Testata

Questa volta riflettiamo su qualcosa che non è precisamente allegro: le lacrime. Tutto è partito da un messaggio arrivato da una persona importante, che ha dichiarato di aver pianto tutte le sue lacrime e che si sentiva stordita, spossata, ma soprattutto sorpresa dall'evento tutto sommato immotivato. Bene. Tutto ciò ha creato una cascata di pensieri. In realtà neanche poi così mesti.

A volte compilare queste righe è un atto monco di una parte importante: il contraddittorio. Perché vorremmo chiedervi, cari Lunatici, quando sia stata l'ultima volta che vi siete concessi il lusso di abbandonarvi ad un pianto a dirotto. Senza veri motivi, ma per un nugolo di motivazioni che hanno trovato la via al fuori.
Quando avete mollato gli ormeggi della parte più razionale di voi per sciogliervi in lacrime assolute, salvifiche, benefiche, riparatrici? Riflettete bene. Perché crediamo non sia cosa che lasciamo che accada così spesso.
Trincerati dietro l'immagine che di noi demandiamo al mondo ci siamo costruiti una corazza da persona che funziona, che va avanti. Nonostante tutto. Che talmente cocciutamente procede nella vita di tutti i giorni che neanche in solitudine se lo concede

Eppure... Lo avete presente quel pianto senza consolazione, quello di bimbo, quello che sembra senza fine, che si calma solo al sopraggiungere del sonno? Ecco, quel tipo di pianto lì. Senza confini, senza argini, senza una vera causa scatenante, ma pregno di tutta la tristezza di cui siamo capaci (e colmi).

Le lacrime salvano. Le lacrime aiutano ad affrontare il giorno dopo. Magari con gli occhi gonfi, ma col cuore più leggero, con l'animo purgato dall'eccesso di nero che vi si era accumulato.

Dopo il pianto le spalle si rilassano, il corpo sussulta buttando fuori ciò che dentro non doveva stare... Perché quindi questo eccesso di pudore per quanto riguarda sfogarsi piangendo? 
Perché è denuncia di fragilità? 
Siamo esseri umani, quindi fragili per statuto fondante.

Benvenuta tristezza, benvenute lacrime, benvenuta matassa che finalmente si scioglie in pianto!

Tristezza, per favore, non andare via! Resta, dacci la dimensione di quanto siamo piccoli e inermi e deboli. Solo così, a viso aperto, confrontandoci col punto più basso e più bisognoso di cure di noi, riusciamo a riaffiorare salvati, rinati, cambiando pelle e visione del mondo. Affogando delle nostre stesse gocce salate, ma solo per riemergerne in apnea al principio, ma più forti e pronti ai contraccolpi della vita poi.

Piangere è una risorsa. Forse la più grande e potente che abbiamo. Sfruttiamola!

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Giovedì 3 marzo - h 20 aperitivo, h 21 spettacolo

Poor Gateau

Dopo lo straordinario successo di Hell o’ DanteSaulo Lucci torna a grande richiesta tra i tavoli di Luna’sTorta per proseguire il viaggio all’interno della Divina Commedia.

Poor Gateau è uno spettacolo unico, lungo trentatré giovedì, in cui Saulo ripercorre, spiega e racconta in modo ironico e documentato l’intera cantica.

Hell O’ Dante, proposto da Luna’sTorta per l’intera stagione 2014-2015, ha ottenuto un seguito strepitoso. Oltre 1000 spettatori di ogni età si sono avvicendati tra i tavoli della libreria per rivivere le pagine dell’Inferno dantesco.

Vi aspettiamo numerosi anche quest’anno! 

Questa settimana Saulo spiegherà e declamerà il XXI canto: siamo ancora nella V Cornice: apparizione di Stazio. Spiegazione del terremoto e del canto. Stazio si presenta, poi rende omaggio a Virgilio.
È la mattina di martedì 12 aprile (o 29 marzo) del 1300.

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo. Potete farlo cliccando QUI.

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Venerdì 5 marzo - h 20 aperitivo, h 21 spettacolo

Serge Gainsbourg: Filtr-Azioni

Per il 25° anniversario della morte di Serge Gainsbourg (2 marzo 1991) ospitiamo Ivan Fassio e Andrea Cavallo in FILTR-AZIONI, un omaggio a un grande artista francese, scomparso poco più che sessantenne, dopo aver lasciato un segno indelebile nel panorama musicale e cinematografico (ma non solo) del Novecento.

Cantautore, musicista, autore, poeta, pittore, attore e regista, Serge Gainsbourg si affermò a livello internazionale dalla seconda metà degli anni Sessanta. Celebre e celeberrimo allo stesso tempo, Gainsbourg segnò il suo tempo non solo per la sua opera ma anche per i molti scandali di cui si rese protagonista, così come fece scandalo (e successo) la sua canzone forse più nota, Je t’aime… moi non plus, scritta per Brigitte Bardot ma interpreta in coppia con Jane Birkin e censurata in molti angoli del mondo.
Definito l’ultimo dei poètes maudits (lo stesso Mitterand ai suoi funerali lo ricordò come “il nostro Baudelaire”), Serge Gainsbourg divenne simbolo di un’esistenza dove vita e arte si confondono, amalgamandosi. Gainsbourg elevò la provocazione a cifra della sua stessa esistenza spingendosi fino alle estreme conseguenze: “Je connais mes limites. C’est pourquoi je vais au-delà“, diceva.

Ivan Fassio e Andrea Cavallo ricostruiscono la figura di un artista incredibile attraverso la sua musica e le sue parole, per regalarci il ritratto di uno degli uomini più controversi, affascinanti e incisivi del nostro tempo.

Ivan Fassio  scrittore, performer, critico d’arte, curatore, organizzatore di manifestazioni artistiche e letterarie. Giornalista per Canale Arte e curatore per l’edizione 2015 di Ars Captiva a Torino. Il suo primo libro, Fuori fuoco, è stato pubblicato per le Edizioni Smasher nel 2013. Poeta e critico per la rivista universitariaQuaderni Ibero Americani. Cura, insieme a Fabrizio Bonci e Salvatore Sblando, la rassegna multidisciplinare Oblom Poesia.

Andrea Cavallo è pianista, compositore, scrittore e fantasista in genere della musica: ama suonare pezzi propri, rielaborare pezzi altrui, ha scritto un libro di saggistica musicale ed inciso sei album. Ha riarrangiato e prodotto cantautori, realizzato colonne sonore per il cinema, suona jazz, ed ama lavorare con gli attori ed i poeti. Ma soprattutto, questa volta suona i pezzi di una delle sue più grandi ossessioni: Serge Gainsbourg.

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo. Potete farlo cliccando QUI.

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Sabato 5 marzo - h 20 aperitivo, h 21 spettacolo

Non ci resta che reading - Reloaded

Torna da Luna’s lo strepitoso duo comico tutto al femminile composto da Federica Ferrero e Laura Magni in un reading in cui tutti i brani risponderanno alla domanda: “Quante volte non trovate le parole per dirlo?
Torinese la prima – nota al grande pubblico per il personaggio della brevettatrice di “Brevetti ma intensi visto a Zelig Off e Zelig 1 – e veneta la seconda, meglio conosciuta come la sindachessa Norma Passarin di Colorado Café, Federica Ferrero e Laura Magni propongono da Luna’sTorta una carrellata dei loro personaggi migliori per continuare a raccontare a parole loro i vostri punti di vista, senza pietà.
Una serata per sorridere a denti stretti su vizi e virtù, pregi e difetti dei giorni in cui viviamo.

Laura Magni è veneta ed ha studiato dalle suore. Per questo ha iniziato a fare cabaret. Inizia nel 2001 frequentando i laboratori dello Zelig, e dal 2008 entra a far parte del cast di Colorado (Italia 1), interpretando Miranda, la fashion victim, a seguire è Ganascia, una cuoca-manga giapponese innamorata del karaoke, ma impavida si espone anche in suoi monologhi. Il suo alter ego più recente è il “sindaco Norma Passarin”, correttamente scorretta. Sul palco cerca di rispondere a un quesito: come attraversare il mondo che ti tiene gli occhi addosso e uscirne indenni… o quasi!

Federica Ferrero
: torinese, autrice e interprete di numerosi personaggi o sketch comici, portati anche in radio e televisione (Central station e Zelig off nel 2013 e Zelig 1 nel 2014). La sua vita artistica comincia nel 1993 con un corso di recitazione teatrale, ma solo nel 2004 decide di approfondire il settore comico (11 anni dopo… ci mette un po’ a prendere delle decisioni) iscrivendosi all’Accademia Nazionale del Comico di Torino. E proprio grazie all’Accademia, ai numerosi spettacoli, seminari e laboratori prestigiosi (laboratorio Zelig di Milano e Torino, Laboratori presso Cab 41 di Torino), è venuta fuori la “seria” cabarettista che è in lei. 

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo. Potete farlo cliccando QUI.

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Domenica 6 marzo - h 11,30 brunch e presentazione

Ognidiviensera per Pane, LIBRI e marmellata

Per il ciclo Pane, Libri e Marmellata domenica 6 marzo presentiamo, in occasione del consueto brunch domenicale, uno spettacolo teatrale che debutterà al Cubo Teatro (spazio gestito dall’Associazione “Il cerchio di Gesso” all’interno delle Officine Corsare a Torino) mercoledì 9 marzo. Trattasi di Ognidiviensera, storia di una moderna Penelope (Lisetta) impegnata ogni sera nella confezione del suo abito da sposa attendendo un consorte che non verrà.

Lo spettacolo si basa su un testo originale ideato da Carla Carucci e scritto in versi da Alice Umana.

Carla Carucci precipita nel mondo del teatro durante il liceo ed è subito colpo di fulmine, amore a prima recita, sincero e duraturo. Spaesata e spinta da un’inarrestabile curiosità, esplora innumerevoli generi teatrali, appassionandosi ogni volta come se fosse l’unica.
Diventa artista eclettica, divertita, comica, tragica, fisica, di parola, burattinaia, artista di strada, sarta, costumista, studia il piano, il flauto e la chitarra, ma non solo: legge poesia, ascolta musica, guarda serie tv, gioca a carte e sfoglia persino riviste.
L’ansia da prestazione prima dei provini però è tale da iniziare a disertare i casting e, sostenendo che “sente forte l’esigenza di creare”, si dedica alla scrittura di spettacoli propri, attingendo alla molteplicità di linguaggi di cui possiede le chiavi.
Il leitmotiv è la parola “ricerca”. Carla infatti cerca, nell’ordine: l’anima gemella, legandosi ad una borsetta da donna [“Ragazza seria conoscerebbe uomo solo max 70 enne”], la propria identità, credendosi Erik Satie [ “Staccato ma non troppo asciutto“], la stabilità economica, aprendo un circo nel tinello di casa [“La Singolare Guerra di Rosetta Scintillio all’Anarchia Domestica… ovvero di come una casalinga scopre di poter fare il circo!“], il senso della vita, filosofeggiando di “vita, morte e miracoli” con “burattini, marionette e altre strane figure” [Trilogia “Disumana, quando i pupazzi prendono piede”].
In questo percorso creativo, Carla, ricorre ad un immaginario surreale per farsi interprete della complessa e multiforme interiorità femminile. Adesso, attraverso la poesia di Alice Umana, cerca di sviscerare il doloroso processo di superamento di una perdita [“ognidiviensera“].
Carla ha il cervello intasato dalle idee per nuovi spettacoli quindi… stay tuned!

Alice Umana. Autrice de “La zampa dell’ombrello”, albo illustrato da Agostino Iacurci, edito da Orecchio Acerbo. Pubblicato anche in Russia, è stato finalista a Un libro per l’ambiente di Legambiente.
Insegnante di animazione teatrale in una scuola elementare, crea assieme ai bambini lo spettacolo “La manifattura di fiabe”. Con questo, vincono premi di pubblico e giuria al Franco Agostino Teatro Festival di Crema e alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino.
“Strega Testaguasta”, invece, è uno spettacolo per marotta e trovatore che coinvolge attivamente i piccoli spettatori.
Per la Compagnia delle Figlie di Buone Idee, scrive e porta in scena: “Il mistero di Fango Fungoso”, spettacolo di burattini con attore in scena e “Cecilia Squillafiabe”, spettacolo di strada sul precariato e sui call center.
Collabora con lo spettacolo “Gran Bazar” del Circo Paniko, introducendolo in rima.
Con la performance “Filastrocche Medicamentose”, se ne va volentieri a spasso per le piazze italiane, ritrovandosi poetessa, alchimista e ciarlatana.

Potete prenotare per il brunch per avere un tavolo riservato e per godere dei nostri assaggi salati e dolci. Potete farlo cliccando QUI.

Eccoci col consueto appuntamento settimanale che ci fa proporvi tre libri, per la vostra fame di buone letture!

Il giorno in cui Gabriel scoprì di chiamarsi Miguel Angel di Massimo Carlotto, edizioniCentoAutori (8 euro)

Una veste diversa da quella consueta quella che ci propone Massimo Carlotto in questo romanzo breve (o racconto lungo), perché si fa narratore per l'adolescenza, affrontando un tema quantomai difficile e spinoso: i desaparecidos.
Siamo infatti in Argentina e tocca a Gabriel, 17enne figlio di un ufficiale della marina accusato di essere torturatore e trafficante di bambini, recarsi tra le nonne di Plaza de Mayo per confutare le gravi insinuazioni riguardanti il padre.
Da qui partirà il suo percorso verso una consapevolezza nuova e dolorosa, che lo spingerà a voler sapere di più sulle sue origini e sul suo passato.

Il ragazzo tirò fuori la carta d'identità dalla tasca dei pantaloni e la mostrò alla zia. «Mi chiamo Miguel Angel Fossati.»
«Per me sarai sempre Gabriel.»
Il ragazzo scosse la testa deciso: «Gabriel era un nome falso scritto su documenti falsi.»

2084. La fine del mondo, di Boualem Sansal, Neri Pozza (17 euro)

In un futuro neanche poi così remoto, l'Abistan, vasto impero che occupa una buona fetta del mondo, è dominato dal volere di Yölah e del suo Delegato in terra Abi. La data 2084 è da tutti considerata come importante per l'impero, anche se nessuno ne ricorda le motivazioni. Una terribile e lunga Grande Guerra contro i makuf (i Rinnegati colpevoli della Grande Miscredenza) ha lasciato i segni nelle rovine che ancora s'incontrano ad ogni piè sospinto. Ma ora l'armonia regna sovrana nella Nuova Era, totalmente dominata (comprese lingua, date, calendario, memoria storica) dal volere di Yölah e quindi di Abi.
I dubbi su questo nuovo presente sono affidati ad Ati, tornato dopo anni di reclusione in un sanatorio della capitale dell'impero. Perché il suo impulso a voler oltrepassare le frontiere dell'Abistan? Perché questa curiosità verso i detestati makuf?
Una nuova orwelliana riscrittura del nostro presente, visto con l'occhio critico di chi non sa arrendersi alle ferite che attanagliano l'umanità.

La noia si faceva opprimente e non c'era nulla che alleviasse la sofferenza. Per quanto sbalorditivo, il contenuto del magazzino non poteva distrarre a lungo due animi affamati di azione e autentica verità. Durante i mesi appena trascorsi ad Ati e Koa non erano mancati avventure, momenti di disperazione né sconvolgenti interrogativi, e quel riposo forzato al chiuso e al buio li stremava più di ogni altra cosa. Incombeva la sindrome dell'eremita. Reagire sì, ma come?

Sfida all'Ok Dakar di Otello Marcacci, Neo (15 euro)

Seconda avventura per il personaggio che Otello Marcacci ci aveva proposto in Gobbi come i Pirenei (sempre Neo Edizioni): Eugenio Bollini si avvicina in questo nuovo romanzo ai 40 attorniato da una crisi economica senza precedenti e da una promessa di caduta fuori dall'ordinario della sua solita mediocrità. Ormai non più ciclista, in pieno stallo coniugale ed esistenziale, Eugenio non vuole però perdere le cose che per lui contano: i legami con la sua famiglia e con i suoi figli, in primo luogo.
Per questa somma di motivi inforca la bicicletta nuovamente per una sfida ciclistica rocambolesca e senza precedenti. Riuscirà questo beffardo picaro a risorgere dalle sue stesse ceneri?

Rividi le facce di tutti i miei amici di un tempo, ormai sparsi per il mondo. Ero certo che anche loro avessero imparato ad abbassare la testa, proprio come me, ma che ognuno continuava ad urlare dentro di sé. Ero sicuro che anche loro ogni tanto si ritrovavano a pensare che forse, in fondo, non eravamo così male, e che per quanti calci in culo continuavamo a prendere, tutte le mattine uscivamo di casa sperando che, dietro l'angolo, improvvisamente, ci saremmo potuti incontrare, come d'incanto, con il pallone in una busta di plastica e la tuta bucata.
E io, quella sera, avrei dato qualsiasi cosa per un'altra partita con loro in strada [...]

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LA PROSSIMA SETTIMANA...

- Giovedì 10 marzo - Poor Gateau

- Venerdì 11 marzo - Gianmaria Simon in concerto

- Sabato 12 marzo - Lorenzo Bartolini in Anche se

- Domenica 13 marzo - Pane, LIBRI e marmellata con Desy Icardi

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