Testata
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Ci accingiamo a scrivere questa newsletter un po' smarriti per i fatti da poco accaduti a pochi passi da noi, ma proveremo comunque a scalzare lo sgomento e a ristabilire una quotidianità, riportandovi quello che avevamo pensato. La vita continua, ne siamo più che convinti, e non dobbiamo sottometterci alla logica del terrore.

 

La riflessione di questa settimana parte quasi per celia, per una svista che ha portato un moto d'ilarità. Come consuetudine la condividiamo.

La scena si svolge all'interno del Luna's. Stiamo per effettuare un pagamento tramite POS. Dopo aver inserito l'importo e presentato una carta, appare in alto sul display la scritta CartaSì. Avvezzi o no, qualche volta vi sarà capitato. Ma, per errore, anagrammando a nostro piacimento, si è letto si sfuggita CATARSI.

Non immaginate la valanga di immagini che ci ha folgorato: abbiamo visto sequele di pagatori che ad un solo passaggio di carta trovano la scintilla della via alla purezza, al viver in armonia con l'universo mondo. Al solo passaggio di carta: TIN, raggiunti dal nirvana, capitani d'industria, casalinghe, ragazzi squattrinati, professori, professionisti di ogni rango e genere mollano tutto quello che stavano facendo (quindi presumibilmente anche la carta, con nostra somma angoscia) e trovano la via per il sognato Shangri-La. Meta senza ritorno, perché la purificazione è avvenuta e il Paradiso perduto è stato ritrovato!

E così, di vagheggiamento in vagheggiamento, pian piano si va ad ingrossare la via degli illuminati (perché i pagamenti con carta son davvero tanti) fino a creare un nuovo mondo alternativo pieno di persone che hanno come unico obiettivo la purezza.

Ovviamente l'illusione è durata lo spazio di un battito d'ali e subito siamo ritornati nel nostro presente, fatto di CartaSì che certo, magari alleggeriscono chi le utilizza, ma in modo diverso rispetto a quello che abbiamo concepito con la fantasia.

Niente di che, quindi, ma forse ora, se ci farete attenzione pagando con la carta, questo pensiero farà sorridere anche voi. (E se correrete fuori in preda all'estasi noi sapremo perché!)

Vi auguriamo buona settimana, informandovi che martedì 17 novembre Luna's Torta chiuderà anticipatamente alle 18,30. Da mercoledì a domenica, invece, tutto come da programma: e che programma! Leggete di seguito e non ci darete torto!

Mercoledì 18 novembre | h. 20 aperitivo, h. 21 reading

Roberto Mercadini e Lorenzo Bartoli in Confidenze a squarciagola

Eccezionalmente di mercoledì, ospitiamo Confidenze a squarciagola, un reading di poesia a due voci di Lorenzo Bartolini e Roberto Mercadini.

Entrambi di Cesena, Bartolini e Mercadini uniscono le loro esperienze “non solo poetiche” per dar vita a uno spettacolo che si interroga in maniera semi-seria sulla poesia.

Per cosa è fatta la poesia?
Per la lettura solitaria e assorta, ma anche per condividere con gli amici la bellezza.
Per il silenzio assoluto, ma anche per la voce che tuona, amplificata dal microfono.
Per scendere dentro sé stessi e per uscire allo scoperto.
Per separarsi dal mondo e per abbracciarlo.
Le poesie sono picchi di vita: parole da sussurrare o da gridare.
Molte (tutte?) sarebbero da sussurrare e da gridare contemporaneamente.
Comunque sia, sono poesie come le intendiamo noi: urli di guerra segreti, confidenze a squarciagola.

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo. Potete farlo cliccando QUI.

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Giovedì 19 novembre | h. 18,30 presentazione, h. 20 aperitivo

Antonio Rezza presenta Clamori al vento

Siamo molto orgogliose di ospitare – in collaborazione con Fondazione TPE –Antonio Rezza che per l’occasione presenterà il suo libro, Clamori al vento. L’arte, la vita, i miracoli, scritto insieme aFlavia Mastrella ed edito da Il saggiatore.

In scena al Teatro Astra con Anelante dal 13 al 26 novembreAntonio Rezza si è messo alla prova nel corso degli anni su vari versanti dell’espressione artistica, spaziando dalla scrittura al cinema. È però sicuramente nel teatro che il suo lavoro, sempre realizzato insieme a Flavia Mastrella, ha lasciato il segno più profondo. Gli spettacoli di Rezza/Mastrella sono unici nel loro genere, segnati da una comicità diversa da ogni altra, caratterizzata soprattutto dall’utilizzo del corpo, dello spazio e da un uso della parola che oltrepassa il significato di ciò che viene detto.

Il duo Rezza/Mastrella è attualmente unanimemente considerato una delle voci più significative e innovative del panorama teatrale italiano.

Clamori al vento è il tentativo degli autori di sistematizzare il loro pensiero e la loro ricerca, esplorando la realtà e discutendo l’arte. Annotazioni, confessioni, riflessioni sulla vita e sulla condizione di artista diventano fra queste pagine la manifestazione letteraria della loro follia creativa. Oltre che un prodigioso testo-performance, Clamori al vento è la loro dichiarazione poetica, il loro monumentale zibaldone, strumento indispensabile per addentrarsi nell’opera degli artisti che hanno segnato, e che segneranno, la nostra contemporaneità.

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti! Fatelo cliccando QUI!

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Giovedì 19 novembre | h. 20 aperitivo, h. 21 spettacolo

Poor Gateau

Dopo lo straordinario successo di Hell o’ DanteSaulo Lucci torna a grande richiesta tra i tavoli di Luna’sTorta per proseguire il viaggio all’interno della Divina Commedia.

Poor Gateau è uno spettacolo unico, lungo trentatré giovedì, in cui Saulo ripercorre, spiega e racconta in modo ironico e documentato l’intera cantica.

Hell O’ Dante, proposto da Luna’sTorta per l’intera stagione 2014-2015, ha ottenuto un seguito strepitoso. Oltre 1000 spettatori di ogni età si sono avvicendati tra i tavoli della libreria per rivivere le pagine dell’Inferno dantesco.

Vi aspettiamo numerosi anche quest’anno! 

Questa settimana Canto IX

Dante si addormenta nella valletta. Sogno dell'aquila (santa Lucia porta dante alla porta del Purgatorio). Incontro con l'angelo guardiano, che incide sette P sulla fronte di Dante. Ingresso in Purgatorio.
È la notte tra domenica 10 aprile (o 27 marzo) e lunedì 11 aprile (o 28 marzo) del 1300.

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo. Potete farlo cliccando QUI.

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Venerdì 20 novembre | h. 20 aperitivo, h. 21 concerto

Davide Di Rosolini in Concerto tra i libri

Cantante e musicista,ma anche attore e autore di sketch, Davide Di Rosolini si autodefinisce “fantArtista cantAttore creAttivo creAtino”. Artista completo e poliedrico, unico nel suo genere, Davide intrattiene il pubblico giocando, per offrire uno spettacolo in cui si mescolano canzoni e parole.
Il suo punto di forza sono i testi, divertenti e commoventi al tempo stesso, in cui la quotidianità si trasforma sino a raggiungere punte poetiche, riuscendo a mantenere sempre in tono scherzoso e leggero.

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!

La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo. Potete farvi riservare un tavolo cliccando QUI.

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Sabato 21 novembre | h. 20 aperitivo, h. 21 spettacolo

Non ci resta che Reading!

 

NON CI RESTA CHE READING
Quante volte non trovate le parole per dirlo? Laura Magni e Federica Ferrero spiegheranno a parole loro, i vostri punti di vista. senza pietà.

 

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Laura Magni, è veneta ed ha studiato dalle suore. Per questo ha iniziato a fare cabaret.
Inizia nel 2001 frequentando i laboratori dello Zelig, e dal 2008 entra a far parte del cast di Colorado (Italia 1), interpretando Miranda, la fashion victim, a seguire è Ganascia, una cuoca-manga giapponese innamorata del karaoke, ma impavida si espone anche in suoi monologhi. Il suo alter ego più recente è il “sindaco norma Passarin”, correttamente scorretta. Sul palco cerca di rispondere a un quesito: come attraversare il mondo che ti tiene gli occhi addosso e uscirne indenni… o quasi!

Federica Ferrero: torinese, autrice e interprete di numerosi personaggi o sketch comici, portati anche in radio e televisione (“Central station” e Zelig off” nel 2013 e “Zelig 1” nel 2014).
La sua vita artistica comincia nel 1993 con un corso di recitazione teatrale, ma solo nel 2004 decide di approfondire il settore comico (11 anni dopo… ci mette un po’ a prendere delle decisioni) iscrivendosi all’Accademia Nazionale del Comico di Torino. E proprio grazie all’Accademia, ai numerosi spettacoli, seminari e laboratori prestigiosi (laboratorio Zelig di Milano e Torino, Laboratori presso Cab 41 di Torino), è venuta fuori la “seria” cabarettista che è in Lei.IMG_1976

 

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo. Potete farlo cliccando QUI.

 

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Domenica 22 novembre | h. 11 brunch, h. 11,30 presentazione

Il gruppo locale di GeenPeace presenta Non fidarti, non temere, non pregare

Il Gruppo Locale di Greenpeace di Torino presenta il libroNon fidarti, non temere, non pregare. La straordinaria storia degli Artic 30 di Ben Stewart, edito da E\O.

Nel settembre 2013le autorità russe arrestano trenta attivisti di Greenpeace impegnati in un’azione di protesta contro l’estrazione di petrolio nell’Artico. Prima accusati di pirateria, poi di vandalismo, gli Arctic30 restarono in carcere per due mesi, per crimini mai commessi. Come stabilito dalla Corte permanente di arbitrato dell’Aja, le autorità russe infatti non potevano abbordare la nave: la protesta, avvenuta ben al di fuori delle acque territoriali russe, non poteva essere configurata in alcun modo come pirateria o vandalismo. Le accuse nei confronti degli Arctic30 restarono in piedi fino a che la Duma, il parlamento russo, non votò nel dicembre 2013 un provvedimento di amnistia che permise loro di tornare a casa.

La mobilitazione globale in difesa dei 30 fu fortissima. Da Paul McCartney (autore della prefazione del libro di Ben Stewart) a Madonna, da Desmond Tutu a Dario Fo, si alzò un’unica grande voce per chiedere la liberazione dell’Arctic 30 e rivendicare il diritto di poter manifestare pacificamente per la salvaguardia del nostro Pianeta. E, in particolare, per la tutela di un bene unico, essenziale per il futuro di tutti noi: l’Artico.

Raccontata per la prima volta dalle stesse parole degli attivistiNon fidarti, non temere, non pregare è la storia drammatica dell’incarcerazione e della straordinaria e commovente campagna per riportare a casa i manifestanti, tra cui un italiano, al più presto.

L’incontro, condotto da Danilo Zagaria, vedrà la partecipazione del coordinatore del gruppo di Greenpeace Torino e di alcuni attivisti e volontari.

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo. Potete farlo cliccando QUI!

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LA PROSSIMA SETTIMANA...

- Giovedì 26 novembre - Gilda Policastro presenta Cella

- Giovedì 26 novembre - Poor Gateau

- Venerdì 27 novembre - Festa Privata

- Sabato 28 novembre - In the food: la musica è servita

- Domenica 29 novembre - Monica Coppola presenta Viola, Vertigini e vaniglia

Tre consigli trasversali: il primo è un libro ripescato dal passato, il secondo un romanzo vero e proprio e l'ultimo una sorta di saggio un po' scanzonato, perché le vostre voglie di lettura abbiano ampio raggio di scelta.

Rosemary's Baby di Ira Levin, bigSUR (16,50 euro)

La storia è quella che molti di noi conoscono, quella che Polanski ha diretto e che un'ottima Mia Farrow ha interpretato nel 1968, a un anno dall'uscita del libro. Ira Levin ci parla di una coppia. Un lui ambizioso con mire d'attore e una lei con in testa il sogno di un quieto futuro di placidità medio-borghese. Tutto sembra procedere per il meglio, con vicini affettuosi (fin troppo) e Guy (questo il nome del lui della coppia) che riesce ad ottenere una parte importante, fino a quando decidono di avere un bambino. Dopo il concepimento Rosemary vede capitare attorno a sé cose strane e sente lei stessa che la gravidanza abbia qualcosa di anomalo. Via via che s'insospettisce cerca le motivazioni e giunge a temere di essere in balia di una stregoneria, motivo per cui scapperà dal sinistro condominio, dai vicini invadenti, dal suo amato Guy. Ma la ruota girerà per il suo verso.
Un nuovo look  per questo testo datato, ma sempre attuale, con una traduzione di tutto rispetto, lasciata all'abile penna di Attilio Veraldi.
Per aggiungere qualche brivido in più ai primi freddi che avanzano!

Spostarono il televisore in soggiorno e regalarono il resto dei mobili dello studio ad amici che potevano sfruttarli. La carta da parati arrivò - era perfetta - e fu messa; arrivarono anche la culla, il cassettone e il bagnetto, e furono disposti prima in un modo, poi in un altro. Nel cassettone Rosemary sistemò coperte, mutandine di plastica e camicette così piccole che, sollevandone una in aria, non seppe trattenersi dal ridere.

Capodanno da mia madre di Alejandro Palomas, Neri Pozza (16 euro)

31 dicembre in una casa di Barcellona. La madre Amalia in cucina con il figlio Fernando. In attesa che la festa cominci. Finalmente trascorreranno Capodanno tutti insieme. Amalia, Fernando, la sorella più grande Silvia, la più piccola Emma con la compagna Olga, lo zio Eduardo. Tutti col loro piccolo fardellino di pesantezza. Fernando lasciato dall'ex compagno Andrés, non dopo averlo dotato dell'alano Max, Silvia che ha perso il bambino che aspettava ed è furente col mondo intero, Emma che è come un punto interrogativo a gravitare nell'universo, Olga che non sa contenere la sua alterigia, lo zio Eduardo che ha difficoltà a tenere a bada il tasso d'alcol. Tutti riuniti per volere di Amalia, in una serata che diventa quasi una farsa guidata dalla penna di Palomas e che, se non regalerà vera e propria leggerezza ai partecipanti, sicuramente li avvicinerà per le verità svelate.

Da qualche minuto mamma canta, chiusa in bagno. A capotavola, zio Eduardo tossisce. All'improvviso, in assenza di mamma, ognuno di noi si immerge nella sua vita di fuori, quella che ci portiamo dall'esterno. È una tensione timida, familiare, alimentata dal nuvolone metallico del fumo di Silvia e dalle urla dei bambini che, inesplicabilmente, continuano a giocare sulle altalene della piazza.
Ciò che avvolge la tavola in assenza di mamma è una grande parentesi di cose non dette nella quale mi lascio cullare per continuare a pensare a me [...].

Bistecche di formica e altre storie gastronomiche di Carlo Spinelli (alias «Doctor Gourmeta»), Baldini & Castoldi (17 euro)

In un epoca di intolleranze (alimentari come non) è bello sfogliare e leggere un libro che è contro le discriminazioni, in primo luogo contro quelle in fatto di cibo e cibi. Carlo Spinelli, senza imbarazzi di sorta, divide in capitoli il suo saggio, scandagliando tutte le abitudini alimentari e i nostri tabù per quanto riguarda i vari modi (diversissimi in varie parti del mondo) che abbiamo di nutrirci. Enuncia ragioni storiche, culturali, sociologiche e ambientali per spiegare le varietà che ci distinguono e spiega come molte barriere siano solo mentali, culturali, quando veramente noi uomini siamo pressoché onnivori, in qualsiasi parte del pianeta ci si trovi!
La trattazione è seria, ma scritta con il guizzo della battuta e della trovata sagace, quindi si impara qualcosa divertendosi, in fin dei conti.

In Liguria e Friuli sono famosi i «salterelli», prodotti caseari che vengono così definiti per il carattere ballerino e movimentato dei vermi all'interno. Quando cercavo di prenderli riuscivano a sfuggirmi velocissimi, mi sentivo un affamato e impacciato Golia con lo scaltro e veloce Davide in forma larvale...
In Francia infine ebbi l'onore di degustare una fetta di mimolette, un formaggio che sprizza eccentricità da tutti i buchi: non solo possiede un tipico colore arancione dovuto a un colorante naturale (annatto) ricavato dalla pianta Bixa orellana, ma è costellato di piccoli buchini sulla crosta che il casaro ha creato artificiosamente con gli acari del formaggio (Tyroglyphus casei).

 

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