Anno nuovo, libri nuovi | I consigli di gennaio 2022

Violette Leduc
LA BASTARDA
(Neri Pozza – trad. di Valerio Riva, € 20)

«Era l’autunno del 1964 quando il successo spettacolare del romanzo autobiografico La Bâtarde irrompe sulla scena letteraria capovolgendo il destino di un’autrice che aveva fatto della sua vita oscura e tumultuosa la materia privilegiata, ossessiva di quasi tutta la sua opera e di quest’opera la ragione della sua vita.
Violette Leduc aveva scritto un libro incendiario, d’un’“intrepida sincerità”, allora impensabile per una donna, in una lingua vigorosa e sincopata, visionaria e meravigliosamente barocca… La Bâtarde non è una cronaca memoriale, un romanzo di formazione, una ricerca del tempo perduto. È la trasposizione romanzesca di una vita. Non è un regolamento di conti ma una spietata requisitoria contro di sé e al tempo stesso una redenzione. Da qui l’integra sincerità di cui le fa merito Simone de Beauvoir. E come preciserà Violette Leduc stessa a un giornalista: “Ho cercato di essere franca, perché non c’è nessuna ragione che sia riservato agli uomini di parlare delle questioni intime. D’altronde, quando scrivo, posso raccontare tutto, niente m’imbarazza. È perché non penso al lettore. Sono sola con me stessa. Dico tutto, ma mi sforzo di metterci del gusto, del tatto: lo faccio per me…”

Lo scalpore sollevato in Francia dalla Bâtarde – la prefazione di Simone de Beauvoir serví da trampolino – ebbe risonanza mondiale. E lo scandalo che il libro suscitò restò negli annali… Benché tutti i libri di Violette Leduc siano di pregevole fattura, La Bâtarde resta l’opera piú indicata per accedere al mondo di un’autrice troppo in anticipo sui tempi».

Dalla postfazione di Carlo Jansiti


 

Joshua Cohen
QUATTRO NUOVI MESSAGGI
(Codice – Trad. di Claudia Durasanti, € 18)

Dall’autore del Libro dei numeri, quattro racconti che catturano magistralmente l’assurdità delle nostre vite nell’era di internet, ansiogene, brandizzate e digitalizzate. Mono, sfortunato spacciatore di coca nel campus di Princeton, viene ridicolizzato in un blog diventato virale. Un copywriter frustrato vede esaurirsi la propria vena creativa a causa di una certa parola, ubiqua e fagocitante, che proprio non riesce a scrivere. Un ex scrittore newyorkese riciclatosi professore universitario accetta un incarico nella provincia americana, coinvolgendo i suoi studenti in un assurdo progetto di rivalsa sulla città che l’ha esiliato. Un aspirante giornalista si lancia sulle tracce di una ragazza vista in un filmato porno, in un viaggio che lo porterà in un distorto Paese delle meraviglie in cui ciò che è finito online una sola volta, vive per sempre. Quattro racconti che mostrano cosa succede quando il virtuale colonizza il reale, cercando, come il mastodontico Libro dei numeri, di salvare la scrittura, l’arte, il sesso e sì, anche l’alienazione, dalla dilagante ossessione per i brand e la tecnologia.


 

George Sand
RACCONTI DI UNA NONNA
(Marcos Y Marcos – trad. di Silvia Casillo, Noemi Eva Cotterchio e Manuela Serra, € 18)

Le farfalle non sono altro che fiori volati via un giorno di festa quando la natura era in vena di invenzioni e di fecondità”.
Cosa si dicono i fiori? Una bambina si sdraia in mezzo al prato e silenziosamente ascolta. Scopre che i fiori coltivati sono pieni di invidia, mentre i fiori selvatici raccontano la loro storia d’amore con il vento.
La Fata polverina è grigia e dimessa, la scacciano ovunque si posi… ma che vita di splendore ha da mostrarci, se saliamo le scale del suo castello.
Miquel Miquelon sogna di sconfiggere un perfido gigante usurpatore; Marguerite si chiede se dare retta a un cigno o alla regina delle rane.
Catturiamo una nuvola rosa, portiamola con noi sulla montagna. Scatenerà tuoni e lampi. Una vecchina dalle mani fatate riporterà il sereno.

Sette fiabe d’autore per viaggiare, correre e sognare.