Testata
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Da un po' di tempo a questa parte (a dire il vero da quando abbiamo messo piede al Luna's Torta come gestori) ci son stati richiesti cibi vegani. Partendo dalla colazione, passando per il pranzo per poi approdare alla merenda.
Ci è capitato da poco che il nostro fornitore di croissant ci proponesse delle brioches vegane. Quasi con sollievo gli abbiamo detto: sì, lasciacene, le sperimentiamo! E, a tutt'oggi, possiamo dirci felici della scelta. Son pochi giorni, ma la proposta sta funzionando. A ben vedere non perché capitino da noi orde di vegani, ma perché c'è molto movimento, quindi nel numero dei dolci che vanno vengon consumate anche le brioches suddette.

Vi chiederete il perché di così lunga introduzione.
Bè, qualche giorno fa abbiamo avuto un confronto di punti di vista con un cliente ormai abituale del Luna's.
Mangia spesso pranzo da noi, quindi sa dell'offerta di tre piatti, tra cui tendenzialmente un primo e un terzo piatto vegetariani, un piatto di carne, un torta salata (anch'essa molto spesso vegetariana), una bresaola e un'insalata mista. Questa la struttura del menù, che si ripete ogni giorno col solo variare dei tre piatti e della torta salata e delle torte dolci.
Mangiando il cliente ci ha fatto notare che proponendo nel menù (diffondendo adeguatamente il verbo) piatti vegani, molto probabilmente avremmo incrementato i coperti del mezzodì.

Bene. Qui ci siamo scatenati. E lo ripetiamo anche in newsletter, perché in qualche modo ne siamo convinti. Non crediamo nel veganesimo. Rispettiamo chi ha compiuto questa scelta e non recriminiamo: ognuno è libero di fare e mangiare quello che più lo aggrada, ma se nessuno di noi crede in questa scelta comportamentale perché dovremmo fare una modifica in questo senso alla nostra proposta per i pranzi perché arriverebbe a portarci più profitto?
Diciamo NO! Come convinto è stato il nostro no di fronte al cliente che ci aveva mosso l'appunto.
E lo diciamo pur essendo assolutamente aperti ad ogni chiribizzo in fatto di cibo: non più tardi di una o due newsletter fa abbiamo recensito un libro sull'apertura mentale per quanto riguarda le abitudini alimentari!
E siamo i primi a farci in quattro per tentare di sfamare chi arriva da noi con la pancia che dev'essere riempita, ma che soffre d'intolleranze, di antipatie, o solamente ha un'etica che gli impone di mangiare alcune cose e altre no.

Quindi il nostro grido si leva alto: rivendichiamo il nostro diritto a non professarci vegani o pro-veganesimo, non essendo tali, ma chi si presenterà da noi vegano, intollerante, allergico, troverà la porta spalancata e calorosa accoglienza.
Ma non chiedeteci di essere ciò che non siamo. Amiamo definirci Onnivori, gaudenti mangiatori di qualsivoglia pietanza, con le nostre antipatie e disgusti verso alcuni cibi, ma di base senza preclusioni di sorta.

Speriamo queste parole non fomentino discussioni sterili: abbiamo le brioches vegane proprio perché, professando la libertà di opinione e del modo in cui alimentarsi, siamo convinti che il mondo sia un bel posto in cui c'è più gusto se le diversità vengono vissute come risorsa e base per un confronto, più che ostacolo e punto di partenza per innalzare barriere!

Quindi, buon appetito a voi tutti!

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Babbo Natale ve lo diamo noi!

Quest’anno da Luna’s abbiamo deciso di fare i regali anche noi.

Ebbene sì, se fate da noi la vostra lista di regali natalizi (potete scegliere tra libribuoni libro e – solo su prenotazione – musica e film) per almeno 100 euro, noi lunatiche vi regaliamo un buono pari al 15% di quello che avete speso che potrete usare qui da noi a partire da gennaio come vorrete: libri, torte, tisane, pranzi, aperitivi serali… potete sbizzarrirvi!

Per questo Natale 2015 abbiamo cercato un modo per regalare qualcosa ai nostri clienti più affezionati e “sul pezzo” e ci è venuto in mente questo qui. Del resto si sa: chi regala un libro fa sempre una buona azione, perché non ricambiare?

Vi aspettiamo natalizi e festeggianti, potete anche mandarci una lista via mail o via facebook e noi vi facciamo trovare i vostri regali pronti e se volete anche impacchettati, comodo no?

Giovedì 3 dicembre| h. 20 aperitivo, h. 21 spettacolo

Poor Gateau

Dopo lo straordinario successo di Hell o’ Dante, Saulo Lucci torna a grande richiesta tra i tavoli di Luna’sTorta per proseguire il viaggio all’interno della Divina Commedia.

Poor Gateau è uno spettacolo unico, lungo trentatré giovedì, in cui Saulo ripercorre, spiega e racconta in modo ironico e documentato l’intera cantica.

Hell O’ Dante, proposto da Luna’sTorta per l’intera stagione 2014-2015, ha ottenuto un seguito strepitoso. Oltre 1000 spettatori di ogni età si sono avvicendati tra i tavoli della libreria per rivivere le pagine dell’Inferno dantesco.

Vi aspettiamo numerosi anche quest’anno!

Questa settimana: canto XI
Ancora nella I Cornice. I superbi recitano il Pater noster. Virgilio chiede dove sia l'accesso alla Cornice successiva. Incontro con Omberto Aldobrandeschi. Colloquio con Oderisi da Gubbio. Oderisi indica l'anima di Provenzan Salvani e predice l'esilio a Dante.
È la mattina di lunedì 11 aprile (o 28 marzo) del 1300, alle undici.

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo. Potete farlo cliccando QUI.

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Venerdì 4 dicembre | h. 20 cena

CeNoir con Enrico Pandiani

Proseguono le cene mensili di Luna’sTorta, che per l’occasione riserva un posto a tavola a un ospite d’eccezione: lo scrittore Enrico Pandiani.

Classe 1956, Enrico Pandiani è uno degli scrittori noir più amati in Italia. Il suo esordio risale al 2009, quando esce per Instar Libri Les Italien, primo romanzo di una serie che porta il commissario Mordenti e tutta la sua squadra di Italiani in Francia nei cuori degli amanti del genere. Nell’aprile del 2013 inaugura con Rizzoli una serie tutta nuova – di cui la protagonista indiscussa è Zara Bosdaves, donna ruvida e passionale in una Torino che l’autore disegna seducente e crudele.

Abbiamo invitato a cena Enrico chiedendogli di parlare con i suoi lettori di tre libri: il primo, dalle suggestioni culinarie, servirà da spunto per costruire il menu della cena; il secondo è il romanzo che più di tutti ha influenzato la sua storia di lettore e il terzo quello di cui è più soddisfatto come scrittore.

Il menu proporrà quindi una scelta di piatti artusiani ispirati dalle pagine di Odore di chiuso di Marco Malvaldi, in cui il grande letterato gourmet e studioso di storia naturale Pellegrino Artusi riveste gli insoliti panni del detective; il secondo libro di cui si parlerà a tavola è un grande classico della letteratura di tutti i tempi, Lo straniero di Albert Camus mentre come terzo titolo Enrico Pandiani ha scelto Più sporco della neve, il suo ultimo romanzo e secondo capitolo della serie che vede per protagonista Zara Bosdaves.

Il menu proposto, è costituito da tre antipasti, primo, secondo, contorno e dolce e spazia tra i piatti più semplici della tradizione per arrivare a portate più gustose ed elaborate.

La prenotazione è obbligatoria entro il 2 dicembre, la serata si svolgerà con un minimo di 8 partecipanti. Potete prenotare compilando il modulo sotto al menu:

Menu completo: 20 euro a persona

Antipasti:
* Frittata in riccioli
* Cacimperio
* Pollo in salsa tonnata

Primo:
* Zuppa di zucca gialla

Secondo e contorno:
* Maiale arrostito nel latte
* Passato di patate

Dolce:
* Budino di nocciuole

1/4 di l. di vino bianco o rosso, acqua, caffé

Potete prenotare cliccando QUI.

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Sabato 5 dicembre | h. 20 aperitivo, h. 21 concerto

Acousteen: un viaggio sulle tracce del BOSS

Il primo concerto dicembrino di Luna’s è un omaggio a uno dei più grandi esponenti della musica contemporanea, Bruce Springsteen. Sabato 5 dicembre il locale ospitiamo Ivan Audero in ACOUSTEENUn viaggio sulle tracce del Boss.

Acousteen è un progetto solista di Ivan Audero, un viaggio acustico lungo tutto il repertorio di Bruce Springsteen. Prende ispirazione dal tour che Springsteen fece tra il 1995 e il 1997, armato solo di chitarra e armonica, e nel quale richiedeva insolitamente silenzio al pubblico (da lì il soprannome di “Shut the Fuck Up Tour”).

Il concerto si snoda dall’inizio della sua carriera fino ai giorni nostri, una scaletta che varia di serata in serata, con qualche riferimento a Dylan e tanti aneddoti sulle canzoni e sulla vita del Boss.

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo. Potete farlo cliccando QUI.

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Domenica 6 dicembre | h. 11 brunch, h. 11,30 presentazione

Francesca Marzia Esposito presenta La forma minima della felicità

Per il ciclo “Pane, Libri e marmellata” ospitiamo – in collaborazione con Cooperativa Letteraria – la scrittriceFrancesca Marzia Esposito che presenterà la sua opera prima, La forma minima della felicità, edito da Baldini & Castoldi.

Il romanzo racconta la storia di Luce, una donna che ha scelto di non vivere, di continuare solo ad esistere, una donna depressa che non lavora e non esce di casa nemmeno per fare la spesa. Solo Bambina, con il suo mutismo, riuscirà a capirla e farsi capire. Perché a volte il silenzio è il conforto migliore.

La forma minima della felicità è un libro a tratti riflessivo, a tratti poetico, a volte sarcastico, a volte ironico, in grado di soddisfare tutti i possibili lettori. È una storia d’amore e di destini, di silenzi fondamentali e di parole che si possono scomporre e dividere e diventare un puzzle, un domino, un gioco a volte allegro a volte tragico. Francesca Marzia Esposito ha dato vita a una storia intima e dolorosa sulla solitudine e sul tempo che passa inesorabilmente, sulla crescita interiore, sulle fobie e sulle speranze.

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo. Potete farlo cliccando QUI.

Son settimane vorticose, ma non sia mai che noi non vi si metta qualche pulce nell'orecchio per qualche lettura interessante!

La strage dei congiuntivi di Massimo Roscia, Ẻxòrma (15,50 euro)

Un assessore alla cultura assassinato e un mistero da svelare. Una lingua vilipesa e svilita, prostituita e derelitta, nella noncuranza dei più. Se si esclude un quintetto davvero anomalo che ingaggerà una lotta clandestina all'ultimo colpo per difenderla: Dionisio accompagnato da un analista sensoriale, un bibliotecario, un dattiloscopista, un professore di letteratura sospeso dall'insegnamento. In una girandola di giochi linguistici vediamo snodarsi una trama che emerge e s'immerge, abilmente giocata grazie a un lessico impeccabile e succulenti giochi grammaticali: la Lingua come vera protagonista, a gridare contro le brutture del parlar sciatto.
Consapevoli che sia un testo datato (ha già un annetto buono), ci è capitato tra le mani perché a breve collaboreremo con la casa editrice per un altro titolo che presenteremo, e allora abbiamo trovato questo piccolo libro sì gustoso da volervene far assaggiare la delizia!

Dionisio ha ragione: le punizioni devono essere esemplari. Non possiamo più tollerare il diffondersi di questa neolingua selvaggia che si sottrae alla legge e ai controlli grammaticali. Dobbiamo dire basta al progressivo depauperamento del vocabolario e alla terrificante perdita di significanti e significati. Dobbiamo fermare, punire, giustiziare questi delinquenti che insudiciano il nostro idioma, trasformando la sintassi in volgare garbuglio di usi arbitrari e facendo scempio della cultura. Sì. Dionisio ha ragione. La lingua non è una decorazione ornamentale dell'intelletto, ma è forza vitale, grimaldello del cuore e respiro della mente. E la grammatica che la governa donandole ordine e rigore è, come l'aritmetica e la geometria, scienza esatta. Consapevolezza e nessuna pietà. Colpa e punizione.

Manuale pratico di giornalismo disinformato di Paolo Nori, Marcos y Marcos (15 euro)

Il malessere generato da un libro che l'editore gli chiede e che Ermanno Baistrocchi non ha proprio voglia di scrivere, e cui sfugge divagando in tutt'altre faccende. E poi le cose strane che gli accadono: un guadagno lauto e inatteso, una decisione di convivenza della donna con cui lui avrebbe voluto convivere.
Forse questi gli antefatti per cui si mette a tenere corsi di giornalismo disinformato, per spingere i più a scrivere di ciò che non si sa (e di cui si è affatto informati) e che in fondo non si vuol sapere, a intervistare dei perfetti signori nessuno.
L'inconveniente però sarà che il Baistrocchi inciamperà suo malgrado in un morto, con un bel buco nel petto, riverso sul tavolo della sua cucina...

Io avevo detto che noi che facevamo del giornalismo disinformato, non potevamo sederci dalla parte della ragione, perché, essendo disinformati, avevamo torto; se fossimo stati informati avremmo avuto ragione, ma eravamo disinformati e avevamo torto: il giornalismo disinformato non poteva essere altro che dalla parte del torto, le cose che dicevano i giornalisti disinformati erano inutili, le parole usate dai giornalisti disinformati eran parole che non servivano a niente, e questo era un bene, perché le parole usate per servire a qualcosa, si vendicano [...]

Pasolini di Davide Toffolo, Rizzoli Lizard (20 euro)

A breve distanza dall'anniversario dei quarant'anni dalla sua scomparsa sono uscite edizioni e riedizioni e opere critiche e compendi e quant'altro di e su Pier Paolo Pasolini. Alcune pubblicazioni meritorie, altre mediocri, altre evitabili. Ma tra tanto rumore editoriale abbiamo scovato una piccola chicca che crediamo celebri nel più degno dei modi uno degli intellettuali più acuti e profondi e prolifici del nostro '900. Ed ha la forma del graphic novel, ma forse proprio per questo riesce in quello che è un intento folle: ridà vita, voce, immagine, parole e gesti a Pasolini, facendolo dialogare con Toffolo, che ha curato i disegni, ma è stato anche la mente che ha partorito questo scambio di battute surreale. Scambio di battute che corrisponde probabilmente a quello che  molti di noi avrebbero intavolato se si fossero trovati davanti quest'uomo così moderno e coraggioso, così libero. La suggestione di un tratto capace, incisivo e nel contempo dolente, completa l'opera rendendola davvero efficace: arriva al punto colpendo come un pugno.

No, il fatto di essere "famoso" è soltanto casualmente legato a ciò per cui vengo additato. Questa opinione è stata generata dai media.
Da questo ceto giornalistico che perdona tanto meno la diversità, in quanto è esso stesso sottoposto al più spietato livellamento.
L'adeguamento dei comportamenti del giornalista, gli vengono dettati dalla semplice necessità di sopravvivere.
Molti di loro non mi hanno mai perdonato di scrivere tra di loro senza essere infeudato ad alcun potere né vincolato dalla legge della sopravvivenza.

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LA PROSSIMA SETTIMANA...

- Giovedì 10 dicembre - Poor Gateau

- Sabato 12 dicembre - Mia zia era vintage e altre storie

- Domenica 13 dicembre - Cristina Falco presenta Più brave per forza

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