settimane e quei personaggi ridicoli cominciarono ad essere una realtà costante nel mio cranio. Ci si sente abitati, quando si raccontano storie. Una sorta di condominio ambulante dalle cui finestre origliamo le voci dei protagonisti che poi vivranno sulla carta.
Cominciò in sordina, poi, lentamente, quella condizione divenne stabile.
Ero uno che faceva fumetti.
Punto.

Chris Bachelder
L’INFORTUNIO (SUR, 16,50 euro)
Ogni anno, ventidue amici sulla quarantina danno vita a un irrinunciabile rituale: rimettono in scena, sul campo di una vicina scuola, la celebre azione di una partita di football americano, quella in cui Joe Theismann, fenomenale quarterback dei Redskins, subì un infortunio che gli stroncò la carriera. Questo bizzarro rito sportivo diventa il pretesto per osservare da vicino le vite, le emozioni e le interazioni dei protagonisti. La scrittura leggera, precisa, briosa di Bachelder passa dall’uno all’altro dei suoi personaggi come in un lunghissimo, avvincente piano sequenza, costruendo un brillante ritratto corale della psiche del maschio occidentale contemporaneo. Una
lettura commovente come Il grande freddo e
che fa ridere amaro come Ricomincio da capo.

“Michael Panzone era, in realtà, notevolmente snello, muscoloso e ben proporzionato. Il soprannome, frutto di tipico humor maschile, era un’arma grezza fatta in casa che spargeva indiscriminatamente ostilità e insicurezza in un raggio di 360 gradi, prendendo come bersaglio chiunque si trovasse a tiro di voce, compreso chi stava parlando. Due anni prima Charles aveva condiviso la stanza dei linebacker (il «Reparto Frattura») con Michael Panzone e si ricordava quel corpo con ammirazione e disgusto. Con un fisico così in forma, Michael Panzone rappresentava un rimprovero ambulante nei confronti dello stile di vita di chiunque altro. Aveva le braccia solcate da vene gonfie e il torace era di quelli che si assottigliano dal petto alla vita. Era un fantastico schiaffo morale. Si era costruito dopo i quarant’anni quell’aspetto fisico per cui gli altri si sentivano dei marcioni, e che razza di persona era, un uomo in grado di fare una cosa del genere?”

Donatella Di Pietrantonio
L’ARMINUTA (Einaudi, 17,5 euro)
Una storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all’altro perde tutto – una casa confortevole, le amiche piú care, l’affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l’Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa è piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. Ma c’è Adriana, che condivide il letto con lei. E c’è Vincenzo, che la guarda come fosse già una donna. E in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei può forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. L’accettazione di un doppio abbandono è possibile solo tornando alla fonte a se stessi.

“Nel tempo ho perso anche quell’idea confusa di normalità e oggi davvero ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come può mancare la salute, un riparo, una certezza. E’ un vuoto persistente, che conosco ma non supero. Gira la testa a guardarci dentro. Un paesaggio desolato che di notte toglie il sonno e fabbrica incubi nel poco che lascia. La sola madre che non ho mai perduto è quella delle mie paure.”

Dave Eggers
EROI DELLA FRONTIERA (Mondadori, 20 euro)
Josie ha trentotto anni, era una dentista e non lo è più. Il padre dei suoi figli l’ha lasciata. Credeva in un paese che non esiste più, cancellato dalla durezza della crisi economica. Così Josie si è ribellata: ha preso i suoi figli, li ha caricati su un camper e sono partiti, senza un piano. Ora puntano dritti verso l’Alaska. Dave Eggers torna a raccontare, con la struggente tenerezza e lo humour del suo romanzo d’esordio, l’America contemporanea e quel che resta di una famiglia disastrata che si mette in marcia verso la frontiera. E in più la luminosa e quasi utopistica fiducia, nonostante tutto, che qualcosa di simile all’originario sogno americano esista ancora, da qualche parte sotto il ghiaccio.

“C’è la felicità appagata, la felicità che nasce da un lavoro ben fatto alla luce del sole, da anni di sforzi proficui, quella che dopo lascia stanchi e contenti, circondati da familiari e amici, pieni di soddisfazione e pronti al meritato riposo: sonno o morte che sia.
E c’è la felicità della tua catapecchia. La felicità di essere sola, e sbronza di vino rosso, sul sedile del passeggero di un camper decrepito parcheggiato chissà dove nel profondo sud dell’Alaska, a fissare uno scarabocchio nero di alberi, con la paura di andare a dormire perché temi che da un momento all’altro qualcuno sfondi la serratura giocattolo della porta del camper e uccida te e i tuoi due figlioletti che dormono su in cuccetta.
Josie strizzò gli occhi alla luce bassa di una lunga serata estiva in un’area di servizio dell’Alaska meridionale. Era felice quella sera, con il suo pinot, in quel camper al buio, circondata da boschi sconosciuti, e a ogni sorso bevuto dal bicchiere di plastica giallo sentiva la paura diminuire. Era contenta, pur sapendo che era una contentezza artificiale e passeggera, e che era tutto sbagliato: non avrebbe dovuto essere in Alaska, non così.”

Stefano Raspini
L’UOMO BENZINA (Miraggi, 10 euro)
Una raccolta di poesie esplosiva, come suggerisce il titolo, come esplosivo è il suo autore, questa nuova pubblicazione di Miraggi.
Versi al vetriolo che spaziano dalla politica, alla fede, all’amore, passando per l’attualità e la medicina, ma non tralasciando equazioni, denuncia sociale, droghe.
Il tutto a volume fastidiosamente alto. E sì, perché oltre a scriverle il Nostro le poesie le performa.
E se vi capita di assistere ad un suo reading… tenetevi saldi alla sedia!

“Emilia Market

Piacere di fare la spesa
scatola nera strizza-asciuga
orpelli d’attico attoniti
ladri di codici genus
non invidio il cosmo senza scaffali
chi investe caffeina
possibile trasmettere penurie
tra lividi avidi tranciati da spiccioli
virgole di salvia secca un cellophan d’oboe

TRADISCI IL TUO TÈ?
TRADISCI IL TUO TÈ?

sarò forte
scivola il tonno col vetro
squamato deng! deng!
deeeeennnggg!

TRADISCI IL TUO
TÈÈÈÈÈ?”

[…]

Federica Iacobelli & Leonard
NEL PAESE DI MISTER COLTELLO (Les Mots Libres Edizioni, 18,50 euro)

Siamo fiere di presentare questo libro, primo delizioso esperimento di una neonata (2016!) casa editrice di Bologa, Les Mots Libres Edizioni (già il nome non suona bene?), che vede il connubio artistico tra Federica Iacobelli alla penna e Leonard alla matita e colori.
Di cosa tratta? Mai di argomento a noi più gradito: David Bowie, una sua biografia romanzata e impreziosita da disegni che richiamano da vicino il fumetto e la pop art. Credeteci con noi, perché a nostro avviso qui c’è ottima stoffa! E attendiamo impazienti la prossima pubblicazione!

“Vorrei. Però è sopravvenuto un contrattempo. Mentre tu scrivi la tua nuova canzone, io sento una voce dallo spazio. Ed è una voce che conosco. Si tratta di quel tipo che è comparso nel tuo primo, vecchio successo. Il Maggiore Tom, proprio lui. Sta chiamando la torre di controllo. L’avevamo lasciato a galleggiare sopra la Luna, scollegato da tutto, isolato dal mondo e dagli affetti e senza poter più tornare sulla Terra, presumibilmente. E lui è ancora lì, nel suo barattolo. Non posso crederci. Dopo più di dieci anni, chissà in quali condizioni, ci sta inviando da lassù questo breve messaggio: «Sono felice. Speroche anche voi lo siate. Ho amato tutti quelli che avevo bisogno di amare. Seguono sordidi dettagli».”

Mathias Malzieu
VAMPIRO IN PIGIAMA (Feltrinelli, 15 euro)
Mathias Malzieu si rende protagonista ed eroe del suo ultimo romanzo raccontandoci la storia della grave malattia che gli viene diagnosticata, delle cure ricevute, della lunga degenza in ospedale, della trafila che lo vede combattere e uscire vittorioso dall’incubo.
Ma non immaginatevi una narrazione soffocante, triste, faticosa e avvilente, tutt’altro. Usando anche la scrittura come terapia Mathias si fa personaggio tra i personaggi e con ironia, quel pizzico d’infantilismo e una tenacia non comune, sposta la sua vicenda su un piano un po’ sfalsato, quasi mondo parallelo, dove è facile confondere sogno, invezione, realtà.

“Gli occhi di Rosy
14 febbraio 2014
La mia fidanzata è un po’ una pin-up da vano portaoggetti. Peccato che io non abbia la macchina. Potrebbe entrare nel Guinness dei primati come campionessa del mondo di chignon. Rimette quotidianamente in gioco il titolo cambiando acconciatura, anche per venirmi a trovare in ospedale.Vedo la sua bocca truccata solo per pochi secondi in cui appare tutta a righe attraverso la veneziana. È la Settimana della Moda con una mini indossatrice smarrita nei corridoi di una centrale nucleare. Ma ogni sera, quando sparisce, il peso del vuoto si aggrava. Se almeno conoscessi la data delle dimissioni, concentrerei le energie sulla magia del conto alla rovescia. E invece così i giorni si sommano l’uno all’altro e i miei unici punti di riferimento sono la cyclette, il bagno, le iniezioni e la scrittura.”

Claudio Metallo
VANGELO DI MALAVITA (CasaSirio, 14 euro)
Una doppia faccia di una stessa medaglia, quella della malavita, come recita il titolo. Perché di malavita parla questo romanzo, declinata in due personaggi nati nello stesso luogo ma da famiglie molto diverse, e con destini che lo saranno altrettanto: il picciotto di turno (Ignazio) che si occupa delle ammazzatine per conto del capobastone del luogo versus il figlio dell’avvocato potente (Angelo) che, nonostante abbia soldi e potere a volontà, vuole Roma ed usa ogni mezzo per arrivarci.
Un romanzo che è un lucido specchio di una realtà fin troppo nota nelle cronache che riguardano la ‘Ndrangheta.

Tumasu non aveva la minima intenzione di sposarla. Il suo piano era un altro. […] Tumasu voleva farsi fare cornuto dal cugino con quell’Ilaria che aveva amorevolmente corteggiato, che aveva accompagnato al cinema e a prendere il gelato con appresso la zia e la mamma. Fece l’impossibile per far nascere una storia tra la sua futura moglie e il cugino. […] Com’è e come non è, alla fine ci riuscì.
Simulò alla perfezione lo shock per la scoperta del tradimento. Era una macchia sull’onore. Quando un affiliato ha rapporti con la fidanzata o la moglie di un altro affiliato, l’unica cosa che rimane è versare il suo sangue per concimare la terra. Per rendere la situazione ancora più pesante, Tumasu si spedì una lettera anonima in cui si diceva che era meglio se si trasferiva in Spagna perché con tutti quei tori forse non avrebbero notato le corna.
In poco tempo ebbe il permesso di eliminare il cugino. Gli fu solo imposto di non essere efferato. […] Era giusto avere la propria vendetta, ma come un vero capo.

Bonnie Nadzam
LIONS (Black Coffee, 15 euro)
Lions (Colorado) è il borgo rurale in cui si svolge la vicenda, che parla dell’andare in fumo di un sogno, quello di Lions stessa, concepita e creata per diventare un fiore all’occhiello dell’Ovest in via di sviluppo. Sogno miseramente crollato con il fallimento della sua attività più importante: lo zuccherificio.
Rimangono in piedi poche sparute attività, con gli abitanti sempre più combattuti tra il desiderio di partire e inseguire i propri sogni e il subdolo bisogno di restare. La comparsa di un misterioso viandante convince gli indecisi ad andarsene, e, tra chi rimane, ci sono i diciassettenni Leigh e Gordon, che sognano di andare al college. Ma la morte improvvisa del padre di Gordon spariglierà nuovamente le carte in tavole.
Una narrazione che ha il suo focus nelle scelte, nelle aspirazioni, nelle ambizioni, nella consapevolezza e, non ultima, nell’amicizia.

“In ogni direzione miraggi di fiumi e laghi, sparuti alberi che fluttuavano capovolti nel bagliore distorto del sole. Se il mondo fosse stato fatto di una cosa soltanto sarebbe stato di luce, rifratta, diffusa, riflessa e scissa dai tetti di metallo e dalle auto malconce la cui vernice verde, gialla e rossa, un tempo brillante, era ormai smorta e macchiata di ruggine, e cui i vetri rotti erano facce congelate in un lamento sopra un telaio crepato o senza ruote. C’era talmente tanta luce che non si vedeva nulla, e Leigh riusciva a stento a tenere gli occhi aperti, le faceva male la testa e desiderava ardentemente la notte. Fantasticava di vivere in una casa sull’oceano. Una casa su un fiume. Una casa su un lago. Stanze fresche, giardini ombrosi e un crepuscolo verde. Si immaginava notti piovose. Fontane a strati come torte nuziali.”

Paolo Zardi
LA PASSIONE SECONDO MATTEO (Neo, 15 euro)
Con gioia immensa recensiamo il nuovo libro di un autore che abbiamo amato moltissimo col suo precedente XXI secolo (che non per nulla, a nostro avviso, è stato selezionato fra i finalisti dello Strega). Sempre di umani e di umane emozioni si parla in questo romanzo, sempre con lo sguardo attento, sottile, discreto ma acuto di cui Zardi è maestro.
Il Matteo del titolo viene svegliato in piena notte da una voce distante nel tempo (non lo vede da anni) e nello spazio (gli parla da un altro stato): il padre, che gli chiede di raggiungerlo con la sorellastra in un paese ucraino. Un viaggio reale e uno nel reticolo intricato degli affetti, per una lettura densa e piena, che arriva dritta al segno e non lascia uguali, chiusa l’ultima pagina!

“Quando Giulia finì di parlare, era esausta. Matteo si girò su un fianco, verso di lei, e lei fece lo stesso. I loro visi erano vicini, uno di fronte all’altro, come davanti a uno specchio. Silenziosamente Giulia gli prese una mano e se la portò sulla guancia. Avvicinò la bocca alla sua, lo baciò sulle labbra e subito si allontanò. Si guardarono così, immobili, dai loro mondi così distanti, nell’attimo in cui le orbite, per una particolare combinazione di eventi, si stavano sfiorando per la seconda volta nella loro vita.”

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