Stefano Garzaro presenta “Funky Monkey” e “Ventinove Sottozero”

Stefano Garzaro presenta “Funky Monkey” e “Ventinove Sottozero”

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time 18:30

19 ottobre 2017

Ventinove SottozeroStefano Garzaro
presenta
“Funky Monkey”

Funky Monkey. Liberi di alzare la voce è il secondo romanzo di Stefano Garzaro. Ambientato tra i ragazzi dell’immaginario e rigido liceo torinese Leonardo da Vinci, il racconto ha come personaggio guida Nahual Bellezia, nato alla fine degli anni Novanta da una “wicca”, in una delle ultime comunità post hippie. Quando alla madre verrà a noia la vita da “strega” nei boschi, il bambino approderà in città e conoscerà le sue leggi e le sue regole.
La libertà sperimentata nei primi anni di vita fa di Nahual un osservatore severo della realtà, ma gli permette anche di coltivare sogni da adolescente; il più intenso riguarda la ragazza che incontra sul tram 15, Cassiopea, così soprannominata perché “occhi come i suoi li ha soltanto una ninfa con un nome da costellazione”, e che naturalmente non si accorge di lui.
Nel mondo fantastico di Nahual ha rilievo anche una coniglia, che si chiama Mario, e che gli fa da confidente.
Nahual, che porta il nome della leggendaria pantera protettrice di Maya e Aztechi, soccorre le persone che lui ritiene indifese: senzatetto incontrati per strada, che gli narrano storie inverosimili; ragazzi emarginati; la madre stessa, incapace di diventare adulta.
Nahual è un ragazzo curioso e, tramite lui, l’autore ci presenta una Torino che si popola di immigrati dal carattere vivo, come il turco Osman che cucina ottimi kebab, o come Ilir e Arbor, ragazzi fuggiti dal Montenegro, geni matematici, che fanno seguire alle ore di studio il lavoro clandestino in un cantiere edile.
Sono proprio i ragazzi montenegrini a costruire un racconto parallelo a quello dei compagni italiani attraverso la loro piccola odissea, lo sbarco nelle coste pugliesi, l’inserimento nella società italiana, fino all’arrivo nel liceo Leonardo da Vinci; qui, entrambi i filoni narrativi confluiscono.
Una tragedia scuote le ragazze e i ragazzi del liceo, che prendono coscienza non soltanto dei loro diritti, ma soprattutto di quelli di cui nessuno si preoccupa: una consapevolezza che accompagna la crescita del protagonista, come degli inseparabili amici Antonio, Cuggino, Arianna, Alliaud.
Che fare per cambiare il mondo? È la domanda urgente che i ragazzi rivolgono a se stessi.
I protagonisti cercheranno modelli e alleanze non presso la generazione dei padri, tutti presi da se stessi, incapaci di essere un punto di riferimento per i figli; si rivolgeranno invece ai “vecchi”, alla generazione dei nonni, che nel loro tempo hanno ricostruito materialmente e moralmente una società appena uscita dalla guerra.
E i Funky Monkey? Della band, nata quasi per caso nel liceo, conosciamo per certo che non suonano cover, ma soltanto pezzi originali. Per saperne di più, andate ad ascoltarli a Mirafiori, al Looking Flowers.

“Ventinove Sottozero”

.Sinossi: Cesare è intelligente, ha due acque marine al posto degli occhi e non si cura della sua bellezza. È un
dettaglio in più per lui, null’altro. Un ragazzo affidabile e con la testa a posto. Una testa che conserva in sé
cultura e capacità di collegare i fatti. Ecco perché suo zio Maggiorino lo coinvolge per risolvere un misfatto
locale: un cadavere viene ritrovato in una discarica a Ceva. È la tecnica omicida che attira l’attenzione del
vecchio. E Cesare, suo malgrado, si trasforma nel catalizzatore del potere oscuro della politica.
Siamo negli anni Sessanta: i collettivi, il malcontento di fabbrica, la Fiat, la vita di tutti i giorni. Ed è nella
quotidianità che conosciamo uno spaccato di Torino intrigante, attraverso lo sguardo non ordinario
dell’autore. Nelle vie più popolari del capoluogo piemontese si condensa un passato appena successo, ricco
di aspetti che ognuno di noi può riconoscere, che tipizzano una società analizzata mediante una scrittura
arguta e incredibilmente ironica.
Questa non è una storia di politica e non è neppure un poliziesco, non è nemmeno un thriller. Per Cesare
comunque è il peggiore degli incubi. Ma non per noi.
La storia: Che ci fa un cadavere su un divano fradicio nella discarica di un torrente? La scoperta avviene a
Ceva, una cittadina del cuneese, nel febbraio 1961. Una pattuglia di polizia in borghese, chiamata non si sa
da chi, estromette dalle indagini i carabinieri locali. Maggiorino Ferrero, ferroviere in pensione e autore del
ritrovamento, vuole vederci chiaro e chiede aiuto al nipote torinese Cesare. Il giovane giudica però assurda la
vicenda e rifiuta di considerarla.
Cesare Ferrero è radicato nel quartiere popolare torinese del Lingotto ed è l’intellettuale organico di una
sezione del Partito comunista. Il fattaccio di Ceva tuttavia si ripresenta a una nuova interpretazione quando
Toiu, un militante che agisce sotto copertura, rivela a Cesare che il corpo scoperto sul divano appartiene a un
compagno infiltratosi in gruppi eversivi. Toiu, che coinvolge Cesare nelle sue azioni sotterranee, finisce per
rimetterci la pelle. Cesare si ritrova solo, esposto sia ai colpi del sicario che ha eliminato Toiu, sia
all’angoscia causatagli da Margherita, la sua ragazza che nel frattempo se n’è andata. Durante un viaggio in
treno verso la costa ligure, Cesare è aggredito dal sicario che si materializza all’improvviso, ma da cui riesce
a liberarsi con un colpo di fortuna. L’occasione dà modo a Cesare di rivedere la propria esistenza e
d’impostarla su basi nuove.
In autunno gli si presentano due opportunità antagoniste. La prima è una cattedra in una scuola nella periferia
disagiata di Torino, mentre la seconda è rappresentata dall’incontro con Togliatti, il segretario del Partito
comunista. Questi rivela a Cesare di essere informato degli episodi drammatici che lo hanno coinvolto, gli
prospetta un incarico nel partito e gli offre l’occasione di un viaggio in Unione Sovietica.
Cesare non rinuncia a prendere contatto con la scuola di periferia. Qui incontra Lisa, una giovane
professoressa impegnata in progetti didattici innovativi. Lei gli propone l’insegnamento come servizio
sociale.
Prima di Capodanno, Cesare parte per l’Unione Sovietica. Scopre un’atmosfera avvincente ma è deluso dal
comunismo reale, appesantito da burocrazia e corruzione. Il viaggio si conclude con l’incontro di Cesare con
alcuni funzionari governativi sovietici, che gli rivelano trame e dettagli degli episodi di cui è stato
protagonista. Tornato a Torino, Cesare sceglierà l’insegnamento. Nella pagina finale si intuisce il ruolo di
Lisa nel suo futuro progetto di vita

 

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