Testata

Accade così, invero un po' inaspettatamente, eppure accade. E quando succede è bello scoprire e scoprirsi in compagnia.

Lo sappiamo tutti. Siamo soggetti a intemperie, a disastri, ad agenti atmosferici e a catastrofi personali ed universali più o meno grandi. Non è novità. E tutti tentiamo a nostro modo di venirne fuori. Magari un po' acciaccati e malconci, ma tutto sommato vivi. E in fondo in fondo contenti di esserlo.

A convivio con due amiche (ma potevano essere due amici, ma poteva essere la situazione in cui chiunque di noi si trova rilassato a parlare e a confrontarsi liberamente) si viene a parlare della vita, delle vite che ognuna porta avanti. Belle complesse tutte. Senza esclusione di colpi. Ognuna col suo fardello. Ognuna con le sue consapevolezze e le cose ancora da tirare fuori dal cilindro.

Bene. Parla che ti parla, pur con opinioni e vissuti diversissimi, anche in questo caso salta fuori. Cos'è? Il filo rosso.
Quel legame sottile, impercettibile, impalpabile, quasi inconsistente, che però dà un senso diverso alle parole, ai gesti, all'alzarsi alla mattina, alla vita stessa.

Viviamo. Ci arrabattiamo. Soffriamo e gioiamo. Abbiamo paradigmi i più disparati. Eppure godiamo nel passare una serata insieme attorno a un tavolo. Eppure le nostre chiacchiere scorrono a fiume, a dispetto dell'orologio tiranno.
E pur con trascorsi diversi ci scopriamo a muovere i passi su una strada pressoché identica, allineate in un percorso che sembra, a tutta prima, il più dissimile. Arrivate alle stesse conclusioni, nonostante i voli di pensiero in direzioni opposte di ciascuna.

Non siamo soli. La forza dell'umanità è l'umanità stessa. L'esserci l'uno per l'altro, con ritmi e tempi diversi, ma esserci, confrontarsi, parlare, dare valore aggiunto gli uni alle esistenze degli altri.
A fronte di questo, denudandosi di sovrastrutture troppo rigide, non c'è lingua troppo diversa che non ci faccia intendere reciprocamente, non ci sono sentimenti così forti da non trovare un terreno comune perché abbiano modo di soddisfare il loro corso.

La vera forza la abbiamo nelle mani, nella testa, nel cuore, in ogni fibra del corpo. Bello ricordarsene così, con ancora le chiacchiere tra amiche che aleggiano, come farfalle che danzano intorno e colorano l'atmosfera!

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INFORMIAMO I LUNA'STORTAFFEZIONATI CHE MARTEDÌ 2 FEBBRAIO CHIUDEREMO PER INVENTARIO.
NIENTE PAURA PER CHI VORRÀ PARTECIPARE AL CORSO DI CALLIGRAFIA: APRIREMO IN FORMA PRIVATA PER CHI SI È ISCRITTO!

 

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A partire da martedì 2 febbraio | h 19 - 21

thINK - Inchiostro per pensare

corso di calligrafia ottocentesca

Pennino, inchiostro, carta: questi sono i semplici ingredienti della calligrafia, un’arte antica e moderna allo stesso tempo, un’arte in cui la mano traccia gesti pazienti sul foglio e dà forma a lettere piene di movimento e armonia.

Questo corso propone un’introduzione allaCopperplate (corsiva inglese), lo stile di scrittura più elegante e più utilizzato per tutto l’Ottocento, esplorandone le forme tradizionali e gli utilizzi creativi contemporanei.

Programma del corso

lezione n. 1 – introduzione alla calligrafia; un po’ di storia, utilizzo degli strumenti di base e presentazione delle tecniche calligrafiche; introduzione alla scrittura Copperplate, esercizi sulle lettere minuscole (parte I)
lezione n. 2 – esercizi sulle lettere minuscole (parte II)
lezione n. 3 – esercizi sulle lettere maiuscole (parte I)
lezione n. 4 – esercizi sulle lettere maiuscole (parte II)
lezione n. 5 – varianti informali della Copperplate moderna
lezione n. 6 – composizione di un testo calligrafico completo

Il materiale necessario verrà fornito dall’insegnante.

6 lezioni da due ora ciascuna, il martedì dalle 19 alle 21
Costo del corso: 100 euro

Terrà le lezioni Nicola Pannofino. Ricercatore all’università e appassionato dei mondi di carta nel resto del tempo, pratica da anni calligrafia, origami e papercutting.

Per informazioni e iscrizioni telefonare allo 0116690577

Giovedì 28 gennaio | h 20 aperitivo, h 21 spettacolo

Poor Gateau

Dopo lo straordinario successo di Hell o’ DanteSaulo Lucci torna a grande richiesta tra i tavoli di Luna’sTorta per proseguire il viaggio all’interno della Divina Commedia.

Poor Gateau è uno spettacolo unico, lungo trentatré giovedì, in cui Saulo ripercorre, spiega e racconta in modo ironico e documentato l’intera cantica.

Hell O’ Dante, proposto da Luna’sTorta per l’intera stagione 2014-2015, ha ottenuto un seguito strepitoso. Oltre 1000 spettatori di ogni età si sono avvicendati tra i tavoli della libreria per rivivere le pagine dell’Inferno dantesco.

Vi aspettiamo numerosi anche quest’anno! 

Questa settimana: Canto XVI: Dante si trova nella terza cornice, dove espiano le anime degliiracondi. Qui incontra Marco Lombardo, con cui parla di libero arbitrio, potere temporale e potere spirituale.

La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo. Potete farlo cliccando QUI.

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Venerdì 29 gennaio | h 18,30 presentazione, h 20 aperitivo

Claudio Morandini presenta Neve, cane, piede

Siamo felici di ospitare, venerdì 29 gennaio,Claudio Morandini che presenterà tra i tavoli di Luna’s il suo ultimo romanzo, Neve, Cane, Piede, pubblicato da Exòrma Edizioni, in un incontro condotto da Francesco Ruggiero eElisa Baglioni (Sparajurij, redazione “Atti Impuri”)

Il romanzo è ambientato in un vallone isolato delle Alpi. Vi si aggira un vecchio scontroso e smemorato, Adelmo Farandola, che la solitudine ha reso allucinato: accanto a lui, un cane petulante che gli fa da spalla comica.

Nell’ambiente immenso, ostile e terribile della montagna, il racconto dell’isolamento dell’uomo, del ripetersi dei suoi gesti e dell’ostinazione dei suoi pensieri è reso dalla descrizione minuziosamente realistica che a volte si carica anche di toni grotteschi e caricaturali, soprattutto nei dialoghi tra uomo e animali, questi ultimi dotati di loquacità assai sviluppata.

La vita di Adelmo scorrerebbe scandita dai cambiamenti stagionali, tra estati passate a isolarsi nel bivacco sperduto e inverni di buio e deliri nella baita ricoperta da metri di neve, se un giorno di primavera, nel corso del disgelo, Adelmo non vedesse spuntare un piede umano dal fronte di una delle tante valanghe che si abbattono sulla vallata…

Claudio Morandini (Aosta, 1960). Ha pubblicato diversi romanzi, tra cui Le larve(2008), Rapsodia su un solo tema (2010), A gran giornate (2012). Suoi racconti sono apparsi in antologie e riviste. Collabora con il blog “Letteratitudine” e con le riviste letterarie “Fuori Asse”, “Diacritica” e “Zibaldoni e altre meraviglie”.

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo. Potete farlo cliccando QUI.

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Venerdì 29 gennaio | h 20 aperitivo, h 21 concerto

Tiberio Ferracane in Quanto mi dai per Endrigo?

Per le sue serate musicali, Luna’sTorta ospitavenerdì 29 gennaio il cantautore e attoreTiberio Ferracane in uno spettacolo dal sapore del teatro-canzone gaberiano che ripercorre la storia della nascita della canzone d’autore italianaQuanto mi dai per Endrigo?

Lo spettacolo è ispirato all‘omonimo libro di Mario Minasi, pubblicato da Coniglio Editore, in cui l’autore rievoca la sua storia professionale di primo “manager-coach” nostrano. L’opera è infatti una lunga intervista in cui Minasi racconta la nascita di un movimento unico e irripetibile, quello della canzone d’autore italiana.

Quanto mi dai per Endrigo? è di certo una delle frasi che Minasi deve aver pronunciato più spesso nella sua trentennale carriera di manager musicale: Classe 1923, tenne a battesimo artistico quasi tutti i grandi di quel felice periodo: da Gaber a Jannacci, da Luigi Tenco a Riccardo del Turco, e poi Iva Zanicchi, Umberto Bindi, e, appunto, Sergio Endrigo. Il manager seguiva sin nei minimi dettagli la carriera dei suoi protetti ma se gli si domanda, come ha fattoTiberio Ferracane, che cosa di quel grande movimento artistico avesse compreso, la risposta è spiazzante: niente. Un uomo di prassi, dunque, concreto al punto di precisare, nel suo curriculum vitae, di essere incensurato.

Ferracane ripercorre la carriera di Minasi per costruire uno spettacolo unico nel suo generedipingendo, a colpi di note e recitativi, il ritratto di un’Italia in pieno fermento artistico.

Tiberio Ferracane è cantautore, autore, interprete e attore. Ha all’attivo due uscite discografiche, spettacoli di teatro canzone ed è vincitore di vari premi di risonanza nazionale. E’ autore ed interprete del fortunato spettacolo Mr Volare, ovvero vent’anni di vita italiana attraverso le canzone di Domenico Modugno che ha attraversato tutta l’Italia e Marisa tra le nuvole (Storia d’amore e trasformismo) solo per citarne alcuni.

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo. Potete farlo cliccando QUI.

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Sabato 30 gennaio | h 20 aperitivo, h 21 spettacolo

Giorgio Olmoti racconta Il tamburo di latta

E come potevamo evitare di tenere Giorgio Olmoti sopra il comodino? Inauguriamo un nuovo ciclo di incontri dedicati ai libri, Persi in un buon libro, un appuntamento mensile, ogni ultimo sabato del mese, in cui Giorgio Olmoti racconta alcune delle pagine più belle della letteratura: un vero e proprioviaggio tra le parole, per visitare  epoche e luoghi vicini e lontani accompagnati da una delle voci più coinvolgenti della scena torinese.

Il primo appuntamento è dedicato a Il tamburo di latta di Gunter GrassOpera d’esordio del Premio Nobel, il romanzo racconta la vita di Oskar che, dal manicomio in cui è rinchiuso, rievoca la propria storia, indissolubilmente intrecciata alla Storia della Germania della prima metà del Novecento. Scritto nel 1959, Il tamburo di latta è una potente metafora, una farsa a tratti mordente e cattiva, uno specchio senza pietà che Grass  mise davanti al pubblico tedesco nel secondo dopoguerra.

Storico,  raccontastorie e accanito lettoreGiorgio Olmoti si occupa da sempre di Storia e memoria. Ma Olmoti è soprattutto un “esploratore”, ed è appunto alla scoperta di luoghi conosciuti e meno conosciuti di romanzi e racconti che Giorgio vi accompagnerà: non mancate!

Giorgio Olmoti. Nato nel 1965, si laurea in lettere a Udine; dal 1992 lavora su storia e memoria con l’ausilio di fonti non convenzionali. Nel 1998 pubblica con Editori RiunitiIl Boom, che racconta gli anni del miracolo economico. Dal 2000 lavora presso un’importante casa editrice italiana. Nel 2002 pubblica Torino da bere per Stampa alternativa. Nel 2003 pubblica con Paravia Lavoro: uomini, macchine e tecnologie. Le fonti e la memoria sono l’oggetto della sua riflessione. Nel 2004 con BMG Ricordi pubblica Fabrizio De Andrè. Una musica per i dannati nella collana Le voci del tempo. Attraverso dodici canzoni ripercorre la storia dell’Italia repubblicana. Nel 2006 con Einaudi pubblica Il mestiere della fotografia sul linguaggio del fotogiornalismo. Nel 2008 pubblica un saggio su cinema e storia per La storia al presente, nel 2009 per Editrice Zona pubblica CantaStoria, itinerario tra arte cronaca e costume che ripercorre cinquant’anni della storia italiana a partire dalle fonti musicali. Collabora, a partire dal mensile Frigidaire e fino a L’isola che non c’era, con diversi periodici, scrivendo di arte, fotografia e musica. Tiene da anni seminari presso le facoltà di Scienze della formazione e il DAMS di Torino sul rapporto tra i media e la storia. Vanta numerose collaborazioni con prestigiosi festival italiani.

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!

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Domenica 31 gennaio | h 11,30 brunch e presentazione

Liuba Cardaci presenta Divergentemente

Per il ciclo “Pane, LIBRI e Marmellata” ospitiamo Liuba Cardaci che parlerà diDivergentemente, pubblicato in ebook perMatislko Edizioni, un’antologia di favole per bambini realizzata in collaborazione con ilFestival Internazionale della Poesia di Genova.

Il progetto Divergentemente nasce da un’idea di Liuba Cardaci che ha chiesto ad alcuni scrittori contemporanei di scrivere una fiaba da “regalare” ai più piccini. Dal materiale ricevuto sono stati selezionati ventuno racconti che vanno a comporre la raccolta, scaricabile gratuitamente sul sito di Matisklo Edizioni.

Scrive Liuba Cardaci a proposito del progetto: «L’anima dell’artista si declina quotidianamente in innumerevoli, fluide, originali soluzioni di pensiero che, in continuo divenire, trovano parte del loro compimento nell’opera d’arte generando altri pensieri. Il processo creativo delle menti è linfa che rinvigorisce e alimenta il benessere sociale a patto che sia condiviso e tramandato.
Il progetto Divergentemente si propone lo scopo di sensibilizzare, coinvolgere e avvicinare gli artisti ai bambini per fornire loro spunti d’interpretazione da rielaborare a seconda dall’esperienza e dal vissuto del singolo individuo. Ora la sfida passa a voi, leggete ai vostri bambini,criticate, commentate, giocate con le parole, illustrate,drammatizzate, cercate significati e significanti,interpretate i simboli,viaggiate con e tra le parole.»

Divergentemente a cura di Liuba Cardaci (Matisklo Edizioni, 2015)
Una raccolta di 21 fiabe inedite per bambini. Contiene racconti di Claudio Pozzani, Alberto Calandriello, Jaime Andrés De Castro, Sabina Bruzzone, Barbara Garassino, Luigi Siccardi, Sara Albarello, Annamaria Altomare, Gisella Germano, Miriam Coccari, Stefania Fiore, Silvia Rosa, Simona Rossi, Lorenzo Carbone, Giovanna Olivari, Roberto Marzano, Laura Maccagno, Andrea Borrelli, Antonella Vannucchi, Fabrizio Casapietra, Vera Bonaccini.

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per il brunch. Potete farlo cliccando QUI.

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Domenica 31 gennaio | h 20 proiezione e incontro

Gleno - Dove finisce la valle di Francesco Di Martino

Eccezionalmente di domenica, ospitiamo la proiezione del film Gleno – Dove finisce la valle di Francesco Di Martino. Il documentario – vincitore del premio del pubblico all’Orobie film festival, Festival Internazionale del documentario di montagna di Bergamo e selezionato nella sezione Scenari all’Ischia Film Festival 2015– racconta dopo oltre 90 anni il disastro della diga del Gleno e la vita delle persone che oggi abitano quei luoghi.

Il 22 ottobre 1923, a causa di forti piogge, il bacino della diga del Gleno si riempì per la prima volta. Tra ottobre e novembre si verificarono numerose perdite d’acqua e infine il 1º dicembre del 1923 alle ore 7:15 la diga crollò. Sei milioni di metri cubi d’acqua, fango e detriti precipitarono dal bacino artificiale a circa 1.500 metri di quota.

Quarantacinque minuti dopo il crollo della diga la massa d’acqua raggiunse il lago d’Iseospazzando borghi e centri abitati. I morti furono ufficialmente 356, ma i numeri sono ancora oggi incerti.

Il documentario è girato nella Val di Scalve, la stessa dove l’acqua del Povo provocò il disastro della diga del Gleno: sono passati ormai novant’anni e la vita continua a scorrere. Il film prende spunto dal solco lasciato da quel vortice di fango per raccontare la vita delle persone che oggi abitano questi luoghi, che hanno un rapporto stretto con la natura che li circonda. Uomini che eleggono la montagna a propria bussola in una continua scoperta di sé, che rinnovano ogni giorno lo stupore per i suoi mutamenti repentini e a volte paurosi. Giovani che scelgono di scalare vette irraggiungibili ai più, forti delle proprie mani e della propria testa. C’è anche chi arriva da lontano alla ricerca di un lavoro e di un paesaggio diversi e chi non riesce a dimenticare quel primo dicembre 1923 e fa del suo ricordo preziosa testimonianza per le nuove generazioni.

Gleno – Dove finisce la valle
di Francesco Di Martino (Italia 2015, 56′)
Siamo nella Val di Scalve, la stessa valle dove l’acqua del Povo, il primo dicembre del 1923, provocò il disastro della diga del Gleno: sono passati ormai novant’anni e la vita continua a scorrere. Il film documentario prende spunto dal solco lasciato da quel vortice di fango per raccontare la vita delle persone che oggi abitano questi luoghi, che hanno un rapporto stretto con la natura che li circonda.

Francesco Di Martino nasce a Noto (SR) nel 1982. Nel 2007 e ideatore e autore del progetto collettivo Impressioni Siciliane (scomposte), una mostra di fotografie, video-installazioni e poesie sulla Sicilia sudorientale. Nel 2008 gira il film documentario U Stisso Sangu – storie più a sud di Tunisi. Nel 2010 realizza il libro fotografico Sulle Tracce di Felice Pignataro, un tributo fotografico al muralista e fondatore del GRIDAS di Scampia. Dopo un anno pubblica per Marotta&Cafiero editori I volti del primo Marzoinsieme a Rosario Cauchi, Massimiliano Perna, Giorgio Ruta e Giuseppe Portuesi,  la ). Sempre nel 2011 fonda il collettivo Frameoff con cui sviluppa numerosi progetti.

Per questa serata non verrà servito l’aperitivo a buffet. Se volete mangiare potete comunque saziarvi con le nostre torte salate o dolci (per i più golosi).

I consigli di lettura di questa settimana hanno come protagonisti un giovane autore siciliano, una pubblicazione che Iperborea ha ripescato dal recente ma lontano 1978 e una nuova prova di un'autrice che abbiamo amato.

Charlie non fa surf di Giuseppe Catanzaro, Elliot (14,50 euro)

Leva 1988 per il siciliano Giuseppe Catanzaro, che in questo romanzo non fa che mettere nero su bianco parte della sua vita, srotolando pagina dopo pagina un romanzo di formazione, ma di quella tutta particolare e precaria che solo i giovani di questa generazione possono sapere, perché scotta sulla pelle.
Iniziando da un punto di partenza privilegiato (una laurea in giurisprudenza) non tutto filerà liscio alla rose e fiori per il protagonista Giulio Cernini, che dovrà anzi imparare a sgomitare e a farsi largo in un un mondo tutt'altro che accogliente: lo studio dell'Avvocato P., in cui fa praticantato. La Roma che fa da sfondo, con le sue serate brave, i suoi amorazzi, i suoi concerti indie rock e le feste hipster completano il quadro, colorandolo d'ironia e disincanto.
Diremmo buona partenza, per una prima prova!

Frizza spumantina, dentro la mia bocca, la bionda media che ho acquistato al suo prezzo di mercato.
Sono a vedere il concerto dei Diaframma, immerso in una folla eterogenea che ha l'odore dei grandi mediani anni Settanta, corridori instancabili, frantumatori di gioco.
Come sempre sono perso nei vapori delle mie riflessioni semi adulte, le parole mi si infrangono sulla mente come onde di sale sugli scogli [...]

Il pazzo dello zar di Jaan Kross, Iperborea (19 euro)

Figura oltremodo scomoda, Timo von Bock, che Jaan Kross aveva delineato in queste pagine nel 1978 e che gli fruttò a sua volta un'incarcerazione. Dopo una prigionia di nove anni il nostro Timo viene confinato nei suoi possedimenti baltici. Quale la sua colpa? Essere un liberale ante litteram, scevro da condizionamenti di sorta e incapace di assoggettarsi ciecamente alla logica del potere e dell'utilitarismo che gli tien dietro. Libero pensatore con il piccolo inconveniente di essere un aristocratico e ricoprire il ruolo di colonnello dell'Impero russo, senza però rinunciare ai suoi ideali rivoluzionari, di cui non fa mistero. Per questo per tutti, data l'epoca, è più comodo tacciarlo di pazzia. Per questo lo zar in persona intrattiene con lui un acceso epistolario cercando di guarirlo dai folli vaneggiamenti.
Kross parte da un fatto di storia reale per trarne un romanzo contro l'oppressione e l'oscurantismo che gravano sul libero pensiero.
Ci parla di qualcosa che pare non essere passato di moda, non trovate?

Peeter ha accettato l'incarico di tentare d'impossessarsi degli scritti di Timo. Quando non raggiunge lo scopo, ritiene umiliante scrivere nel rapporto di non esserci riuscito con un uomo che è ritenuto debole di mente. Allora dà all'affare un tono più "nobile" e dichiara: «Ho proposto al signor Bock di mostrarmi i suoi scritti. Il signor Bock s'è rifiutato. essendo io suo cognato, non userò la forza contro di lui, ed essendo io nobile e un Mannteuffel, non ritengo nemmeno di poterlo derubare.»

Vita degli elfi di Muriel Barbery, E/O (18 euro)

Se vi ricordate L'eleganza del riccio forse quest'autrice non vi suonerà proprio sconosciuta. Ebbene, abbiamo il piacere di salutare un suo nuovo romanzo, che in realtà è il primo capitolo di due, in cui la Barbery scalza un po' quella che era stata la trama più che consueta del riccio per approdare in mondi altri, che parlano di elfi, addirittura.
Il mondo, ormai sopraffatto dalla violenza e dall'odio, vede persino le stagioni ribellarsi al conflitto generalizzato che ospita.
Unica speranza in un esercito di contadini, armati della sapiente conoscenza della natura e della terra, affiancati da Clara e Maria, semplici ragazze che solo sorrette dalla loro arte, musica e amore per la narrazione troveranno il collegamento con il mondo delle brume, quindi con l'unica possibile salvezza.

Già, la forza della terra. André, nella radura in cui si svolgeva l'altra lotta, quella che avveniva nel cuore di Maria, la sentiva con tutto il vigore che gli conferiva una vita trascorsa a tenersi dritto sulla marna dei suoi campi e con tutto il sapere delle ere contadine che gli scorreva nelle vene. Non capiva come, ma sapeva tramite quale incanto, e si preoccupava solo di quell'ancoraggio che trovava i suoi nodi e le sue linee sulla carta tellurica del paese basso conferendo a coloro a cui era collegato dall'amore nuove riserve di una determinazione nata dalle radici nude della terra.

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LA PROSSIMA SETTIMANA...

- Martedì 2 febbraio - Luna's Torta chiude per inventario

- Giovedì 4 febbraio - Poor Gateau

- Venerdì 5 febbraio - Francesco Giorda Live Show

- Sabato 6 febbraio - Claudio Morici in L'ultima volta che mi sono suicidato

- Domenica 7 febbraio - Massimo Pica presenta Il Morandazzo

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C'è gente che segnala questa newsletter agli amici, o gliela inoltra, o addirittura li iscrive (da questa pagina). È possibile che siano grandi misantropi, che vogliano perdere i loro amici a uno a uno. Noi però li ringraziamo: continuate così!

Questa newsletter è realizzata interamente con materiale riciclabile: algoritmi, idee e barbera in proporzioni variabili. Non inquina aria, mari e fiumi. Potete gettarla nel cestino senza recar danno all'ambiente. Ma soprattutto potete girarla a qualche amico o amica e invitarli a iscriversi (basta andare qui).

Però non stampatela. La scriviamo con le letterone belle grandi apposta.