Testata

Accadono cose buffe sulla Luna's, che però non mancano di portare qualche riflessione di rimpallo: siam esseri complessi e cervellotici, si sa!

Bene, non più tardi di domenica fa il suo ingresso volante dalla nostra porta aperta per il tepore cha ancora scalda il nostro settembre un piccione (lo chiameremo Gedeone, in nostalgico ricordo di quello che l'altra estate ci aveva adottato, ricordate?), che non pago fa una planata maldestra e finisce tra la macchina del caffé e il finestrone da una parte e le piante che ornano il davanzale accanto al retrobanco dall'altra.

Ecco, noi Lunatiche dobbiamo confessarlo: c'abbiamo quella cosa lì antipatica che a noi i piccioni ci fanno proprio senso. Come ad altri i ragni, come ad altri ancora i serpenti, come ancora a diversi gli insetti in genere. Insomma, siamo piccionfobiche.

Immaginate che il vostro peggiore incubo svolazzi (spaventato quanto voi) bloccato a due passi da voi nel locale che gestite. Ecco, ci è gelato il sangue nelle vene e lo stomaco era in subbuglio.
Ma comunque è stato impareggiabile vederci saltellare tra i tavoli del Luna's e molto poco elegantemente guadagnare a gran passi la via d'uscita. Non potete capire gli avventori (che si sono alzati tutti): un po' allarmati, ma piuttosto divertiti e con un ghigno sornione sotto i baffi.

Dal canto nostro noi eravamo come paralizzate, e dire che bastava pochissimo: far scorrere il finestrone da fuori e far guadagnare la libertà al povero intrappolato.

Niente, alla fine il senso pratico ha vinto, il finestrone è stato aperto e Gedeone è volato per ben più ameni lidi.
Dal canto nostro noi abbiamo dato le rassicurazioni del caso ai clienti, divertite, ma con le gambe che ancora tremarellavano.

Ecco, tutto questo però, passata la paura, ci ha fatto venire in mente che non è prerogativa solo animale cacciarsi in situazioni senza via d'uscita: noi per primi siam maestri. E vien da chiedersi come mai: gli animali lo fanno perché non sanno che si stanno infilando testa e corpo in un guaio, ma noi, da esseri pensanti, dovremmo essere un po' più lungimiranti. E invece niente: spesso e volentieri paff, ci troviamo incastrati in una situazione che proprio non è quella che desideravamo. Partendo da una conversazione noiosa, per passare ad un lavoro che non ci soddisfa, arrivando ad una relazione scomoda, via via così, a salire di grado e di senso di soffocamento. Dovremmo pensarci prima! Direbbero i più.

Però c'è un però. Ok, pensando e ripensando e ponderando e non essendo avventati e scegliendo con cura si eviterebbero certo vicende di coazione non desiderata, ma... dove andrebbe a finire tutta l'imprevedibilità e sregolatezza che ci contraddistingue come esseri umani, un po' folli, spesso illogici, meravigliosamente imperfetti?

Ecco, siamo dell'idea che in fondo trovarsi a sbatacchiare tra una macchina del caffè e un finestrone non è proprio la peggiore delle cose che possa accaderci, e poi, da esseri pensanti, siamo sicuri che vissuto quello avremo imparato per la volta successiva.

Quindi, Gedeoni nostri, godetevi la vita sdoganando la vostra irrazionalità e mollate la presa: tanto presto o tardi il finestrone si aprirà e voi sarete liberi!

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Il Mercoledì | h 10-11

Noemi Cuffia presentaTazza grande su RBL

Ebbene sì, vista la proficua collaborazione con Radio Banda Larga dell'anno trascorso, torniamo a proporvi un programma radiofonico registrato tra i tavoli lunatici. E questa volta sarà più che mai a tema perché si parlerà di un libro a settimana a colazione, da leggere e ascoltare bevendo una tazza (grande) di caffè. In diretta dalla Luna's Torta, Noemi Cuffia condurrà tutti i mercoledì un programma letterario che richiama argomenti e atmosfere del suo book-blog Tazzina-di caffè, dove racconta di romanzi ed eventi culturali. Tazza Grande è un programma di letture, storie e meditazioni a base di caffeina.


IN ONDA OGNI MERCOLEDI' DALLE 10 ALLE 11 SU RADIO BANDA LARGA
http://www.radiobandalarga.it/

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Giovedì 29 settembre | h 18 presentazione, h 20 presentazione

Fabio Ivan Pigola presenta La forma fragile del silenzio

Siamo felici di ospitare Fabio Ivan Pigola e il suo ultimo romanzo La forma fragile del silenzio, Edizioni della sera. Un romanzo che scorre come un blues e che racconta la storia di un sedicenne alle prese con la perdita dell'udito e alla ricerca della propria identità.

Imperniato attorno a un leggendario brano blues, il racconto parla con la voce di un sedicenne che scopre di avere un difetto irreversibile all’udito. Il suo è un viaggio attraverso la presa di coscienza dell’handicap, ma è anche il cammino di un teenager come tanti, alla ricerca della propria identità. Il ragazzo osserva, memorizza i suoni per riascoltarli nell’animo e attende il silenzio che verrà, e che forse sarà davvero un’occasione. 
L’affiancano gli amici dai quali trae, come dalla musica, l’energia per combattere la deriva. 
L’amicizia è il sentimento che conforta e dà voce a ogni cosa, 
mentre sul mondo cade fragile il sipario del silenzio. 

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo. Potete dirci quanti siete cliccando QUI.

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Giovedì 29 settembre | h 20 aperitivo, h 21 concerto

Marco Maino in concerto

Per il primo concerto di questo "autunno caldo" lunatico ospitiamo una new entry per il non-palco di Luna's, un cantautore che conosciamo bene e che vi consigliamo spassionatamente di venire ad ascoltare. 

Lui è il Torinese Marco Maino, e, scrive canzoni da diversi anni canzoni e musiche che spaziano tra il blues, folk, country, rock and roll, pop e funky. Non perdetevelo!

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo.
Potete dirci quanti siete cliccando QUI.

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Venerdì 30 settembre | h 20 aperitivo, h 21 presentazione-concerto

Hugo Trova racconta Gianmaria Testa

Un omaggio al cantautore recentemente scomparso Gianmaria Testa: un lungo racconto musicato sulla storia di un'amicizia e di una collaborazione artistica durate molti anni. 

Nel suo tour annuale in Italia l'uruguaiano Hugo Trova sceglie parole e canzoni per salutare chi con parole e canzoni ha creato poesia.

Lo accompagnerà in questo viaggio la moglie di Gianmaria, Paola Farinetti, che ci parlerà di Da questa parte del mare, ultimo libro pubblicato dal cantautore per Einaudi.

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo. Potete dirci quanti siete cliccando QUI.

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Sabato 1 ottobre | h 20 aperitivo, h 21 spettacolo

Giorgio Olmoti racconta I racconti della Kolyma

Persi in un buon libro
Giorgio Olmoti racconta
I RACCONTI DELLA KOLYMA
di Varlam Tichonovič Šalamov.

Riprendiamo finalmente con il ciclo di incontri dedicati ai libri “Persi in un buon libro”: un appuntamento mensile in cui Giorgio Olmoti racconta alcune delle pagine più belle della letteratura. Un vero e proprio viaggio tra le parole, per visitare epoche e luoghi vicini e lontani accompagnati da una delle voci più coinvolgenti della scena torinese.

Il rpimo appuntamento di questo nuovo corso è dedicato ai Racconti della Kolyma di Šalamov, pagine brevi e incisive in cui si snoda la vita quotidiana dei lager della Kolyma, desolata regione dei ghiacci all'estremo limite orientale della Siberia. Un paradigma della condizione umana, riscattata soltanto da una commossa ironia o dalla pietà.

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo.
Potete dirci quanti siete cliccando QUI.

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Domenica 2 ottobre | h 17 presentazione

Favolesvelte alla chitarra

FAVOLESVELTE ALLA CHITARRA
con Valeria Bianchi Mian e Federico Sirianni

Un pomeriggio di filastrocche, canzoni in rima, giochi per bambini e adulti per presentare il libro di Valeria Bianchi Mian, Favolesvelte (Golem Edizioni).

Giocando con la forma e con la disposizione delle rime, le Favolesvelte raccontano il mondo, la vita quotidiana e la natura, i luoghi onirici, i moti dell'animo, il desiderio, la saggezza degli alchimisti. Le storie del libro parlano allo spirito creativo, al bambino che abita nel profondo di ogni adulto, ai genitori e agli insegnanti perché possano scegliere tra le pagine le narrazioni adatte ai più piccoli e ai più grandi. Il presente volume, organizzato in quattro grandi aree tematiche (amore, mondi fantastici e poesia, storie di mostri e vampiri, indagini poliziesche in versi), raccoglie molte, in versione rinnovata e rivista, delle trecentosessantacinque Favolesvelte inventate e illustrate dall'autrice sull'omonimo blog che, nel 2014, è stato aggiornato giorno dopo giorno, rimanendo attivo sul web per un anno intero. Prefazione di Federico Sirianni.

Maggiori info cliccando QUI.

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Questa settimana spaziamo con le nazionalità degli autori che vi proponiamo, portandovi per mano in storie non semplici, percorsi di crescita, vicende famigliari o di migranti. Per ampliare le prospettive di lettura!

Grande come l'universo di Jòn Kalman Stefansson, Iperborea (19 euro)

Cento anni di storia di una famiglia e di un paese. Questo ci troviamo davanti con Grande come l'universo, che è la seconda parte del primo I pesci non hanno gambe.
La famiglia è quella di Ari, che dopo aver lasciato moglie e scrittura, torna nel suo paese d'origine, l'Islanda, per accudire il padre, malato e prossimo alla fine. Ma l'incomunicabilità fra i due spinge Ari a cercare oltre, nel passato, nelle pieghe nascoste del tempo trascorso, attraverso l'indipendenza e lo spirito ribelle delle donne di famiglia (la nonna Margrét, le zie Veiga e Lilla) una risposta, una conferma alla sua identità di uomo, di figlio, nipote.
Il contrappunto di musica e letteratura, che colorano le pagine di suoni, immagini, parole, impreziosiscono la vicenda.

Non ne avevano nemmeno parlato, padre e figlio, ma presumibilmente, a rifletterci bene, i due non avevano mai parlato d'altro che di pesce, del mare, dei monti, delle mosche sul davanzale della finestra e dell'importanza di sapersela cavare nella vita. Per questo Þórður, come se glielo avessero scandito in faccia, sapeva di doversi comportare bene, non poteva cedere né distrarsi, né essere da meno dei marinai fatti, se mai migliore, ed era quello che voleva, bruciava di entusiasmo. Sono in mare, a cento chilometri da casa, e Margrét sa che Oddur tiene d'occhio il figlio. Non lo incoraggia, piuttosto esige da lui. E lei non ha alcuna autorità. Troppa distanza tra la casa e il mare.

Voci del verbo andare di Jenny Erpenbeck, Sellerio (16 euro)

Un romanzo coraggioso, questo della scrittrice tedesca (di madre polacca) Erpenbeck, perché va a scavare in una piaga dolente del nostro presente: il racconto vede infatti l'attempato Richard, professore di filologia in pensione e vedovo, passare buona parte del suo tempo (ne ha molto a disposizione) parlando con una comunità di circa 400 migranti di un campo profughi di Berlino. Storie di uomini e donne, famiglie intere provenienti dal Ghana, Ciad, Nigeria, per lo più dolorose, storie di fughe da guerre, fame, lutti, coraggio. Storie di persone che hanno cercato una vita migliore sbarcando a Lampedusa e spargendosi per L'Europa alla ricerca di un lavoro, una casa, una nuova identità, una normalità difficile da riconquistare. E il racconto diventa analisi politica, quasi al limite del reportage giornalistico, una denuncia sociale che non ci fa dormire sonni tranquilli.

E in effetti gli africani sono lì, in un grande locale, già seduti ai banchi. Devono compilare un questionario, affinché l'insegnante che forma i gruppi sappia chi di loro sa già leggere e scrivere in caratteri latini. Ammettere di non saper scrivere, in questo mondo che dà per scontata la scrittura, è come esporre il proprio io più intimo, pensa Richard, quasi come spogliarsi nell'ambulatorio di un medico, e lui vorrebbe andarsene via subito, ma ecco che Tristano gli chiede se deve scrivere qualcosa a una certa riga del questionario. E Osarobo non ha la penna. E l'insegnante, una signora già un po' avanti negli anni, fa così fatica a capire l'inglese degli africani.

Works di Vitaliano Trevisan, Einaudi (22 euro)

Leggendo il romanzo sembra di catapultarsi in una di quelle canzoni celebri che parlano di denaro. E stiamo pensando ai Pink Floyd, a Money makes the world go round o, perché no, a Money Money Money. Perché qui il protagonista, in un racconto che è in buona parte autobiografico, impara presto (15 anni!) il valore dei soldi e della fatica per guadagnarli. Non a caso il romanzo si intitola Works: perché non è un solo lavoro quello in cui il Nostro s'imbatte così giovane, ma sono i molteplici altri, da cui passa d'età in età, trascorrendo epoche, stati d'animo, cambiando amori. Il lavoro come padrone della nostra esistenza: un il lavoro schiavizza, più che nobilita, perché dalle parole del Trevisan sembra esser chiaro quanto sia il lavoro stesso a regolare le dinamiche nei rapporti umani. Una visione cruda. Che probabilmente nasce da una terra che questo trasmette a chi ne è figlio.

Nessuna conoscenza di disegno tecnico, né di come si esegue un buon rilievo, pensavo, cercando comunque di restituire il meglio possibile, malgrado l'incertezza dei dati. Ma coi rilievi c'è poco da scherzare: se non sono ben fatti , c'è il rischio di ritrovarsi poi a montare mobili, cucine soprattutto (vedi nota), che avranno bisogno come minimo di essere modificati sul posto, da un personale qualificato di cui, tra l'altro, non disponevamo.

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 LA PROSSIMA SETTIMANA...

- Giovedì 6 ottobre - Giorgia Goldini in Gold Show

- Sabato 8 e Domenica 9 ottobre - Luna's Torta è anche a Portici di Carta!

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Dal 20 settembre Luna's Torta torna al suo orario autunninvernale!

° Lunedì chiuso!
°Martedì e Mercoledì 9,30-20,00
°Da Giovedì a Sabato 9,30-23,30 (circa, a motivo degli eventi che si svolgeranno nelle serate)
°Domenica 9,30-20,00

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Però non stampatela. La scriviamo con le letterone belle grandi apposta.