Testata

Luna's Torta, si sa, è luogo di passaggio, un porto di mare che tutti vede arrivare e poi andare, in un moto quasi ondoso, pieno di facce note, meno note, clienti abituali, quelli da più volte al giorno, quelli col loro giorno preferito, altri che magari mancano per un po', ma poi tornano, i saltuari, altri che scoprono il luogo per la prima volta.

Tanti visi, sorrisi, computer portatili, libri, vestiti, colori, quaderni, penne e portapenne, quadrupedi al seguito, strumenti musicali e le età più svariate. Se noi Lunatiche qui sempre siamo possiamo a buon diritto affermare per contro che c'è una fetta considerevole di mondo che da qui transita.

Ed è una riflessione che abbiamo fatto l'altro giorno: per quanto ci possiate trovare indaffarate, sclerate, affannate, stremate, divertite o crucciate, ombrose o solari, non perdiamo mai di vista quanto sia bello e importante ospitare da noi tutta questa vita. Che si declina in feste di laurea, compleanni importanti, tavole rotonde lavorative, amici che si rincontrano, amori che nascono o si confermano o finiscono, idee nuove o nuovi progetti che tra questi tavoli vengono alla luce, aperitivi di raccolta fondi, riunioni di librai (vedi la newsletter precedente), per non parlare di tutti gli eventi e gli artisti, poeti, scrittori, musicisti, attori, cantanti che vedono popolare le nostre serate (e che tornano anche per un caffè, una fetta di torta, un aperitivo).

Ecco: che il Luna's Torta sia inciso nella memoria di qualcuno (o anche di più di qualcuno) come il luogo in cui è successa quella cosa importante ci riempie di orgoglio e di gioia ed è come la legna che alimenta il fuoco della grinta che ci vuole per affrontare ogni nuovo giorno questo difficile meraviglioso mestiere.

Grazie di essere un po' Lunatici anche voi, Bella Gente! 

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Giovedì 3 novembre| h 20 aperitivo, h 21 spettacolo

Giulio Valentini come Giulio Cesare

Prima data in assoluto del nuovo ciclo di spettacoli (quattro) su altrettanti personaggi storici e letterari che il bravissimo Giulio Valentini ha preparato e presenterà da Luna'sTorta (e nelle migliori librerie dell'Impero Romano d'Occidente, of course). Prima tappa: Giulio Cesare. Perché? Ve lo facciamo spiegare da lui!

Io mi chiamo Giulio e sono romano e avendo, come tutti i romani, la tendenza ad allargarmi un po', mi presenterò mettendomi a confronto con un mio esimio omonimo: Giulio Cesare.
Mi chiamo Giulio, come Giulio Cesare.
E sono nato il 13 luglio, come Giulio Cesare.
Sono romano e sono nato con parto cesareo, come Giulio Cesare.
Ho pochi capelli e dico che ho pochi capelli e non che sono pelato perché sono un po’ EGOCENTRICO, come Giulio Cesare.
Ho gli occhi celesti, come Giulio Cesare. Infatti sembra che il nome Cesare derivi dal latino "oculis caesiis"… Lo sapevate?
E non solo ho gli occhi celesti ma ho lo sguardo mutevole, capace di trasmettere con la stessa facilità empatia e gelo, come Giulio Cesare.
[...]
Anche io ho avuto la mia COSSUZIA, come Giulio Cesare.
Che ho ripudiato per avere la mia CORNELIA, come Giulio Cesare.
Anche io ho avuto la mia POPPEA, come Giulio Cesare. Solo che in realtà quella di Cesare si chiamava POMPEA, ma ogni donna nell’intimità ha le sue preferenze…
Anche io ho avuto la mia CLEOPATRA, come Giulio Cesare.
E anche io ho fatto diverse spedizioni conquistatrici, in Germania, Gallia, Britannia, Dacia come Giulio Cesare.
Anche io a 33 anni in Spagna ho pianto. Solo che Giulio Cesare ha pianto davanti alla statua di Alessandro Magno, io davanti alle tette statuarie di Marlene Buchet. Una galla, una francese! Si dice no? Non c’è cosa più divina che trombarsi una Galla-ina? No? No forse non era così…
Solo un aspetto mi differenzia da Giulio Cesare: Cicerone sosteneva che Cesare fosse il “marito di tutte le mogli e la moglie di tutti i mariti…”
Io di solito cerco di stare lontano dalle mogli e soprattutto in ogni caso mi tengo molto, molto, molto lontano dai mariti.
Per il resto ve l’assicuro, siamo uguali.

Ospite musicale: Edoardo Striani, handpan

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo.
Potete dirci quanti siete cliccando QUI.

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Venerdì 4 novembre | h 20 aperitivo, h 21 spettacolo

Jake Mattews: Madness Poems

Siamo felici di ospitare per la prima volta tra i nostri tavoli Jake Matthews per un reading di poesie d’amore e non d’amore ma soprattutto d’amore.
I suoi versi fanno il giro del web, testi dalla forte valenza narrativa. Lo leggiamo su Crossing Poetry. Un poeta in carne ed ossa e poesie.

Uno show che promette di trattare l’amore come un materiale altamente radioattivo.
Un reading che viaggia attraverso il nostro Sistema Solare.
Sistema Solare non significa che siamo soli, ma che tutti possiamo avere un sole dentro.

Venite numerosi, i poeti non vivono di sole parole, hanno bisogno di sguardi, sorrisi ed applausi.

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo.
Potete dirci quanti siete cliccando QUI.

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Sabato 5 novembre | h 18,30 presentazione

Osvaldo Guerrieri presenta Schiava di Picasso

[cliccando sul titolo del libro potrete trovarlo in vendita in e-book tramite il nostro portalone internet!]

Un gelido gennaio del 1936 a Parigi. Seduta a un tavolino del «Deux Magots», una donna si toglie i guanti, estrae dalla borsetta un coltello e comincia a pugnalare in gran velocità gli spazi tra le dita della mano aperta a ventaglio. A volte sbaglia il colpo e sanguina. Seduti lì accanto, Pablo Picasso e il poeta Paul Éluard osservano il gioco. Il pittore si alza, si avvicina alla donna e le chiede in dono i guanti: vuole collocarli nella vetrinetta dove conserva i ricordi più preziosi. La donna glieli concede levando su di lui due occhi dal colore indefinibile. Non si tratta di una donna qualunque. È la fotografa surrealista Dora Maar.
Scocca da questo incontro uno degli amori più tormentati del Novecento. Quando conosce Picasso, Dora è reduce da un legame devastante con Georges Bataille. Al fianco dello scrittore ha oltrepassato la linea che divide l’erotismo dalla crudeltà. Ma anche con Picasso l’amore è violento. Picasso ama Dora, ma ama soprattutto se stesso. La divide con altre donne, per esempio con Marie-Thérèse, che gli ha dato una figlia quando lui è ancora sposato con Olga; la costringe a fare da spettatrice ai propri tradimenti; la umilia obbligandola ad abbandonare la fotografia.
Fra i surrealisti Dora è considerata la rivale di Man Ray, ma per Picasso esiste un solo genio: lui. Sono anni in cui infuria la tempesta. La Spagna è dilaniata dalla guerra civile, l’Europa sta per subire l’assalto di Hitler e Picasso diventa la coscienza critica di quel tempo feroce. Dipinge Guernica e Dora lo fotografa mentre crea il capolavoro. E quando Parigi è occupata dai nazisti, Dora divide con Picasso la fame, il freddo e la paura dell’arresto.
Schiava di Picasso è il romanzo di un amore e di un’epoca. Usa il documento per staccarsene e per narrare di un momento irripetibile della storia: della Parigi degli anni Trenta e Quaranta, in cui Paul Éluard, Jacques Prévert, Brassaï, Man Ray, Jean Cocteau furono i comprimari e i testimoni di una schiavitù amorosa che con le sue crudeltà portò alla follia Henriette Theodora Markovitch, l’artista che, portando sul viso «la grazia di una madonna che non sorride», divenne famosa col nome di Dora Maar.

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Domenica 6 novembre | dalle 12 spettacolo e brunch

Matteo Cionini: Da qui non scendo!

Uno spettacolo per grandi ma soprattutto per piccini, una magia tra i tavoli di Luna’s e le straordinarie avventure del Barone Rampante per raccontare con il sorriso e tanta poesia Italo Calvino ai bambini.

Biagio Piovasco di Rondò è alla ricerca di suo fratello Cosimo, conosciuto come il Barone Rampante perché ha deciso di vivere tutta la sua vita sugli alberi. La ricerca del fratello diventa un pretesto per raccontarne le gesta, la filosofia, l’amore per gli alberi e la natura tutta, umani compresi. Maldestramente a cavallo di un’altalena, Biagio racconta le avventure del Barone Rampante, in compagnia di strampalati personaggi / burattini. Uno spettacolo comico, interattivo, leggero che allo stesso tempo, è un invito all’amore e al rispetto per la natura e per le persone.

Uno spettacolo che vi lascerà a bocca aperta!

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per il brunch.
Potete dirci quanti siete cliccando QUI.

Tre titoli tra i più diversi anche questa settimana: una raccolta di racconti polizieschi, una storia familiare difficile e una storia tenera legata da un filo sottile, ma così incisivo. Per non farvi mancare nulla!

[Piccola novità: cliccando sul titolo dei libri potrete saperne di più e acquistarli in formato e-book tramite il nostro portalone internet. Provare per credere!]

E' arrivato l'arrotino di Anna Marchesini, Rizzoli (15 euro)

A volte sono cose semplici a legare i fili di destini altrimenti paralleli. Come il passaggio di un arrotino, che avvicina le vite di due donne, una che deve venire al mondo, una orfana e che accomuna un passato ad un presente, a un diverrà.
Un libro che esce postumo, senza finale, delicato, commovente e tenero, che muove al sorriso come alla lacrima, che tocca corde profonde per chi lo legge e si fa catturare dai versi delle poesie aggiunte a chiosa di queste belle pagine.

Strappavamo papaveri, erbe selvatiche, la terra era arida, brulla, a prenderla in mano si sgretolava subito si trasformava in polvere eppure a poco a poco questo era diventato il nostro gioco preferito, raccogliere un pugno di terra stringerla tra le mani e sentirla franare diventare polvere e poi aprire il pugno. E poi scrutavamo con occhi avidi simili a cercatori d'oro se la terra polverizzata aveva trattenuto nascosto il suo segreto: infatti a volte dalla terra spuntava una piccola conchiglia bianca con una forma allungata fragile e friabile come la terra affusolata come un piccolo corno affusolato e circondata da piccoli cerchi lisci e gobbosi. Quando la trovavamo, eravamo piene di meraviglia perché come ci aveva spiegato la mamma avevamo trovato la prova che tanti milioni di anni prima lì c'era stato il mare.

Carne mia di Roberto Alajmo, Sellerio (16 euro)

Palermo, anni '90. La vicenda si svolge in un rione popolare vicino a Borgo Vecchio. Un paese nella città, a ben vedere, con le sue credenze e abitudini, con i suoi abitanti che tutti si conoscono e coi loro riti. Con la bancarella di frutta e verdura sempre attiva di Calogero Montana, che così porta avanti una famiglia con due figli.
Accade però che papà Montana ad un certo punto non torni più a casa, e allora sarà la moglie, aiutata dai due figli Enzo (il maggiore) e Franco (il piccolo), a dover mandare avanti la baracca. Ma se Franco è un gran lavoratore e diventa il puntello di questo nuovo nucleo, Enzo è svogliato e perdigiorno e lo diventa ancor più quando si fidanza con una ragazza: insieme chiedono continuamente soldi alla madre, dimagriscono, sono inaffidabili e, ciliegina sulla torta, mettono al mondo due figli.
Chiosa inaspettata e dura nel sud della Spagna, per una narrazione precisa, tagliente, che non concede sconti ai destini dei suoi personaggi.

Sono passati dodici anni da quando i Montana si sono trasferiti in Spagna. Per tutto questo tempo Franco non ha avuto tempo né voglia di tornare in Sicilia. Certi clienti acquisiti più di recente nemmeno saprebbero delle sue origini, se non ci fosse un leggero accento straniero e quel soprannome che gli hanno appioppato, di cui farebbe volentieri a meno: Sicilia. Nemmeno Siciliano: Sicilia. Non quindi l'abitante di un'isola, ma l'isola stessa, nella sua interezza. Lui è la terra da cui proviene, e deve rassegnarsi perché i soprannomi sono come la carta moschicida: più cerchi di staccarteli di dosso, più ti restano appiccicati.

Per non parlar del morto di Rodolfo Walsh, SUR (14 euro)

Ripeschiamo dal passato per proporvi questa raccolta di racconti scritti tra gli anni '50 e '60 e pubblicati nel 1987, ma solo ora tradotti per i lettori italiani.
Con maestria e incastri da meccanismo di orologio Walsh costruisce le trame di questi 11 polizieschi con un rigore e una lucidità da giallista provetto.
L'ironia che irradia dalle righe condisce il tutto con la vena di giusta malizia che sa rendere questo libro ancor più accattivante.

Il vecchio Carmen non riceveva corrispondenza, non sapeva nemmeno leggere. A cosa potevano servirgli quei tagliacarte? Per piantarli in mezzo al grano di don Julián, mettere trenta chilometri tra sé e il campo e aspettare che il solleone estivo attraversasse la lente e incendiasse la paglia secca. Era stato proprio il turco, senza volerlo, a dargli l'idea, mostrandogli come fosse facile bruciare una cartina di sigaretta. Così don Carmen trovò il modo di incendiare un campo mentre si trovava da un'altra parte. La prima volta don Julián sospettò e la seconda ebbe la sfortuna di trovare un tagliacarte quasi fuso dal fuoco al confine tra il suo campo bruciato e il podere del vecchio.

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 LA PROSSIMA SETTIMANA...

- Giovedì 10 novembre - Poesie danzanti

- Venerdì 11 novembre - Alexandra von Bassewitz e Paola Robbe presentano “Sguardi incorciati”

- Venerdì 11 novembre - NOTe in F in concerto

- Sabato 12 novembre - Non Ci resta che reading - Il ritorno

- Domenica 13 novembre - Rossana Bossù presenta Come un albero

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Dal 20 settembre Luna's Torta torna al suo orario autunninvernale!

° Lunedì chiuso!
°Martedì e Mercoledì 9,30-20,00
°Da Giovedì a Sabato 9,30-23,30 (circa, a motivo degli eventi che si svolgeranno nelle serate)
°Domenica 9,30-20,00

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C'è gente che segnala questa newsletter agli amici, o gliela inoltra, o addirittura li iscrive (da questa pagina). È possibile che siano grandi misantropi, che vogliano perdere i loro amici a uno a uno. Noi però li ringraziamo: continuate così!

Questa newsletter è realizzata interamente con materiale riciclabile: algoritmi, idee e barbera in proporzioni variabili. Non inquina aria, mari e fiumi. Potete gettarla nel cestino senza recar danno all'ambiente. Ma soprattutto potete girarla a qualche amico o amica e invitarli a iscriversi (basta andare qui).

Però non stampatela. La scriviamo con le letterone belle grandi apposta.