Testata

L'idea è venuta vedendo ciondolare due amici che camminavano fianco a fianco. Nella camminata la cadenza dei piedi la stessa, l'ondulazione della testa verso destra sembrava una danza in sincrono. E allora il genietto malefico che abita i nostri pensieri s'è svegliato e ci ha pizzicato la corteccia cerebrale...

Ci si sceglie, tra amici, è indubbio. C'è qualcosa che ci attrae l'uno verso l'altro, una specie di istinto che ci fa puntare dritti verso una persona che diventerà un universo. Di chiacchiere, scoperte, avventure più o meno rischiose, confronti e scontri. Ed è magnifico. Se ci pensate ogni singola parte di un'amicizia ha nel ricordo un suo fuoco che continua a bruciare, che si alimenta continuamente, soprattutto se si tratta di buoni amici.

Accade a questo punto una cosa buffa, collaterale, un po' speciale diremmo noi. Gli amici, frequentandosi, cominciano ad assomigliarsi. Magari ci troviamo di fronte a un tipetto basso e al suo amico altissimo, o magari ci capita di osservare due amiche una tarchiatella e l'altra smilza, oppure ecco un gruppo di amici diversissimi tra loro per età, estrazione sociale, colore di capelli, abbigliamento. Fateci caso. Qualcosa finisce per accomunarli. Il modo di parlare, qualche cadenza, soprattutto veniamo attratti dalla stessa gestualità. Che porta a muovere i passi con la stessa falcata, a ciondolare la testa ritmicamente dalla stessa parte camminando, a dire contemporaneamente la stessa cosa nello stesso momento.

Chi si somiglia si piglia o ci si piglia, poi ci si somiglia? Vano domandarselo, ma è bello pensare che ci si somigli non per motivi genetici, di sangue, ma perché ci si è scelti credendo talmente nell'altro dal far venire naturale che alcuni atteggiamenti diventino anche i nostri e viceversa, in uno scambio che non ha fine.

Così pensando il mondo intero può diventare famiglia. Una famiglia diversa, allargata, che non ci è capitata, ma con cui abbiamo deciso di condividere parte e parti della vita. Scoprendoci simili nelle diversità.

 

Giovedì 12 novembre | h. 20 aperitivo, h. 21 spettacolo

Poor Gateau

Dopo lo straordinario successo di Hell o’ DanteSaulo Lucci torna a grande richiesta tra i tavoli di Luna’sTorta per proseguire il viaggio all’interno della Divina Commedia.

Poor Gateau è uno spettacolo unico, lungo trentatré giovedì, in cui Saulo ripercorre, spiega e racconta in modo ironico e documentato l’intera cantica.

Hell O’ Dante, proposto da Luna’sTorta per l’intera stagione 2014-2015, ha ottenuto un seguito strepitoso. Oltre 1000 spettatori di ogni età si sono avvicendati tra i tavoli della libreria per rivivere le pagine dell’Inferno dantesco.

Vi aspettiamo numerosi anche quest’anno!

Questa settimana Canto VIII
Ancora nella valletta dei principi negligenti. Le anime intonano la preghiera della sera. Arrivo degli angeli armati di spada. Sordello conduce Dante e Virgilio nella valletta. Incontro con Nino Visconti. Arrivo del serpente, messo in fuga dagli angeli. Incontro con Corrado Malaspina.
È la sera di domenica 10 aprile (o 27 marzo) del 1300, alle sette.

Ricordate: se volete mangiare prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!

La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo.

Potete farlo cliccando QUI.

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Venerdì 13 novembre | h. 20 aperitivo, h. 21 gruppo di lettura

Gruppo di lettura aNobii su Le braci di Sandor Marai

La serata si svolgerà con un aperitivo introduttivo che precederà un gruppo di lettura aNobii sul libro Le braci di Sandor Marai. L'incontro è aperto a tutti coloro che sono interessati, che abbiano letto o meno il libro.

Chi volesse partecipare all'aperitivo è pregato di chiamare il numero 0116690577.

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Sabato 14 e domenica 15 novembre | tutto il giorno

Chiusura straordinaria di Luna's Torta

Luna's Torta chiuderà nel finesettimana del 14 e 15 novembre per ricaricare le batterie e solo per accogliervi più pimpanti nuovamente martedì 17. A presto, Luna'sTortAffezionati!!!

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LA PROSSIMA SETTIMANA...

- Mercoledì 18 novembre - Confidenze a squarciagola

- Giovedì 19 novembre - Antonio Rezza presenta Clamori al vento

- Giovedì 19 novembre - Poor Gateau

- Venerdì 20 novembre - Davide Di Rosolini in concerto

- Sabato 22 novembre - Duetto comico di Federica Ferrero e Laura Magni

- Domenica 22 novembre - Il Gruppo Locale di Greenpeace Torino presenta Non fidarti, non temere, non pregare

Sempre difficile scegliere cosa consigliarvi: di libri belli ne escono in continuazione! Ma anche questa settimana abbiamo tirato fuori dal cilindro tre titoli succulenti... Fatevi catturare!

La frontiera di Alessandro Leogrande, Feltrinelli (17 euro)

Un libro tristemente attuale, quello che recensiamo per primo: Leogrande tocca il tasto dolente dei famigerati sbarchi di clandestini, delle carrette del mare, dei disperati che tentano altra fortuna imbarcandosi forse nell'ultimo viaggio della loro vita. Lo fa con un piglio interessante, però. Non con patetismi o storie struggenti, piuttosto documentandosi, parlando con le persone, seguendo processi e vicende nazionali e internazionali, estendendo la riflessione alla nostra italianissima divisione tra Nord e Sud. Intervistando i diretti interessati. Si ha così modo di veleggiare cercando ragioni anche storiche e toccando il popolo eritreo, Alba Dorata, passando per la Libia e i Balcani e infine approdando nei Cie italiani. Perché diventino più chiare le motivazioni, per meglio individuare i responsabili.

Triton si limita a controllare le coste e a pattugliare le acque territoriali. Viene meno il monitoraggio in alto mare e si limita, allo stesso tempo, lo screening sanitario svolto da Sacco e dagli altri addetti imbarcati sulle navi. Con la nuova missione l'area controllata si riduce del 70 per cento: dalle 22.350 miglia quadrate di prima a sole 6900. Stiamo parlando delle sole acque territoriali collocate all'interno delle trenta miglia di mare che circondano le coste di Puglia, Calabria e Sicilia.

Lo strano manoscritto trovato in un cilindro di rame di James De Mille, Marcos y Marcos (18 euro)

Storia nella storia per questo libro che Marcos y Marcos ha finalmente dato alle stampe. Un classico del romanzo d'avventura finora mai uscito in Italia ci viene riproposto e noi ve ne rendiamo partecipi, perché a nostro parere ne vale proprio la pena! Il racconto inizia inquadrando la ciurma del Falcon bloccata dalla bonaccia tra le Canarie e Madeira. Lord Featherstone e i suoi amici, costretti all'ozio, trovano un cilindro di rame incrostato di conchiglie con all'interno un manoscritto: srotolatolo si srotola anche la storia nella storia. A turno vengono lette ad alta voce le peripezie di Adam More tra vulcani, canali, baie, fino all'approdo nel paese dell'ombra, con i suoi abitanti davvero strambi e il fortunato incontro con Almah, di cui si innamorerà e con cui vorrà fuggire, ma...
Pagina dopo pagina si viene avvolti da un fitto intrico di avventure. Come rinunciare a viaggiare con la fantasia?

Questo popolo si chiama kosekin. La loro caratteristica principale, o almeno, quella più evidente, è l'amore per le tenebre. Un'altra peculiarità, altrettanto radicata, e forse connessa con questa, è il loro amore per la morte e la conseguente avversione per la vita. Questo si manifesta in molti modi e si riflette in ogni loro comportamento. Conduce ad un'appassionata abnegazione, allo sforzo incessante di giovare agli altri a proprie spese e al disprezzo per la ricchezza e per tutte le cose che sono associate alla vita.

La leggenda del trombettista bianco di Dorothy Baker, Fazi Editore (16 euro)

E chiudiamo i nostri consigli a suon di musica con un altro caso di libro ripescato dal passato (ma più recente: si tratta qui del 1938). Siamo nella New York degli anni Venti e la figura di cui seguiamo le vicende è un certo Rick Martin (ispirato dal realmente esistito Bix Beiderbecke), sin da giovanissimo impallinato con la musica e strenuo suonatore di tromba. Artista bianco dal talento innato e grandissimo, si distingue tra i suoi compari di colore che dominano la scena jazz dell'epoca. Il romanzo si snoda tra fumosi club e studi di registrazione, tentando di tener dietro a questo prima bimbetto, poi ragazzo, quindi uomo inquieto, che proprio la sua bruciante passione porterà allo schianto finale.

Le due sere prima del debutto provarono sistematicamente al Rendez-Vous. Portavano gli strumenti, le luci, i leggii e un gallone di gin nella sala prima di cena e lasciavano tutto lì pronto. Cenavano tutti seri e concentrati, e quando tornavano in sala e cominciavano ad accordare gli strumenti e a sistemare le sedie sentivano una vera eccitazione [...]. Funzionò alla grande per il loro gruppo: dopo una settimana di bagordi incalliti e pigrizia totale, eccoli lì, i dieci Collegiali di Jack Stuart, pronti a diventare in una notte la più grande band della storia. Pronti e convinti.

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