News dalla Luna’sTorta | Così poco allineati

Qualche giorno fa si parlava di linee e di confini. Se ne parlava in un inglese stentato, solo lievemente alcolico e molto maccheronico, farcito di parole italiane e turche.

 

Parlare di linee e di confini così ha un suo fascino, discutere di quanto queste linee siano allo stesso tempo fittizie e purtroppo necessarie, necessarie per quel nostro bizzarro bisogno che ci porta a voler distinguere sempre e comunque ciò che è mio da ciò che è tuo.
Le linee di cui si parlava sono tracciate in terra, in cielo e in mare e provocano non pochi guai, e mentre ne parlavamo non faceva che venirmi in mente quella scena magnifica di Train de Vie, quella in cui il treno attraversa il confine e tutti scendono alla ricerca di una linea rossa sul terreno, mentre le bombe volano facendo un arco sulla loro testa senza toccarli, perchè loro sono proprio lì, sul confine, in uno spazio che non è né mio né tuo. Un non-luogo o, per dirla in greco, una u-topia.
Mentre si parlava di questo ci dicevano che l'editore che abbiamo scelto di portare per Saint Jordi (veniteci a trovare eh!) era finalista al Premio Strega con un romanzo (molto bello) in qualche modo distopico. E ho pensato come sia bizzarra questa parola e come sia più facile parlare di distopia che non di utopia e soprattutto quanto sia più facile immaginarla.
E poi. E poi queste benedette linee tracciate in terra, in cielo e in mare, queste benedette linee che ci si arrischia in ogni modo a superare, hanno di nuovo fatto danni. Danni decisamente enormi. E allora è facile dirsi che è ovviamente più normale immaginare un mondo distopico e che non utopico, che forse più che distopia è realtà.

  
Poi ti ritrovi qui, di nuovo, il giorno dopo. E ti ritrovi a parlare di caffè e panini al formaggio in un inglese stentato e maccheronico, farcito di parole italiane e turche, con un'incursione canadese sulla sinistra, un'americana volante alla porta e un suono di Argentina sempre nelle orecchie e nel cuore. Così un pezzo di marmo e due trespoli diventano per un quarto d'ora un luogo senza linee, o forse la linea la creiamo noi, un non-luogo.
E diventa più facile immaginare Utopia.

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Corso di filosofia e tarocchi | da dopo Pasqua riprendono i due corsi di Filosofia e Tarocchi con Raffaella Paisio

Riprendono dopo la pausa pasquale i corsi di Filosofia e Tarocchi tenuti dalla poliedrica Raffaella Paisio.

 

Tutti i Martedì dalle 18,15 il corso di Filosofia, alle 19,30 il corso base e alle 20 il corso avanzato di Tarocchi.

Non mancate!

 

Per info telefonateci allo 0116690577

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Torino che legge: settimana della lettura | 20-25 aprile:

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Minicorso di lettura per nonni, genitori, insegnanti, educatori e tutti gli interessati |mercoledì 22 aprile

“Perché leggere in famiglia?”

Se, come dice Lewis Carrol, «Le storie sono doni d’amore» allora, ogni volta che leggiamo per e con i nostri bambini, li nutriamo con il sentimento più prezioso di cui disponiamo.

Ma perché è importante avvicinarsi alla lettura fin da piccoli? Come creare la giusta routine di lettura? Quali sono i benefici e quali i libri adatti all’età e alla fase psicologica dei bimbi?

A questa e altre domande risponderà un minicorso tenuto da Alessandra Cella (laureata in lettere e operatrice dell’AIMI, massaggio infantile) tra i tavoli di Luna’s Torta mercoledì 22 aprile dalle 15,30 alle 18,00.

Il costo, per ogni partecipante, sarà di € 13.

Tutto il materiale necessario sarà fornito dall’insegnante. Per prenotarsi telefonare allo 0116690577

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Corso di lettura ad alta voce | mercoledì dalle 19,30 alle 21,30

Nella lettura ad alta voce le parole diventano qualcosa di diverso, di materiale, di emozionale. Un testo letto a voce alta è di fatto una comunicazione diretta a coloro che ascoltano, e chi legge deve essere in grado di trasmettere sia la fredda innaturale passività che spesso è contenuta in una relazione tecnica, sia le emozioni o la consistenza delle azioni di una scena drammatica o comica. Questo è un corso base per chi desidera imparare a leggere in modo gradevole ed efficace un testo letto ad alta voce, sia questo una relazione, un racconto o una fiaba.

Maggiori informazioni sul sito, con un semplice clic!

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Portici di carta per San Jordi | giovedì 23 aprile Luna's Torta sarà anche in Piazza Palazzo di Città

Anche quest'anno Luna's Torta parteciperà alla bella giornata di Portici di Carta per San Jordi.

Giovedì 23 saremo quindi (oltre che aperti nella solita sede di via Belfiore 50) anche en plein air tutto il giorno in Piazza Palazzo di Città, dove allestiremo un banchetto con in bella mostra l'editore che abbiamo deciso di portare (l'abruzzese Neo) e alcuni titoli che proprio vorremmo consigliarvi.

Una chicca che ci rende particolarmente orgogliosi: è di questi giorni la notizia che uno dei nuovi titoli di Neo Edizioni, XXI Secolo di Paolo Zardi, concorra per il Premio Strega 2015. Un motivo in più per invogliarvi a passare a trovarci e a vedere un po' di che si tratta!

(Eccovi un link al sito della casa editrice, con descrizione e una nutrita rassegna stampa).

Qui invece potete trovare il programma completo della giornata di San Jordi.

VI ASPETTIAMO!

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Hell o’Dante | giovedì 23 aprile

 

Ogni benedetto giovedì sera alla Luna’sTorta va in scena il grande spettacolo di Hell o’ Dante. E se non l’avete ancora visto dovreste rimediare quanto prima!

L’Inferno rivisto da Saulo Lucci fa morir dal ridere, è pieno di musica e dà i brividi. Ogni giovedì si estrae un canto che viene raccontato e quindi recitato (a memoria); ogni giovedì il testo dantesco è preso come base di una partitura che ci conduce là, dove nessun uomo o quasi ha mai osato prima.

Il prossimo appuntamento è previsto per giovedì 23 aprile. Dalle 20 in poi c’è l’aperitivo, dalle 21 circa lo spettacolo.

Potete prenotarvi cliccando qui o telefonando allo 0116690577.

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E mi sovvien l'eterno... versi di Ada Ferroglio @ Luna's Torta | venerdì 24 aprile

Ada Ferroglio delizierà la serata di venerdì al Luna’s Torta con la lettura dei suoi componimenti poetici, ondeggiando tra cibo, scienza, passioni e stati d’animo. Con parole delicate come piume, con sentimenti forti come una sferzata di vento.

Vi aspettiamo per il tè delle cinque!

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In fine (Distopici nella mente, utopici nel cuor)

Non poteva mancare tra i consigli di lettura di questa settimana XXI secolo di Paolo Zardi (Neo edizioni), cui abbiamo già accennato qualche paragrafo più su. Finalista al Premio Strega 2015, il romanzo di Zardi tratteggia un futuro non troppo lontano e racconta con lucidità e sprazzi di ironia un mondo di certezze che crollano. Che siano le certezze su cui si è fondata la civiltà occidentale o le certezze su cui è stato basato un matrimonio poco importa o, meglio, poco cambia. Guardando negli occhi una società in declino, il protagonista di XXI secolo affronta una profonda crisi matrimoniale e un enorme dilemma morale. La domanda di fondo rimane sempre una: quali verità si nascondono sotto le illusioni?

E deve essere un periodo in cui sulle idee e ideologie ci si interroga parecchio se Voland ha deciso di ripubblicare un grande classico come Noi di Evgenij Zamjatin, romanzo distopico in pieno stile che ispirò i capolavori successivi di Orwell e Huxley. Nella città di vetro e acciaio dello Stato Unico i numeri – così vengono chiamati gli uomini – conducono meccanicamente la loro esistenza vivendo come un essere solo, una gigantesca marionetta manovrata dal Benefattore, garante di una felicità matematicamente esatta. Scritto in seguito alle esperienze personali dell'autore durante la Rivoluzione russa del 1905 e quella del 1917, Noi porta agli estremi il concetto di totalitarismo sovietico conquistando così un record negativo: fu il primo romanzo a essere messo al bando dal Glavlit (l'ente preposto alla censura) nel 1921.

Con un piccolo salto proponiamo un altro libro che si interroga sulla modernità e sull'Occidente e nello specifico sul suo rapporto con l'Oriente: L'istituto per la regolazione degli orologi di Ahmet Hamdi Tanpinar, uno dei romanzi più importanti della letteratura turca, pubblicato nel 1954 ma arrivato in Italia solo ora grazie alla traduzione di Fabio Salomoni per la collana Letture di Einaudi. Gli orologi sono il "modo più sicuro per arrivare a Dio" o qualcosa di razionale che permette di ingabbiare il tempo perchè possa non andare perduto? La vita di Hayri Irdal oscilla tra queste due concezioni, incarnate da Nuri Efendi, un orologiaio del vecchio mondo, e Halit il Regolatore, l’innovatore che si propone di importare in Turchia la filosofia capitalista attraverso la fondazione dell’istituto che dà il titolo al romanzo.

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Però non stampatela. La scrivo con le letterone belle grandi apposta.