News dalla Luna’sTorta | Quando la luna gira davvero storta!

Cari amici,

avete presente le bici gialle che popolano le strade torinesi? Ebbene. Ne facciamo uso. O meglio. Per tristi visissitudini occorse al velocipede di proprietà siamo cotretti ad affidarci alle due ruote offerte dal generoso comune di Torino per muoverci con più disinvoltura tra i vicoli del capoluogo pedemontano.

Ebbene di nuovo. Accade che il primo mezzo scelto abbia un problema in pedalata. Non ci si arrende! Prendiamone un altro. Il secondo sembra essere perfetto. Peccato che nell'andare ci si renda conto che il sellino caracolli orrendamente all'ingiù verso la ruota anteriore (immaginate la gradevole sensazione di cadere in avanti sul manubrio) rendendo il percorso meno ameno.

Con coraggio non demordiamo e ci affidiamo di nuovo a questi telai urbani... Al terzo BIIIP della stazione in cui riposano i bolidi, staccatta la bici la si inforca, si comincia il tragitto, e... il sellino fa lo scherzo inverso: ci proietta col (perdonate il francesismo) culo in terra e il volto a rimirar le stelle. Lodevole! Più spesso dovremmo rimirare il cielo, certo... magari non cavalcando un mezzo che potrebbe vederci faccia e chiappe a terra se troppo spersi il celesti osservazioni!

La tenacia non ci lascia e di nuovo, stanchi dopo una giornata di lavoro, attentiamo a quei gialli oggetti di desiderio. Il pensiero è di far prima. Se non si tiene conto di un MA grande, importante tanto che se tralasciato crea gran frustrazione. ... Il giallo alleato questa volta è in pefette condizioni. Miracolo! Sfiliamo col vento verso l'agognata meta: casa! Tutto fila liscio (troppo, direbbe il saputo). Arrivati alla stazione di ricovero: neanche un posto per la bicicletta!

Niente paura: ce ne sono altre vicine. Troveremo qualcosa! (Anche se comincia a montare un tantino di nervoso...). La più vicina: niente. La più vicina bis: niente! La più vicina tris: niente!!!

Ora, con tutte le doti di pazienza e lungimiranza ci siamo trovati ad imprecare in malo modo per l'esasperazione inevitabilmente occorsa. Con il giallo diavolo parcheggiato a casa di Dio e i nervi belli scossi. Se al mattino quindi la luna storta non è solo un gioco di parole che dà nome al nostro locale, ma diventa anche uno stato d'animo reale, dateci le attenuanti.

E venite a trovarci anche questa settimana, perché di cose belle (al di là della luna storta e delle bici gialle) ce ne saranno un sacco!

 

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Corso di lettura ad alta voce | dal 18 febbraio

a cura dell'associazione culturale YOWRAS
tutti i mercoledì dalle 19,30 alle 21,30

Nella lettura ad alta voce le parole diventano qualcosa di diverso, di materiale, di emozionale.
Un testo letto a voce alta è di fatto una comunicazione diretta a coloro che ascoltano, e chi legge deve essere in grado di trasmettere sia la fredda innaturale passività che spesso è contenuta in una relazione tecnica, sia le emozioni o la consistenza delle azioni di una scena drammatica o comica.

Questo è un corso base per chi desidera imparare a leggere in modo gradevole ed efficace un testo letto ad alta voce, sia questo una relazione, un racconto o una fiaba.

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Maggiori informazioni sul sito, cui accedete con un semplice clic!

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Hell o’Dante | giovedì 12 marzo

 

Ogni benedetto giovedì sera alla Luna’sTorta va in scena il grande spettacolo di Hell o’ Dante. E se non l’avete ancora visto dovreste rimediare quanto prima!

L’Inferno rivisto da Saulo Lucci fa morir dal ridere, è pieno di musica e dà i brividi. Ogni giovedì si estrae un canto che viene raccontato e quindi recitato (a memoria); ogni giovedì il testo dantesco è preso come base di una partitura che ci conduce là, dove nessun uomo o quasi ha mai osato prima.

Il prossimo appuntamento è previsto per giovedì 12 marzo. Dalle 20 in poi c’è l’aperitivo, dalle 21 circa lo spettacolo.

Potete prenotarvi cliccando qui o telefonando allo 0116690577.

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Daddy Cool di Fabio Losito @ Luna's Torta, feat. ComPagine | venerdì 12 marzo

Siamo lieti di annunciare che venerdì 13 (non fatevi inquietare dalla data) avremo il piacere di ospitare l’amica casa editrice indipendente torinese ComPagine e un suo titolo uscito la scorsa primavera. Come si suol dire “meglio tardi che mai!”.

Di che si tratta? Di "Daddy Cool": la rocambolesca ricerca in quel di Nizza di un babbo (smemorato perchè affetto da Alzheimer) da parte del figliolo e di un improbabile Zio Ancelo.

Filoppo Losito ne è l’autore. Venite e ne vedrete e sentirete delle belle!

Aperitivo alle 20 e presentazione alle 21. Prenotate! O cliccando qui o telefonando allo 0116690577.

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Roberto Mercadini @ Luna's Torta | sabato 14 marzo

SPETTACOLO DI GIOIA E DI IRREQUIETEZZA

Liriche, satire, affabulazioni

di e con Roberto Mercadini

 

Sono un poeta, un monologhista, un narratore.

Io recito poesie.

Ma prima recito monologhi sulle poesie che recito.

Io racconto storie.

Ma dopo racconto storie sulle storie che racconto.

E sembro tutto tranne un poeta, dicono.

Io, dicono, sono molte cose diverse tutte assieme.

Può darsi. A me, comunque, piacciono molto le cose che sono molte cose diverse tutte assieme.

Il mio libro preferito, per esempio, è Moby Dick.

Altro?

Di mestiere faccio il programmatore software.

Dormo poco.

Rido fortissimo.

Non so ballare.

A volte mi sembra di essere Superman.

A volte no.

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Non ci sembra sia da aggiungere altro se non che l'aperitivo comincia alle 20, l'esimio s'esibirà dalle 21, quindi:

prenotatevi qui o telefonando allo 011 6690577

VI SI ATTENDE, POPOLO!

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In fine (Il mio esilio: un Rio fugitivo nell'Oceano)

Tre consigli per ben leggere:

- Rio Fugitivo ci butta appieno nei tumultuosi anni '80 boliviani, visti dagli occhi del quindicenne Roberto, appassionato di letteratura e fervente scrittore in erba, che si cimenta nei suoi racconti per evadere dalla realtà creando un'identità nuova, vera, sua, diviso com'è tra uno stato sociale a pezzi e il finto benpensare di un'alta borghesia (in cui è immerso), che vive arroccata su se stessa, dimenticando il mondo altro. Roberto s'incapperà in una scomparsa che creerà l'occasione per un giallo, e per molto di più! Edmundo Paz Soldan con semplicità, immagini vivide, umanità, ci cala in un mondo così vicino al reale da riuscire quasi a toccare i suoi personaggi. Fazi lo ha dato alle stampe. Avventuratevi!

- Il mio esilio non è certo un titolo d'evasione, anzi. Ha il sapore agrodolce di un confronto, di una presa di consapevolezza, di un dialogo tra due donne immerse in una realtà difficile. Iraniane entrambe, una Nobel per la pace, una "dolce" come il suo nome, ma entrambe determinate a non omettere, a guardare ben in faccia il proprio mondo, orgogliose delle proprie radici, anche se per questo sofferenti per un presente così complesso, a tratti orribile. Un dialogo che è come il lume di una speranza. Sarà diverso. Potrà esserlo! A due mani Shirin Ebadi e Farian Sabahi ci portano dentro le loro esistenze, pubblicate da Jouvence.

- Una storia che sa di antico, scritta invece da un autore giovane. Un tal dei tali qualsiasi, ma con un nome del tutto particolare: Oceano. Che scende dalle montagne coi genitori per la promessa di fortuna in quel d'America per poi ritornarvi, con genitori adottivi, fallito il primo progetto. Le Dolomiti sono camminate, viste, vissute, coltivate, amate col sudore della fronte. E intorno a Oceano fiorisce una rosa di personaggi tracciati con pochi significativi tratti. Oceano è anche il titolo, oltre che il personaggio che accompagniamo attraverso le pagine. Minerva Edizioni ne ha curato la "fisicità". Francesco Vidotto è la penna che gli ha dato vita.

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Però non stampatela. La scrivo con le letterone belle grandi apposta.