Testata

Diteci che ricordate quel frammento del film l'Attimo Fuggente in cui Robin Williams, nei panni del professor Keating, sale sulla cattedra invitando poi a salire uno ad uno i suoi ragazzi!
Ebbene. Che succede poi? Mentre tutti si alternano a salire e scendere lui fa notare che cambiando punto di vista loro hanno acquisito un'arma in più: la possibilità di vedere il mondo da un'altra prospettiva, che rende la visuale sicuramente diversa, con tutto ciò che questo comporta, libertà di pensiero e d'opinione compresi.
Suona la campanella e ognuno va per i fatti suoi. Keating stesso, ma qualcosa è cambiato: qualcuno ha una consapevolezza in più. E ne farà tesoro.

Ecco, a noi in questi giorni è capitato lo stesso. Dopo giorni e giorni dello stesso niente, incartati nelle solite dinamiche di pensiero e azione, ecco un'epifania, l'ennesima. Ovvio, è un po' che siamo al mondo, e certe cose le sappiamo più per esperienza che per saggezza.
Però, dateci ragione, quando il disco s'incanta s'incanta. E, pur intuendo che la soluzione è a portata di mano, ci troviamo a far sempre lo stesso giro, senza riuscire a staccare quella maledetta puntina che ci fa ripetere e ripetere e ripetere meccanismi che alla fine vengono a noia prima di tutto a noi.

Poi accade. Metaforicamente ci ricordiamo che la vita non è un tunnel angusto, una strada dritta, un bell'imbuto, un senso unico: finalmente saliamo sulla cattedra (e non in cattedra, sia chiaro!) a nostra volta, cambiamo prospettiva e ... tutto cambia colore e respiro, ogni cosa acquisisce nuova luce in risposta al fatto che siamo noi ad essere diversi e quindi capaci di guardare il mondo con occhi diversi.

Tempo fa un gruppo italiano, i Reggae National Tickets, in una loro canzone musicavano questi versi di una folgorante semplicità: il mondo è come lo fai dentro la testa lo sai, lo sai o no, o no, o noo?
Bene, per quanto banale ed elementare sembri, spesso è facile dimenticarsene e complicarsi la vita in astrusità senza costrutto.

Per questo vi auguriamo una buona settimana in piedi sulla nostra bella cattedra, a suon di reggae.
E che il cambio di prospettiva sia con voi!

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Babbo Natale ve lo diamo noi!

Quest’anno da Luna’s abbiamo deciso di fare i regali anche noi.

Ebbene sì, se fate da noi la vostra lista di regali natalizi (potete scegliere tra libribuoni libro e – solo su prenotazione – musica e film) per almeno 100 euro, noi lunatiche vi regaliamo un buono pari al 15% di quello che avete speso che potrete usare qui da noi a partire da gennaio come vorrete: libri, torte, tisane, pranzi, aperitivi serali… potete sbizzarrirvi!

Per questo Natale 2015 abbiamo cercato un modo per regalare qualcosa ai nostri clienti più affezionati e “sul pezzo” e ci è venuto in mente questo qui. Del resto si sa: chi regala un libro fa sempre una buona azione, perché non ricambiare?

Vi aspettiamo natalizi e festeggianti, potete anche mandarci una lista via mail o via facebook e noi vi facciamo trovare i vostri regali pronti e se volete anche impacchettati, comodo no?

Mercoledì 16 dicembre | h. 20 presentazione

Ade Zeno e Sparajurij presentano Viaggiatori nel freddo

Ade Zeno e Sparajurij presentano Viaggiatori nel freddo. Come sopravvivere all’inverno russo con la letteratura, edito da Exorma.

Un documento dell’inverno che precede il conflitto con l’Ucraina, mesi cruciali alle prese col gelo di Mosca e col fuoco che scorre nelle sue vene sotterranee.
Le immagini di una città attraversata da feroci contrasti sociali, economici e culturali, e gli incontri con artisti e personaggi della metropoli, rivelano i segreti di una realtà popolata da anime antiche e inquiete quanto la terra che le ospita.
Un viaggio a Mosca senza passaporto, nella capitale che in tempi non lontani
è stata visitata da Satana.

Frammenti d’asteroidi e buchi neri di esclusiva proprietà di Jurij Gagarin.

Letture a cura del KGB

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Giovedì 17 dicembre | h. 20 aperitivo, h. 21 spettacolo

Poor Gateau

Dopo lo straordinario successo di Hell o’ DanteSaulo Lucci torna a grande richiesta tra i tavoli di Luna’sTorta per proseguire il viaggio all’interno della Divina Commedia.

Poor Gateau è uno spettacolo unico, lungo trentatré giovedì, in cui Saulo ripercorre, spiega e racconta in modo ironico e documentato l’intera cantica.

Hell O’ Dante, proposto da Luna’sTorta per l’intera stagione 2014-2015, ha ottenuto un seguito strepitoso. Oltre 1000 spettatori di ogni età si sono avvicendati tra i tavoli della libreria per rivivere le pagine dell’Inferno dantesco.

Vi aspettiamo numerosi anche quest’anno! 

Questa settimana: Canto XIII: Dante arriva nella II Cornice, dove espiano le anime degli invidiosi. Qui incontra Sapia, che in vita godeva più del male altrui che della propria fortuna.

La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo.
Potete farlo cliccando QUI.

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Venerdì 18 dicembre | h. 20 aperitivo, h. 21 concerto

Dans La Rue in concerto

I Dans La Rue non hanno studiato al conservatorio. L’ascolto dei dischi e la strada, sono state le loro università. Hanno seguito le tracce del Blues, dove conta l’anima, non la testa. Dove un buon groove conta più di mille note.
Con questa convinzione sempre sotto pelle e con una curiosità instancabile, i Dans La Rue (che vengono dalle scogliere a Sud di Livorno, ma che vorrebbero diventare cittadini del mondo attraverso la musica) iniziano a seguire le tracce di Bob Brozman (chitarrista/antropologo) rendendosi conto che oltre al jazz, al rock e alla musica classica, esiste un mondo di tradizioni musicali vive, popolari e non, sparse nel mondo, dove regnano ritmo, fantasia, immaginazione, danza, dinamiche e sincopazioni…


Per noi tutto parte dagli strumenti che suoniamo: dalle chitarre e dalle percussioni. Siamo nati nel Blues, nel Ragtime, nel Jazz dei primi del ‘900, nel Gyspy Swing di Django Reinhardt. Queste sono le nostre radici. Ma lo stesso feeling che si trova nel Blues (non parliamo di note, ma di intenzione musicale) e che ci rispecchia, lo abbiamo ritrovato anche in tanta altra musica, in giro per il mondo. E questa cosa ci ha entusiasmato, aprendoci gli occhi su nuove realtà.
Ci sono culture e tradizioni, nelle quali la musica è importante, è viva, libera, ha un valore sociale e un’intensa carica emotiva, e dalle quali dovremmo prendere esempio. Ci sono posti la cui musica ci ha completamente rapito.
…l’isola de La Reunion, al largo del Madagascar, paradiso tropicale di ritmi seducenti e sincopati…
…le isole Hawaii con le sue dolci, calde e fluide melodie, dove i sorrisi sono sempre pronti…
…l’Africa madre di tutti i ritmi, per scatenare la danza e ritornare alle origini…
…l’India, patria di movenze sinuose, arabeschi e ritmi dondolanti…
…i Caraibi, con la solarità e gli ammiccamenti del nonno del reggae: il Calypso…
Partendo dall’ essenza della musica, il ritmo appunto, i Dans La Rue esplorano nuove sonorità, fresche e poco conosciute al mondo occidentale, stampando a caldo, nei propri arrangiamenti, le atmosfere uniche e magiche, prodotte dai ritmi e dalle melodie incontrate, grazie anche alle “voci” dei loro strumenti: hawaiian steel guitar, charango, chitarra acustica, ukulele, cajon, bongò, shaker, udu, caxixi, triangolo, pandeiro…
Attraverso questi viaggi musicali, vorremmo farvi sentire, che qualcosa di nuovo è possibile. Basta solo guardare un po’ più in la del proprio naso, con curiosità.
E quando siamo a corto di idee, ci ricordiamo sempre che il Mondo è la migliore fonte di ispirazione. Ogni luogo ha una sua particolarità, unica e caratterizzante, che si ritrova in musica come nella cucina, nella natura come nelle persone. Un’immagine, un odore, una frase, un ritmo, una nota, possono scatenare un caleidoscopio di idee dentro di te, dandoti la spinta dell’entusiasmo, che è il motore più potente della creatività.

Come al solito chiediamo di prenotare per l’aperitivo, così avrete un comodo posto a sedere e tanto buon cibo da mangiare. Potete farlo cliccando QUI.

Questa settimana vi parliamo di tre libri che vorremmo conosceste per tre motivi diversi: uno perché è stato partorito dalla penna di un autore che conosciamo personalmente e amiamo profondamente, un altro ve lo recensiamo perché è l'autobiografia di un regista che gode nuovamente della nostra più profonda stima, il terzo è un'uscita nuova nuova, e ci ha pizzicato le papille perché in realtà è l'opera prima di un altro regista.
Incuriositevi: ce n'è motivo!

Sassi Unplugged di Giorgio Olmoti, 'Round Midnight Edizioni (7 euro)

Il libricino in sè già è delizioso. Sarà perché ha la copertina arancione, colore che è nelle nostre corde, sarà perché in primo piano mostra uno zaino di quelli vecchia maniera, alla militare, solido precursore dei modernissimi zaini-marziani degli odierni backpackers, sarà perché è piccino, maneggevole, e da subito regala sensazione di empatia e simpatia. Tant'è.
Inoltre parla di viaggio. E di un viaggiatore, l'Olmoti in persona, che racconta il suo andare a Matera (ora il titolo vi suonerà più familiare). Che è conquista, che è vera avventura di treni scombinati, di strade improbabili, di pullman ancora più improbabili che le percorrono. E parla di una terra che ama, riamata, ma a suo modo, un po' sorniona e reticente, deliziosa, per chi non si ferma alle sue asperità e va oltre il gozzovigliante andirivieni vacanziero che riempie e svuota ritmicamente i suoi Sassi.
Giorgio sa narrare. E lo sa fare con ritmo e gusto per la parola. Le frasi scorrono come strofe di una canzone. E non si può fare altro che viaggiare insieme a lui, pagina dopo pagina, gustando ad uno ad uno i capitoletti-tappa in cui è diviso.

Tra i viaggiatori riconosco due categorie fondamentali: quelli del trolley e quelli dello zaino. In mezzo c'è un magma indistinto di borsoni e valigie, ma zaino e trolley segnano gli estremi nella mia classificazione antropologica del viaggiatore. Si tratta di due approcci dell'andare parecchio distanti tra loro, spesso antipodici.

Gilliamesque di terry Guilliam, BigSUR (30 euro)

Ci troviamo qui di fronte ad un libro davvero interessante e composito. E il fatto che l'abbia scritto Terry Guilliam parlando di sé e della sua vita dà la portata dell'evento a chi ha avuto il piacere di vedere pellicole come Le avventure del Barone di MünchausenL'esercito delle dodici scimmie, Parnassus
Scorrendo le pagine si trova molta parola scritta, compendiata però da immagini. Immagini che sono foto, scarabocchi, disegni, appunti, documenti, ritagli di giornale e quant'altro. Quasi che il buon vecchio Terry avesse voluto aprire pubblicamente il suo diario segreto. Dall'infanzia fino ad arrivare ad Hollywood, è una mirabolante impresa tener dietro alle mille scorribande non convenzionali di questo attore-regista-sceneggiatore decisamente sopra le righe. Opera quasi bartoniana o grandguignolesca, coraggiosa e forte, che convincerà anche i non addetti ai lavori!

Per fortuna, invece, il cane che mi cadde in testa fu un caso abbastanza isolato. In inverno, quando passavano gli spazzaneve e ammonticchiavano cumuli di neve e ghiaccio su un lato della strada, noi ci scavavamo dentro dei tunnel per costruire delle caverne e giocarci. Un giorno un cane si arrampicò sul mucchio di neve e ci pisciò sopra, e la pipì sciolse la neve e di colpo tutto quanto - cane più pipì - precipitò in testa a me e ai miei amici.

Febbre all'alba di Péter Gárdos, Bompiani (17 euro)

L'ambientazione è tragica, come tragico è il destino segnato di Miklós, il protagonista. Sopravvissuto al conflitto mondiale nel 1945 riceve asilo in un campo profughi in Svezia e gli viene diagnosticata una malattia incurabile per cui gli rimarranno pochi mesi di vita. Ma. C'è un MA. Miklós non si arrende e decide di vivere. Stilata una lista di un centinaio di donne rifugiate in un altro campo profughi svedese manderà lettere ad ognuna di loro. Lettere galanti e piene di sentimento. Perché il suo intento è trovar moglie. Quale risposta più forte alla minaccia di morte imminente?
Ci è piaciuta l'idea insolita che sottende la trama del romanzo e che all'autore è venuta, pensate un po', sfogliando le eleganti missive del padre.
Una scommessa, che secondo noi può vincere in un frangente come questo, così bisognoso di speranza.

La sera del 31 dicembre mio padre salì in camera: per lui era assurdo ubriacarsi con i ragazzi nella sala da pranzo della pensione. Sdraiato sul letto, si depose la foto di Lili sul petto e giurò a se stesso di rimanere in vita. Ripeté quella frase così tante volte che alla fine si addormentò. Quando verso l'alba Harry e gli altri entrarono barcollando nella stanza, trovarono mio padre vestito e supino sul letto, con le lacrime che gli sgorgavano anche nel sonno. Da sotto il palmo della sua mano faceva capolino la foto di Lili.

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LA PROSSIMA SETTIMANA...

- Lunedì 21 dicembre - Apertura straordinaria del Luna's Torta h 15,30-20

- Mercoledì 23 dicembre - Davide Di Rosolini reinterpreta la Natività

- Giovedì 24 dicembre - Luna's Torta chiuderà anticipatamente alle 19

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