News dalla Luna’sTorta | Della felicità monoporzionata

Cari amici,

una riflessione fa capolino nella nostra testolina. Una sera come tante si stava decidendo se cenare fuori o in casa, poi un po' la stanchezza, un po' i piccoli acciacchi, un po' l'ora neanche troppo tarda, un po' il giorno della settimana (il lunedì è sempre più difficile impegnarsi in qualcosa), ci hanno convinto a comperare delle cibarie (il frigo reclamava la sua vuotezza) e a mangiare comodamente seduti in ciabatte intorno al nostro tavolo.

L'ora non era tarda (come accennato), ma i normali spacci di alimentari avevano già chiuso i battenti, allora abbiamo deciso di affidarci ad uno di quei mega-super-sprint supermercati aperti fino alle 21. Ecco. Non ci riteniamo totalmente tonti o stupidi, ma appena entrati ci è colto un vago disagio e siamo apparsi subito disorientati. Annichiliti da scaffali grigi, frigo a profusione, prodotti ordinati con una logica a noi ignota.

 

Pian piano abbiamo trovato la nostra strada e all'iniziale disagio è seguito un senso di tristezza. Osservando meglio, gran parte degli spazi era occupata da monoporzioni pronte all'uso. Dalla gastronomia alle verdurine e fruttine passando per olio, aceto e vieppiù. Come se fossimo tutti ancorati ad una precarietà da individui singoli con esistenze monoporzionate da chi ha pensato al nostro pasto.

Sarà perché non abbiamo famiglia e abbiamo sempre più o meno dovuto da soli provvedere a noi stessi, ma questa interpretazione della vita in solitaria intristisce e chiude la gola. Abbiamo sempre comprato piccole quantità di alimenti o accessori, ma perché qualcuno deve pensare a quanto noi si avrà voglia di mangiare e quindi richiudere in confezioni prestabilite quel tot e niente più?

Nell'era delle porzoni da single si leva il nostro grido di disappunto: che ogni tanto qualcosa vada a male nel frigo non è poi così grave! O sbagliamo? Vogliamo il diritto a sforare le quantità prestabilite, al di sotto o al di sopra. Vogliamo che la fantasia spazi creando pietanze magari improbabili e non troppo gustose, ma almeno genuinamente farina del nostro sacco.

Abbasso le vaschette, i vasetti, i tubetti, le coppette e tutti questi diminutivi che mettono i brividi! Sì a etti, chili, grammi, numeri e quantità che siamo noi a decidere!

 

Va bene, ora veniamo allo scoperto: forse stiamo scontando lo shock di aver scoperto da piccoli, per un innocente disegno, che il tonno non era quello arrotolato nelle latte, ma un pel pescione natante nell'azzurro mare!

Ma, a maggior ragione, non sarà più sano rinunciare alle pre-confezioni?

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Queste poche righe per informare tutti i Luna's TortAffezionati che venerdì 1 maggio noi si starà belli chiusi (ebbene sì, crediamo ancora fermamente nella Festa dei Lavoratori), ma ci troverete in quel di via Belfiore 50 sia sabato 2 che domenica 3 maggio: sapevatelo!

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Corso di filosofia e tarocchi | da dopo Pasqua riprendono i due corsi di Filosofia e Tarocchi con Raffaella Paisio

Riprendono dopo la pausa pasquale i corsi di Filosofia e Tarocchi tenuti dalla poliedrica Raffaella Paisio.

 

Tutti i Martedì dalle 18,15 il corso di Filosofia, alle 19,30 il corso base e alle 20 il corso avanzato di Tarocchi.

Non mancate!

 

Per info telefonateci allo 0116690577

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Corso di lettura ad alta voce | dal 18 febbraio

a cura dell'associazione culturale YOWRAS
tutti i mercoledì dalle 19,30 alle 21,30

Nella lettura ad alta voce le parole diventano qualcosa di diverso, di materiale, di emozionale.
Un testo letto a voce alta è di fatto una comunicazione diretta a coloro che ascoltano, e chi legge deve essere in grado di trasmettere sia la fredda innaturale passività che spesso è contenuta in una relazione tecnica, sia le emozioni o la consistenza delle azioni di una scena drammatica o comica.

Questo è un corso base per chi desidera imparare a leggere in modo gradevole ed efficace un testo letto ad alta voce, sia questo una relazione, un racconto o una fiaba.

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Maggiori informazioni sul sito, cui accedete con un semplice clic!

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Hell o’Dante | giovedì 30 aprile

 

Ogni benedetto giovedì sera alla Luna’sTorta va in scena il grande spettacolo di Hell o’ Dante. E se non l’avete ancora visto dovreste rimediare quanto prima!

L’Inferno rivisto da Saulo Lucci fa morir dal ridere, è pieno di musica e dà i brividi. Ogni giovedì si estrae un canto che viene raccontato e quindi recitato (a memoria); ogni giovedì il testo dantesco è preso come base di una partitura che ci conduce là, dove nessun uomo o quasi ha mai osato prima.

Il prossimo appuntamento è previsto per giovedì 30 aprile. Dalle 20 in poi c’è l’aperitivo, dalle 21 circa lo spettacolo.

Potete prenotarvi cliccando qui o telefonando allo 0116690577.

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In fine (Chiudi gli occhi e guarda Le città che si chiamano Torino al Reykjavìk Café)

Vi consigliamo tre titoli che per un motivo o un altro ci riguardano da vicino:

 

- Il primo è un libro che recensiamo ancora stregati dal successo della casa editrice Neo. Ebbene sì, vogliamo parlarvi di un'altra loro novità. Perché ci riguarda da vicino? Perché racconta di una 127 beige con a bordo madre e figlio in corsa verso il mare. Una vacanza ricca di promesse, da trascorrere tra cartoon, film, parenti, giochi e nuove scoperte per il piccolo Costantino in una mitica estate al sole della fine degli anni '70. Sarà che abbiamo trascorso la nostra infanzia pochi anni dopo e in modo simile, sarà che quasi dalle pagine percepiamo il profumo di quelle giornate di sabbia, sale e tuffi, ma ci sentiamo catapultati in un passato molto familiare leggendo Chiudi gli occhi e guarda del lombardo Nicola Pezzoli. Leggere per assaporare il gusto dei ricordi!

 

- Il secondo consiglio invece ci ricorda tanto il Luna's Torta. Solo che la caffetteria in cui le quattro donne si incontrano incidentalmente si chiama Reykjavik Café e invece di essere nel cuore torinese di San Salvario saluta un rigido gennaio islandese a Reykjavik. Le protagoniste hanno vite diverse, un po' strambe e complicate, chi incasinata, chi scossa da un evento imprevisto. Le accomuna l'essere donne più o meno coetanee e avere la passione per lo stesso luogo dove sorbire un caffè, godersi un aperitivo o anche solo trascorrere del tempo rilassandosi. L'autrice Sólveig Jónsdóttir è islandese, neanche a dirlo, e chissà che non sia stata ispirata proprio da un luogo come il Luna's Torta per scrivere le pagine di questo romanzo, che narra una storia semplice, di vite che per un motivo foruito arrivano ad incrociarsi e a portare cambiamento nelle rispettive quotidianità. Una pubblicazione del marzo 2015 per Sonzogno, anche se aveva visto la luce in lingua originale già nel 2012. Svago a portata di lettura.

 

- Il terzo libro è invece una sorta di guida. Ma bella bella. E un po' atipica. E pubblicata da un editore indipendente. E le pagine profumano di carta riciclata. E ha un formato grandicello. E un'impaginazione e un impianto grafico davvero accattivanti. E, in periodo di pellegrinaggi a motivo della Sindone, è bello avere un quasi 300 pagine che mostrino la nostra Torino così, in modo trasversale. Senza monumenti, senza descrizioni di vie o chiese e piazze, ma con l'attenzione puntata sulla Torino che vive. Di cultura, arte, architettura, cinema, musica, teatro, gusto e gusti, moda e design, locali diurni e notturni. Chi gli ha dato forma è ArteSera Produzioni, già ormai nel maggio 2014, i contributi all'interno sono invece molteplici, per cui si parla di curatori vari. Il titolo centra in pieno la missione-libro: Le città che si chiamano Torino. Ottimo per perdersi e poi ritrovarsi nella nostra bella città.

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Però non stampatela. La scrivo con le letterone belle grandi apposta.