La divina follia dell’amore – Orfeo ed Euridice – Il canto immortale

La divina follia dell’amore – Orfeo ed Euridice – Il canto immortale

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time 21:00

16 febbraio 2019

La divina follia dell’amore
Orfeo ed Euridice. Il canto immortale
con Silvia Risso e Ivano Calaon

La divina follia dell’amore” non è uno spettacolo, non è un reading, non è una lezione di mitologia classica. E’ un momento di incontro durante il quale un gruppo di persone improvvisa una conversazione a partire da storie di dei, eroi e mortali. Sono storie che non lasciano indifferenti e permettono di riflettere, in modo giocoso, sulla vita erotica di ognuno di noi. Animano la serata Silvia Risso (formatrice) e Ivano Calaon (psicoterapeuta).

Dopo Psiche e Eros, dopo Ade e Persefone, parliamo di Orfeo ed Euridice. Il testo presentato è un adattamento da più fonti, classiche e contemporanee, comprensibile anche a chi non ha cultura classica o non ha mai incontrato il racconto. Legge Silvia, che si è formata in una scuola durissima, quella della lettura di fiabe ai bambini, che sono gli ascoltatori di storie più appassionati e i critici più severi di chi non le sa raccontare. Terminata la lettura, Ivano e Silvia iniziano a parlare di emozioni, sensazioni, idee che il mito ha suscitato in loro e, poco a poco, coinvolgono nel gioco i presenti.
Orfeo fa pazzie per riavere la sua amatissima Euridice, scende agli inferi, convince Ade e Persefone, signori dell’Ade, a farla tornare in vita ma, a un passo dalla felicità, fa l’unica cosa che non doveva fare. Perché?
Una storia semplice e potentissima che da secoli ispira musicisti e poeti e ci ricorda, ancora una volta, che il desiderio è prima di tutto assenza, lontananza e ricerca.

“Quando lei è morta sono sprofondato nel buio e nel silenzio.
Ci eravamo appena sposati, Euridice era il mio canto, la mia ispirazione, la mia anima. Io, Orfeo, con il mio canto placavo belve feroci e le pietre si giravano per ascoltarmi. Sono diventato muto e sordo, belva rabbiosa, pietra immobile.
Per non impazzire di dolore ho concepito un proposito folle, ho affrontato un’impresa che ha fatto impallidire quella degli Argonauti. Allora eravamo cinquanta eroi: affondammo la prua della nave nel mare scuro come vino, per andare prendere il Vello d’Oro. Gli dei ci diedero vittoria e fama.
Ora sono sceso nel regno dei morti, al cospetto di Ade e Persefone, gli immortali signori dell’Ade. Sono solo, la mia arte è l‘unica arma. Non posso fare altro che cantare, la mia voce danza nuda nel buio, non vedo niente ma sento che le ombre e i mostri si commuovono e all’improvviso gli dei parlano…possibile che davvero me la restituiscano?
Davvero Euridice può tornare con me tra i vivi?
Certo, mi dicono, ma a una condizione….”

CI SCUSIAMO, MA AVETE GIA’ PRENOTATO IN TANTI, QUINDI DOBBIAMO DARE UNO STOP ALLE PRENOTAZIONI: VOI VENITE COMUNQUE. AVREMO CIBO E SEDIE AGGIUNTIVE PER FARVI GODERE COMUNQUE DELLA SERATA! VI RINGRAZIAMO PER LA COMPRENSIONE!!!