Testata

Il pretesto per questa piccola introduzione è davvero faceto. Ed è capitato come tante cose, così, senza un vero perché, inatteso, e ci ha creato il solito corollario di pensieri.

Arrivando trafelati a casa di amici per una cena, scesi dalla fida bicicletta, nonostante il freddo siamo accaldati.
Suoniamo il citofono, saliamo le scale, veniamo accolti dalla porta che si apre, da sorrisi, da abbracci e baci che ci sommergono piacevolmente.

Finalmente ci liberiamo della giacca a vento in cui eravamo prudentemente tappati (il freddo, in bici, raddoppia!) e ci accomodiamo sulla sedia che ci è stata assegnata attorno al tavolo imbandito.

Cominciano le chiacchiere e le libagioni e... improvvisamente, veniamo colti da una sensazione spiacevole, un disagio, ahinoi! proveniente dall'ascella sinistra.

Una strana umidità alberga nell'incavo suddetto e impregna la nostra dolcevita di cotone. Oddìo. Che imbarazzo! D'accordo, avremo sudato un po' pedalando, ma... Tanto da inzuppare così anche il sottogiacca? E poi perché solo il lato sinistro? Di nuovo, si sa che il nostro corpo è asimmetrico, ma almeno l'ascella destra dovrebbe essere un po' bagnaticcia, e invece praticamente nulla. Niente odori sospetti, in più.

Visto il nostro momento di smarrimento la piccola stramberia diventa argomento di conversazione dell'allegro simposio (abbiamo la confidenza per affrontare anche questi discorsi tabù) e tutti a ridere e a fare le ipotesi più strampalate.

Finalmente il nodo si scioglie, l'arcano si svela e ci rilassiamo di nuovo, ridendo con tutti gli astanti: il dolcevita era bagnato solo sotto il cavo ascellare sinistro perché in realtà a bagnarsi era stato il maglione di lana che portavamo sopra, a causa di un lavaggio piatti un po' affrettato e maldestro.

Anche in questo piccolo buffo frangente abbiamo potuto notare come dare un perché agli accadimenti, arrivare al nocciolo della questione, capire la motivazione degli eventi, sia bello, chiarificante, tolga un pungolo che altrimenti tormenta come un sassolino nella scarpa.

Sapere, capire illuminano il mondo, e danno gli strumenti per guardarlo con la giusta consapevolezza e ironia!

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Da mercoledì 20 gennaio | h 18,30 - 20,30

Riannodare i fili - Corso di uncinetto

Un corso base di uncinetto, rivolto anche a chi non ha mai preso in mano lo strumento. Gli incontri vogliono essere l’occasione per sviluppare la propria creatività e far riposare la menteriannodando i fili con il passato e la tradizione femminile. Un ottimo modo per trascorrere l’inverno, sferruzzando nella calda atmosfera di Luna’s, tra una torta e una tisana, circondati dai libri.

OBIETTIVI DEL CORSO

– Imparare il corretto utilizzo degli strumenti da lavoro, (uncinetto e filati)
– Imparare le maglie di base
– Imparare ad assemblare
– imparare a leggere gli schemi e utilizzarli agevolmente
– Il corso è finalizzato alla creazione di un oggetto a scelta tra quelli proposti durante gli incontri

10 incontri di due ore ciascuno il mercoledì dalle 18.30 alle 20.30, a partire dal 23 gennaio
Docente: Valentina Guerrieri
Costo del corso: 150 euro a partecipante. Verranno forniti i materiali di partenza.

Info e prenotazioni: 0116690577.

Mercoledì 13 gennaio | h 20

Saggio Finale del Corso di Scrittura Creativa A qualcuno piace corto

Mercoledì sera, dalle 20, gli allievi che hanno partecipato al corso di scrittura creativa A qualcuno piace corto, tenuto da Danilo Zagaria, daranno un saggio di quanto imparato durante le 10 lezioni. Una bella occasione di incontro e confronto e una vetrina per far vedere ad amici, parenti e curiosi a quali buoni risultati può portare un corso in grado di dare gli strumenti e i trucchi giusti per raccontare in forma scritta.

Non sarà servito l'aperitivo a buffet, ma se qualcuno fosse affamato offriremo torte salate alla bisogna!

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Giovedì 14 gennaio | h 20 aperitivo, h 21 spettacolo

Poor Gateau

Dopo lo straordinario successo di Hell o’ DanteSaulo Lucci torna a grande richiesta tra i tavoli di Luna’sTorta per proseguire il viaggio all’interno della Divina Commedia.

Poor Gateau è uno spettacolo unico, lungo trentatré giovedì, in cui Saulo ripercorre, spiega e racconta in modo ironico e documentato l’intera cantica.

Hell O’ Dante, proposto da Luna’sTorta per l’intera stagione 2014-2015, ha ottenuto un seguito strepitoso. Oltre 1000 spettatori di ogni età si sono avvicendati tra i tavoli della libreria per rivivere le pagine dell’Inferno dantesco.

Vi aspettiamo numerosi anche quest’anno! 

Questa settimana: Canto XIV: Dante e Virgilio si trovano sulla seconda cornice, dove espiano le anime degli invidiosi.

La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo. Potete farlo cliccando QUI.

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Venerdì 15 gennaio | h 20 aperitivo, h 21 concerto

Davide Di Rosolini e Flavio Pirini in concerto

Per la prima data musicale del 2016 ospitiamo il concerto di un duo d’eccezione, composto da Davide Di Rosolini e Flavio Pirini.

Di Rosolini e Pirini ormai da anni esplorano il genere del teatro canzone, proponendo pezzi divertenti che invitano al sorriso e alla riflessione. Per una serata i due uniscono le forze per regalare al pubblico unospettacolo-concerto senza esclusione di colpi e di note.

Davide Di Rosolini. Nato a Modica nel 1982, con sei album all’attivo, Di Rosolini ha coniato quattro neologismi per raccontarsi: CantAttore, perché opera da anni nel teatro canzone ed i suoi brani sono dei veri e propri microspettacoli teatrali; FantArtista, poiché si imbatte anche nella realizzazione di strane opere e gadget per i suoi spettacoli; CreAttivo, per la sua forte e ricca attività creativa, che gli fa sfornare album, canzoni, fumetti, trailer, film, spettacoli, miracoli; CreAtino, poiché in fondo è uno di quei creativi molto cretini, che parlano d’amore con uno sguardo placido e scanzonato, senza prendersi mai sul serio. Non ricorda di aver fatto altro oltre scrivere continuamente e far continuamente concerti.

Flavio Pirini. Cantautore, attore, fumatore, predicatore, polemista. Scrive canzoni serie anche allegre e canzoni comiche anche amare. Accanto ai lavori discografici, un’intensa attività live e teatrale. Tra i più originali e apprezzati cantautori milanesi, è stato tra i protagonisti del Caravanserraglio e collabora con i gruppi Democomica e Musicomedians.

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo. Potete farlo ciccando QUI.

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Sabato 16 gennaio | h 20 aperitivo, h 21 spettacolo

Sfoghi d'artificio, di e con Luigi Socci

In collaborazione con Atti Impuri Poetry Slam, ospitiamo, in arrivo da Ancona, il poeta-performer marchigiano Luigi Socci.

Estremamente legato alla dimensione performativa della poesia, Luigi Socci si definisce versificatore part-time, performer confessional e (ri)animatore poetico. Sabato 16 gennaio Socci accompagnerà il pubblico nel suo universo poetico, un universo che assomiglia molto al nostro, perché quella di Socci è una poesia del quotidiano, che non indulge al lirismo e che, se guarda al comico, lo fa con tale distacco e misura che in controluce si intravede il tragico.

Sfoghi d’artificio è, come spiega lo stesso autore, uno spettacolino di (ri)animazione poetica e performance confessional di e con Luigi Socci (voce, materiali verbali, clava di gomma, maialini grugnini, occhialini 3D e petofono) e nessun altro.

Luigi Socci è nato ad Ancona, dove vive, nel 1966. Agente di commercio, versificatore part-time, performer confessional e (ri)animatore poetico ha scritto un centinaio di poesie circa. È direttore artistico e organizzatore, con l’associazione Nie Wiem di Ancona, del festival di poesia “La Punta della Lingua” e dell’omonima collana per l’editore Italic Pequod.  Il Rovescio del dolore (Italic Pequod, 2013), vincitore del Premio Metauro e del Premio Tirinnanzi-Città di Legnano  (entrambi nel 2014) è il suo primo libro vero e proprio.

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo. Potete farlo cliccando QUI.

In maniera davvero curiosa ci capita di recensire in questa newsletter tre libri che ci portano in altrettanti luoghi, veri e immaginati, o reali, ma reinterpretati dalla fantasia di chi ne ha scritto. 

Canto della pianura di Kent Haruf, NNE (18 euro)

Secondo capitolo di una trilogia uscita proprio a cavallo con l'arrivo del nuovo millennio, questo libro viene pubblicato da NN Edizioni in una veste davvero accattivante e con la traduzione di Fabio Cremonesi.
Ci troviamo, come per il primo libro, nuovamente a Holt, e Haruf descrive l'intreccio di vite, amori, rabbie, dissapori e passioni che muovono i suoi abitanti: Tom Guthrie, che insegna storia nel liceo e si occupa dei figli mentre la moglie vive reclusa in una stanza buia; Victoria Roubideaux, che viene cacciata da casa per essere rimasta incinta a soli 16 anni e il successivo legame che si crea tra lei e i vecchi fratelli McPheron, complice l'insegnante Maggie Jones. Dignità, rimpianti, passioni, in un'amalgama corale che fa scorrere le pagine dense e conivolgenti, ma con la giusta lentezza.

Sollevò il vecchio padre per un braccio e lo condusse nella sua stanza. L'uomo la seguì, docile. Lo aiutò a spogliarsi, gli tolse le scarpe, che posò sul pavimento accanto al letto, e lui rimase in piedi, nudo nella stanza calda, con le braccia lungo i fianchi, la pelle dei gomiti e delle ginocchia floscia, le cosce scarne come bastoni. Le vecchie natiche grigie penzolavano miseramente. Rimase in piedi come un bambino in attesa di ciò che avrebbe fatto la figlia. Lei lo aiutò a infilarsi il pigiama, gli abbottonò la casacca e lo fece sdraiare. Gli tirò su le coperte.

Deserto americano di Claire Vaye Watkins, Neri Pozza (18 euro)

La California è in questo romanzo un deserto infuocato popolato da carcasse di animali e uomini che vivono sotto un sole accecante, annientati da un caldo senza tregua.
Luz, ex modella, vive con Ray nella casa che era appartenuta ad un'attrice. É quando prendono la macchina dell'attrice per andare a Los Angeles che la storia ha una svolta. Incappati un raduno di invasati che improvvisano una danza della pioggia si imbattono in una bambina dai capelli biondi che decidono di rapire e portare con loro nel Wisconsin, oltre il deserto, verso la salvezza. Nel percorso di strade roventi incontreranno un gruppo di inquietanti hippies con alla guida Levi, enigmatico rabdomante.
Violenza, misticismo e superstizione come ultimi tizzoni ardenti di un sogno americano infranto in un romanzo (scritto da una giovanissima autrice!) che dietro la visionarietà oscura nasconde il volto di un'America contemporanea neanche troppo lontana da quella reale.

Eppure quegli uomini e quelle donne resistettero per tre settimane ai piedi della duna che aveva sotterrato la loro città. Vivevano di ciò che ricevevano dalla Croce Rossa, decisi a rimanere il più a lungo possibile accanto alle loro vite sepolte. Guardavano la balena bianca e rovente che scintillava sotto il sole e vedevano le loro case, i negozi, il campo sportivo coperti dalla sabbia. Si sarebbero conservati, come le città sommerse tanti anni prima dalle dighe, e riaffiorate grazie alla siccità, piene di limo e alghe che davano loro un aspetto alieno.

L'ultimo guardiano di Ellis Island di Gaëlle Josse

Siamo qui nella baia di New York, nel novembre del 1954. Il Centro per l'Immigrazione Ellis Island sta per essere chiuso per sempre e quello che era stato il suo guardiano per quasi cinquant'anni, John Mitchell, si trova ad attendere l'atto finale tentando di tirare le fila di una vita intera passata a veder sfilare uomini di tutte le nazionalità. Gaëlle Josse lo immagina a scrivere una sorta di diario di memorie, tra Storia e storie e tutti gli accadimenti a corollario del passaggio di così tante persone in un unico luogo.
Un omaggio ad un pezzo di storia che ci ha toccati da vicino e che richiama fin troppo gli accadimenti odierni che riguardano il movimento di migranti europei e non.

Una quantità di immagini mi raggiunge e mi invade fino alla vertigine. Forse mi separerò dal passato se riuscirò a liberarmene su questi fogli. portano l'intestazione dei servizi federali dell'immigrazione. Centro di Ellis Island. Il Direttore. Da ridere. Cerco soltanto di tenere a bada le ombre che hanno preso posto ai piedi del letto e sembrano decise a rimanerci. Nove giorni. Nove notti. Avrò il tempo di dire tutto?

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LA PROSSIMA SETTIMANA...

- Giovedì 21 gennaio - Poor Gateau

- Venerdì 22 gennaio - Gilda Policastro presenta Cella

- Venerdì 22 gennaio - A scatola chiusa - Andante cantabile con slancio

- Sabato 23 gennaio - Non si dice più monologhista di e con Massimo Pica

- Domenica 24 gennaio - Corrado Trevisan presenta In cucina... A tutta birra

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