Testata
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Tintarella di Luna's

Proprio oggi ci siamo svegliati con la sensazione di esserci persi qualcosa. Rimugina che ti rimugina siamo arrivati alla conclusione, sentendo la radio che ne dava notizia a gran voce.

Stanotte alle 5 non abbiamo assistito all'eclissi di luna! E dire che un po' ce lo eravamo prefissati. La prossima avverrà nel 2033. Sarebbe stata un'occasione da non perdere!

Niente da fare: la stanchezza e il sonno l'hanno fatta da padrone e ci siamo bellamente dimenticati di puntare la sveglia. Abbiamo continuato a ronfare beati mentre una grande Luna Rossa attraversava non vista il nostro campo visivo.

E di riflessione in riflessione siamo passati a pensare quanto questo evento così spettacolare sia stato poi creato da una motivazione tra le più semplici: la nostra vecchia cara Terra, frapponendosi tra il Solleone e la dolce Luna, le ha fatto ombra, conferendole un colorito rosso. E tanti nasi in sù a guardare questo fenomeno così elementare, ma con un risultato così eclatante.

Nella semplicità si nasconde un mondo, che spesso ci sorprende.

Forse sì, davvero ora siamo un po' dispiaciuti di esserci persi tutto questo, ma poi, sfogliando il libro della Nafisi (che recensiamo in fondo alla newsletter), ci consoliamo pensando che l'immaginazione formerà nella nostra testolina una gigante luna rossa ancor più affascinante di quella reale.

E così, con il nobile Satellite tra i nostri pensieri e armati di tutta la semplicità di cui siamo capaci, siamo pronti per iniziare una nuova settimana, piena davvero di piccoli, semplici, spettacolari avvenimenti. Non ci credete? Leggete la newsletter e capirete che non mentiamo!

Buona tintarella a tutti!

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Giovedì 1 ottobre | h. 20 aperitivo, h. 21 spettacolo

Poor Gateau

Dopo lo straordinario successo di Hell o’ Dante, Saulo Lucci torna a grande richiesta tra i tavoli di Luna’sTorta per proseguire il viaggio all’interno della Divina Commedia.

Poor Gateau è uno spettacolo unico, lungo trentatré giovedì, in cui Saulo ripercorre, spiega e racconta in modo ironico e documentato l’intera cantica.

Hell O’ Dante, proposto da Luna’sTorta per l’intera stagione 2014-2015, ha ottenuto un seguito strepitoso. Oltre 1000 spettatori di ogni età si sono avvicendati tra i tavoli della libreria per rivivere le pagine dell’Inferno dantesco.

Vi aspettiamo numerosi anche quest’anno! 

Questa settimana: Canto II
Questa settimana Saulo Lucci affronta il secondo canto: Dante incontra per la prima volta le anime dirette al Purgatorio. Tra queste c’è il musico fiorentino Casella.

Ingresso libero.

Come al solito l’aperitivo viene servito dalle 20 alle 21 e lo spettacolo inizia alle 21.
Ricordate, se volete mangiare, prenotare vi assicura un posto a sedere e tante cose buone da mettere sotto i denti!
La precedenza per i posti ai tavoli verrà data a chi prenota per l’aperitivo.
Potete farlo cliccando QUI.

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Venerdì 2 ottobre | h. 20 aperitivo, h. 21 concerto

Non solo folk: Twentyfours in concerto

Tornano i Twentyfours, con il loro repertorio di canzoni italiane e internazionali riproposte con un approccio pop-folk acustico.

I Twentyfours amano definirsi, prima che un gruppo musicale, un gruppo di persone in cui esperienze anche molto distanti fra loro hanno avuto la possibilità di scontrarsi, incontrarsi e diventare musica. È proprio da quest’idea di gruppo che ha origine il loro nome: ventiquattro erano in totale le corde dei loro strumenti (incluse quelle vocali) il giorno della loro prima esibizione.

Il risultato di questa sinergia è un repertorio di canzoni italiane e internazionali di ogni tempo, interpretate con approccio pop-folk acustico. La loro sfida è cogliere l’essenza del brano, la loro missione è raccontare un po’ di buona musica con semplicità, attraverso mani, voci e culture diverse.

Come sempre dalle 20.00 aperitivo, dalle 21.00 concerto. Se prenotate ci rendete estremamente felici. Potete farlo cliccando QUI.

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Sabato 3 ottobre | h. 20 aperitivo, h. 21 spettacolo

Stefano Gorno in “Diario di un formidabile indeciso”

La Stand Up Comedy sbarca sulla Luna’s con Stefano Gorno che propone un monologo irresistibile.

Una serata per ridere, di gusto e a denti stretti, ascoltando una delle voci più irriverenti della scena torinese.

Il tizio davanti a me ha un coltello in mano, lo sguardo allucinato e mi chiede i soldi. Ho capito: sto per morire. Poi come d’incanto il coltello gli cade. Per un attimo mi ricredo: Dio esiste. Ma poi arrivano il cinese, il pignolo e il tizio della scarpa, il mondo va a rovescio e la farsa continua. Non so se rimarrò vivo.
L’unica cosa certa è che sono indeciso.
E ho troppe storie da raccontare per lasciare spazio alla fantasia

Stefano Gorno è nato nel 1973 nell’hinterland milanese, e non è un buon inizio. Un’adolescenza in seminario, diviso tra studio dei classici e masturbazione ossessiva. Il ventennio successivo è un tale elenco di obiettivi mancati che potrebbe non bastare un solo spettacolo. A 40 anni decide finalmente di mettere la testa a posto: oggi è separato, indebitato e con la testa a posto. È vegetariano per colpa di un ebreo. Ateo per colpa di un prete. Tutto quello che racconta nei suoi spettacoli è talmente vero che il suo avvocato gli ha tassativamente raccomandato di non parlarne.

Chi prenota ride e mangia di gusto e si siede con gioia. Potete farlo cliccando QUI.

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dal 30 settembre, il mercoledì dalle 19 alle 21 

A qualcuno piace corto
Laboratorio di scrittura dedicato al racconto

Fratello “minore” del romanzo, il racconto è una forma di narrazione affascinante. Comunicare molto con poche parole a disposizione: un’arte minuziosa, artigianale e faticosa, che strega generazioni di scrittori e lettori.
Il laboratorio propone la lettura e lo studio guidato di alcuni famosi racconti del passato e del presente e, in parallelo, un lavoro di scrittura atto alla realizzazione di almeno un racconto breve per ogni partecipante.
Inoltre, al fine di migliorare e sviluppare i rapporti fra i partecipanti e il coordinatore del laboratorio, il lavoro di scrittura, editing e gli scambi di materiale tecnico inerente la scrittura continueranno online, grazie alla creazione di una mailing-list appositamente dedicata.

Il laboratorio avrà luogo ogni mercoledì sera dalle 19 alle 21 a partire dal 30 settembre 2015.
In totale10 incontri da due ore ciascuno.
Costo: 100 euro
Info e Iscrizioni: 011.6690577

Danilo Zagaria (Torino, 1987) laureato in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Torino, si occupa di diffusione della cultura, di scrittura e di tutela ambientale. Scrive per Finzioni Magazine, collabora con la rivista di filosofia contemporanea Philosophy Kitchen e gestisce progetti di narrativa sperimentale (Scriptomanti). Inoltre, organizza e coordina laboratori di scrittura e narrazione a Torino e in Piemonte.

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LA PROSSIMA SETTIMANA...

- Giovedì 8 ottobre, h. 21 - Poor Gateau

- Venerdì 9 ottobre, h. 21 - Claudio Morici in “Racconti da Camera”

- Sabato 10 ottobre, h. 21 - Sabrina De Gregori presenta il suo ultimo libro

 

E anche questa settimana abbiamo scelto per voi tre testi davvero curiosi, in cui perdersi e ritrovare i propri significati alle vicende narrate. Due sono nuovi nuovi, il primo che andiamo a raccontare è uscito a gennaio, ma le buone pagine non invecchiano!

Terrarium di Giorgio Manacorda (Voland, 13 euro)

In un futuro apocalittico popolato di rettili mutanti che stanno prendendo il sopravvento sugli esseri umani, in cui i prati sono azzurri e gli alberi color pervinca, il protagonista si racconta e racconta ciò che vede mutare attorno a sè tramite un epistolario diretto alla madre, in cui palesa la sua volontà di resistere attraverso il teatro, tentando di portare in scena la tragedia di Edipo, come baluardo contro il disfacimento della realtà, dei ricordi. Lettera dopo lettera cercando di vincere l'annientamento dell'umanità. Con un esito che non andiamo a svelare. Qualche riga per preparavi il palato alla lettura:

Mia cara madre, è sempre più difficile fare quello per cui siamo nati: raccontare. Inventare la nostra vita, farne un'epopea o una poesia. Ti scrivo per questo, per mettere insieme, un po' alla volta, una storia, la nostra storia, l'ultima forse. Anche se non so quale, ma so perché. Non ne posso fare a meno. E' il teatro. La verità del nostro stare al mondo è lì.

La repubblica dell'immaginazione di Azar Nafisi (Adelphi, 19 euro)

Non si tratta propriamente di un romanzo. Preferiamo definirlo un percorso che l'autrice iraniana compie attraverso la letteratura e i suoi personaggi, scegliendo tre classici (Huckleberry Finn, Babbit e Il cuore è un cacciatore solitario) e reinterpretandoli in un ordito che unisce storia, cultura e culture, elementi biografici della scrittrice. Veleggiando su episodi narrati, episodi di vita vissuta, emerge la totale assenza di barriere che solo l'immaginazione (vera protagonista del libro tutto) sa regalare. I disegni di Peter Sìs, che punteggiano qua e là le pagine con la loro delicatezza e oniricità, aiutano a immergersi nell'atmosfera consona.

Questa è una sorta di dichiarazione d'intenti della Nafisi, che estrapoliamo dalla Prefazione alle edizioni straniere:

Molto prima del mondo suddiviso in paesi e nazionalità, esisteva, nella mia mente, una Repubblica dell'immaginazione: un posto dove potevo spiccare il volo, libera dal peso delle noiose regole che governavano la mia esistenza terrena. Forse ogni bambino che sta imparando a conoscere sè stesso e il mondo, che scopre i confini trascendendoli e ridefinendoli, un posto così ce l'ha sempre.

L'impostore di Javier Cercas (Guanda, 20 euro)

Romanzo storico? Romanzo inchiesta? Semplicemente definiremmo L'impostore un tentativo di raccontare la vicenda di un bluff storico approfondendo le motivazioni personali e collettive che hanno spinto il protagonista (personaggio reale) a mentire sul suo passato. Siamo a Barcellona. Javier Cercas racconta la vita e le contraddizioni di Enric Marco. La finzione, poi scoperta nel 2005, voleva che Marco (militante antifranchista, ex segretario del sindacato anarchista CNT), fosse stato internato in Germania a Flossenbürg. Cosa mai accaduta. Cercas intesse pagine intrise di Storia recente con audacia e spirito dissacratorio, appaiandole a una ricerca che va a scandagliare le verità e le bugie che hanno fatto di Marco un Impostore. Una sfida che speriamo cogliate!

Marco mi fissò con i suoi occhi scuri, infossati e inquisitori; sostenni il suo sguardo. Ripeto che non avevo alcun dubbio che mi avrebbe aiutato nel mio progetto: bastava sapere quello che aveva fatto e passare cinque minuti con lui per avere la certezza che era di quelli che preferivano mille volte che si parli male di loro piuttosto che non se ne parli affatto. Perciò stavo già per dirgli, con ipocrita magnanimità, che se non accettava l'accordo l'avrei capito benissimo, quando parlò di nuovo.

- Veramente, non ho bisogno che qualcuno mi riabiliti - disse, anche se io ero sicuro che non desiderava nient'altro che riabilitarsi. - L'unica cosa di cui ho bisogno è che mi ascoltino. Potermi spiegare. -

 

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