L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare!

paperino piccoloSuona un po’ come quella vecchia frase scherzosa l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare… Cosa? Ma certi momenti in toto della vita. Che sono sbagliati e maldestri dal principio alla fine.

E se sono di quelle congiunture, potremmo metterci entrambe le mani sul fuoco, in cui le cose vanno storte fin dal primo mattino. Del tipo: assonnati scendendo dal letto si cerca di infilare la ciabatta nel piede destro. Peccato si sia infilata la sinistra! E gli occhiali? Immancabilmente sono caduti da dove li avevamo appoggiati e procediamo a tentoni fino a che la nostra mano non tasta le due note lenti (imprimendoci una bella ditata, tra l’altro!).

In una giornata che inizia così come sarà il primo getto della doccia? Gelido! C’è da stupirsi? E poi il tè fumante: la prima sorsata scotta il palato, ovvvio! Quindi di corsa in uscita da casa come non scordarsi una o più cose e affannarsi in un andirivieni in cui i minuti diventano sempre meno???

Poi a lavoro, ci si mette in moto a fatica e… per prima cosa si impalla il computer, come seconda ogni oggetto che tocchiamo sembra perdere di aderenza e gravità e ci sfugge di mano tonfolando a terra con quel rumoretto antipatico: “Eh, sì, mi hai fatto cadere!” sembra mormorare irridendoci mentre ci guarda da terra aspettando che lo si raccolga.

In quella giornata sicuramente c’è anche la telefonata che proprio non volevamo ricevere, posta indesiderata, un diverbio magari stupido con un collega che però fa fare grunt e, perché no, dulcis in fundo, oltre a due o tre inciampate con rischio scampato di caduta libera, sfuma anche la serata che avevamo tanto desiderato e, non facciamoci mancare niente, il frigo è desolantemente vuoto.

Bene bene bene! Niente panico! Sono i momenti Paperino. Noi si è esperti. Inutile accanirsi. Inutile andare contro a ciò che succede, inalberarsi, inveire contro le mille e mille divinità che ci sono avverse.
Occorre fermarsi. Respirare. Un respiro profondo. Due respiri profondi, magari chiudendo gli occchi e rilassando le spalle.
Sorridere di quanto tutto sembri contro di noi, quando magari… stiamo solo incanalando le energie in un posto sbagliato, e questo crea un cortocircuito che manda in panne tutto il circondario.

La sindrome di Calimero non è mai servita a chichessia, perciò, Gente, se è il vostro periodo Paperino, rimboccatevi le maniche, metteteci la giusta dose d’ironia e spirito di adattamento e siate fautori del vostro cambiamento.

O tutt’al più munitevi di un potente amuleto!!! 😉

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