Testata
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Oggi ci siamo scoperti a cantare un motivetto tutto a memoria, seguendo la radio che lo mandava, ripescato da tempi veramente lontani, e allora come un domino le tessere del pensiero hanno intessuto una trama di riflessioni che andiamo a condividere.

Tanto spesso si narra del valore della memoria, dei ricordi, e siamo più che convinti che sia un dono prezioso: ricordare, sapere, avere impressi vividi un'immagine, un discorso, gesti, atmosfere, sensazioni. Siamo esseri complessi, ma è proprio il fil rouge della memoria che ci rende persone interessanti, colte, di spirito. Come piccoli tasselli tutte le cose che abbiamo vissuto, letto, studiato, di cui abbiamo parlato, in cui ci siamo imbattuti, che ci hanno folgorato o meno, ci formano come persone uniche. Perché se è vero che molte esperienze sono comuni, non tutti abbiamo fatto le stesse e soprattutto non su tutti le medesime hanno prodotto uguali risultati.

Il ricordo comune lega, crea ponti, il ricordo privato brilla di luce unica e condivisibile, ma scegliendo le persone cui regalare un pezzo d'intimità.

La memoria è importante soprattutto in momenti difficili come quello che stiamo vivendo attualmente. Un presente impervio, a livello nazionale come internazionale. Collegare, saper andare a ripescare ragioni e motivazioni regala una consapevolezza che è l'unica via per essere liberi pensatori, avere opinioni proprie non legate al senso comune acritico.

A volte ci sono cose che spuntano lì, come il motivetto perfettamente riprodotto in parole e suoni, che neanche sapevamo più di possedere, a volte ci sono cose che si fatica a far tornare alla mente. A volte un ricordo muove al sorriso, a volte immalinconisce. Ma è una sorgente d'acqua limpida cui amiamo abbeverarci, consci che sia la cifra del nostro essere Qualcuno e non qualcuno.

Siamo i nostalgici che riaprono periodicamente la scatola delle cartoline, dei biglietti d'auguri, delle lettere (che conserviamo gelosamente). Siamo quelli che resterebbero ore ad ascoltare i racconti di persone più anziane perdendosi nei meandri di storie che diverranno anche un po' nostre. Siamo quelli che un album di foto ancora sanno cos'è e com'è bello sfogliarlo soffermandosi sulle immagini che più fanno vibrare le nostre emozioni.

La memoria, il ricordo, ci piace raffigurarceli come un libro con pagine infinite, perché molte ancora son da scrivere o riscrivere, alla luce di un ricordo più nuovo.
Un libro che è vita.

Mercoledì 25 novembre e 2 dicembre | h. 16-19

A Natale regala un ricordo

Laboratorio di scrittura biografica

ricordo_locandina_sitoUn’occasione per avvicinarsi alla pratica della restituzione biografica e alle sue molteplici sfumature. Un’occasione per ritagliarsi un po’ di tempo e per dedicarlo alle persone che amiamo.

Un percorso che si rivolge a tutti ed è pensato per tutti, indipendentemente dalle capacità di scrittura e di ascolto di ciascuno. Regala un ricordo si rivolge a chi ha un po’ di tempo da dedicare agli altri, giovani nipoti che vogliono fare un regalo speciale ai loro nonni o viceversa nonni giovani e non più giovani che vogliono dedicare un pensiero ai loro figli, nipoti e amici. Un piccolo esercizio che ci aiuterà anche nella nostra vita di tutti i giorni, rendendoci più disponibili all’ascolto e ad assecondare le nostre ispirazioni creative e la nostra voglia di lasciare un segno, una traccia. Regala un ricordo, l’occasione per finalmente fermarsi, sostare ed iniziare a scrivere e a raccogliere ricordi e testimonianze della propria famiglia, degli amici, dei figli… un desiderio forse per troppo tempo accantonato.

Info & Costi:
Il laboratorio è condotto da Manuela Ravecca
ed è composto da due incontri di 3 ore ciascuno:
Mercoledì 25 novembre dalle 16 alle 19
Mercoledì 2 dicembre dalle 16 alle 19
Costo del laboratorio: 45 euro

Manuela Ravecca:
Pedagogista, formatrice autobiografica ed esperta di pratiche di scrittura biografica e di documentazione. Ha recentemente pubblicato il volume Narrazioni d’opera dove ha raccolto traccia delle esperienze realizzate negli ultimi anni presso varie realtà istituzionali, accademiche e associative su differenti tematiche: storie di migrazione, biografie professionali, recupero delle memorie del lavoro e dei territori, installazioni narrative, laboratori di scrittura tematici sul cibo e sul viaggio, documentazioni educative e pratiche formative che utilizzano la scrittura come strumento ludico, espressivo e riflessivo.
www.restituzionibiografiche.it

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Giovedì 26 novembre | h. 20 aperitivo, h. 21 spettacolo

Poor Gateau

Dopo lo straordinario successo di Hell o’ Dante, Saulo Lucci torna a grande richiesta tra i tavoli di Luna’sTorta per proseguire il viaggio all’interno della Divina Commedia.

Poor Gateau è uno spettacolo unico, lungo trentatré giovedì, in cui Saulo ripercorre, spiega e racconta in modo ironico e documentato l’intera cantica.

Hell O’ Dante, proposto da Luna’sTorta per l’intera stagione 2014-2015, ha ottenuto un seguito strepitoso. Oltre 1000 spettatori di ogni età si sono avvicendati tra i tavoli della libreria per rivivere le pagine dell’Inferno dantesco.

Vi aspettiamo numerosi anche quest’anno! 

Canto X
Ingresso nella I Cornice. Dante osserva gli esempi di umiltà (Maria, David, l'imperatore Traiano). Incontro con le anime dei superbi. Apostrofe contro la superbia dei miseri cristiani.
È la mattina di lunedì 11 aprile (o 28 marzo) del 1300, tra le dieci e le undici.

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo. Potete farlo cliccando QUI.

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Sabato 28 novembre | h. 20 cena e concerto

IN THE FOOD. La musica è servita

Per le cene mensili di Luna’sTorta ospitiamo il duo jazz Gio e Co (Giovanna Ceste voce, Marcello Coco chitarra) che accompagna la cena con un originale repertorio dove tutti i brani, italiani e stranieri, hanno come tema comune il cibo.

In The Food. La musica è servita è una ricetta musicale ideata e realizzata per un concerto originale in cui l’ospite di riguardo è il cibo. Una selezione ricca di sapori armoniosi e appetitosi nati da una selezione accurata e approfondita di autori e generi musicali differenti, ingredienti ben amalgamati, dove ogni brano ha la sua storia, il suo aroma ora piccante, ora aspro, ora dolce, vellutato o speziato.

Il concerto è accompagnato da menu vario e completo dall’antipasto al dolce, nato per divertire gli amanti della buona tavola e della buona musica.

Il menu proposto, è costituito da tre antipasti, primo, secondo, contorno e dolce e spazia tra i piatti più semplici della tradizione per arrivare a portate più gustose ed elaborate e ha un costo di 25 euro a persona.

Il menu completo sarà disponibile a breve.

La prenotazione è obbligatoria, la serata si svolgerà con un minimo di 10 partecipanti. Potete prenotarvi cliccando QUI.

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Domenica 29 novembre | h. 11 brunch, h.11,30 presentazione

Monica Coppola presenta Viola, vertigini e vaniglia

Per il ciclo “Pane, LIBRI e marmellata” ospitiamo la scrittrice Monica Coppola che presenta tra i nostri tavoli il suo primo romanzo, Viola, Vertigini e Vaniglia, edito da Book Salad.

Classificato tra i semifinalisti del concorso «Il mio esordio» indetto da Scuola Holden e Feltrinelli, Viola Vertigini e Vaniglia racconta la storia di Viola, una giovane donna che è sul punto di stravolgere la sua vita. Le pagine del romanzo, fresche e frizzanti ci raccontano le vicende di una novella Bridget Jones e del suo caleidoscopico entourage di amici e parenti.

Un libro leggero e divertente, dalle mille sfaccettature, che riesce a sconvolgere gli elementi chiave del genere portando il “romanzo rosa” a un livello più complesso e articolato.

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per il brunch. Potete farlo cliccando QUI.

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LA PROSSIMA SETTIMANA...

- Giovedì 3 dicembre - Poor Gateau

- Venerdì 4 dicembre - CeNoir con Enrico Pandiani

- Sabato 5 dicembre - Ivan Audero in Acousteen: un viaggio acustico lungo tutto il repertorio di Bruce Springsteen

- Domenica 6 dicembre - Francesca Marzia Esposito presenta La forma minima della felicità

 

Gira che ti gira tra le novità fresche fresche d'uscita abbiamo pescato tre titoli che vorremmo sottoporre alla vostra attenzione... e lettura!

Il trillo del diavolo di Daniel Moyano, Nottetempo (16,50 euro)

Ci troviamo di fronte ad un libro che si snoda in un racconto lungo (o romanzo breve) suddiviso in venti capitoletti, con un compendio di sei racconti. Una specie di raccolta per omaggiare l'autore argentino, che scrivendo un'opera di fantasia, quasi fiaba, ha denunciato invece molto della sua terra.
Triclinio è un giovane violinista che ha mani d'oro: suona divinamente. Proprio il suo talento, inviso al regime militare che governa il paese, lo porterà ad essere allontanato dalla sua casa, dalla sua gente. La fuga lo porterà a Villa Violín, dove scoprirà una comunità di musicisti organizzata in orchestra proprio per dar contro alla giunta militare che spadroneggia nel Paese. E allora il coro del dissenso si tingerà di melodie e note, musica, come l'arte tutta le sole in grado di contrastare ogni dittatura.

Giunto al fiume, il violinista si arrampicò sull'albero maestro di un veliero, e di lì continuò a suonare la melodia udita in sogno, a doppia e tripla corda, mentre i torturatori, incalzati dalla musica, gettavano in acqua i loro strumenti. Così pesanti che li trascinavano giù con loro.
Senza potersene liberare, affondavano annaspando, sollevando onde turbolente come agitate dalla collera di centomila squali.

Quando il sole sparì, Triclinio smise di suonare. Il rumore delle acque agitate durò tutta la notte. All'alba, era tutto finito.

Zia Sass di Pamela Lyndon Travers, Sellerio (12 euro)

Una vera chicca questa riscoperta targata Sellerio. Ci troviamo infatti di fronte ad una triade di racconti prima mai pubblicata in Italia, firmata nientemeno che da Pamela Lyndon Travers. Non vi dice granché? Se però parliamo di Mary Poppins (di cui è autrice) siamo sicuri che capirete di chi stiamo parlando. Questi tre racconti ripescati, tradotti e pubblicati narrano di tre personaggi che son stati fondamentali per l'infanzia australiana della Travers, da cui ha poi preso spunto per creare la sua governante stravagante: Zia Sass (che dà anche nome al libro), il cuoco cinese Ah Wong, il fantino irlandese Johnny Delaney.

Vivere con la Zia Sass era un'avventura imprevedibile. Dopo una certa età si cominciava a pranzare con lei tutte le sere. Aveva un appetito talmente vorace che delle pietanze migliori non si poteva mai essere sicuri di ritrovarsi un boccone nel piatto. Spesso mi accontentavo di rimediare le ossa spolpate in fondo allo stufato. Una volta la vidi mangiare una decina di pesche una dietro l'altra. Prendendo in mano l'ultima rimasta, commentò a voce alta fra sé e sé: «Bè, non vale la pena di lasciarne una sola!», e si finì pure quella. «Tu», mi disse, «se vuoi puoi mangiare una mela. Le mele fanno bene ai denti.»

Un anarchico in corsia d'emergenza di Ascanio Celestini, con Maria Laura Gargiulo (Laterza, 15 euro)

Curioso davvero trovarsi tra le mani un libro concepito come un viaggio, che ha il sentore d'intervista, ma si srotola poi ad attraversare talmente tanti orizzonti, atmosfere, tematiche, personaggi e persone, da avere proprio il sapore dell'avventura on the road. Complici un Ascanio Celestini, che risponde ed argomenta, e una Maria Laura Gargiulo, che ascolta, annota, esplora a sua volta. Un percorso che si annida nel cuore delle strade tutt'altro che comode scelte da questo attore-paroliere-regista-pensatore-antropologo. Per scoprire qualcosa in più su di lui, ma anche sulla nostra realtà di Paese, sulla storia che ci accomuna.

La classe media sta in crisi, il cittadino medio ha un lavoro (magari saltuario), una casa, i documenti in tasca, uno stipendio (magari anche un po' in nero); a volte se la passa non troppo bene, però l'elettricità, l'acqua calda dentro casa ce l'ha, la televisione pure (se non ha la televisione si vede film e trasmissioni in rete), ha il telefonino, «vabbè, che devi fà, non devi avè il telefonino?», se non ce l'hai è perché hai scelto di non averlo, ma c'è gente che non ha scelto di non avere una casa, non ce l'ha e basta, né con l'acqua calda, né con l'acqua fredda, l'unica acqua è quella della fontanella. Di quell'individuo lì non si occupa quasi nessuno. 

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Però non stampatela. La scriviamo con le letterone belle grandi apposta.